Tema centrale del libro è il movimento corporeo visto con l'occhio dei grandi letterati del Romanticismo francese (Stendhal, Nodier, Balzac, Gautier) che dedicano pagine importanti delle loro meditazioni alla mimica e a tipologie rappresentative prevalentemente gestuali come il balletto o la pantomima. Per tali autori, il linguaggio del corpo si rivela una preziosa chiave d'accesso alla comprensione di problemi d'ordine psicologico, gnoseologico, ontologico, morale, metafisico, oltre che estetico. Le poetiche sul gesto proposte, infatti, sono sempre connesse ad una più o meno precisa concezione del mondo. Se al loro interno occupa un posto di rilievo il tema del ruolo della materia rispetto allo spirito o del fisico rispetto al meta-fisico, da tutte le pronunzie inventariate prende quota una domanda che tornerà a proporsi insistentemente anche nel teatro, nella danza e nel mimo novecenteschi: il corpo è un ostacolo, un vincolo che inchioda al suolo o, piuttosto, uno strumento, un motore fondamentale per la crescita o l'elevazione?

Anatomia del gesto. Corporeità e spettacolo nelle poetiche del Romanticismo francese

RANDI, ELENA
2001

Abstract

Tema centrale del libro è il movimento corporeo visto con l'occhio dei grandi letterati del Romanticismo francese (Stendhal, Nodier, Balzac, Gautier) che dedicano pagine importanti delle loro meditazioni alla mimica e a tipologie rappresentative prevalentemente gestuali come il balletto o la pantomima. Per tali autori, il linguaggio del corpo si rivela una preziosa chiave d'accesso alla comprensione di problemi d'ordine psicologico, gnoseologico, ontologico, morale, metafisico, oltre che estetico. Le poetiche sul gesto proposte, infatti, sono sempre connesse ad una più o meno precisa concezione del mondo. Se al loro interno occupa un posto di rilievo il tema del ruolo della materia rispetto allo spirito o del fisico rispetto al meta-fisico, da tutte le pronunzie inventariate prende quota una domanda che tornerà a proporsi insistentemente anche nel teatro, nella danza e nel mimo novecenteschi: il corpo è un ostacolo, un vincolo che inchioda al suolo o, piuttosto, uno strumento, un motore fondamentale per la crescita o l'elevazione?
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