Il disagio diffuso nel rapporto con gli alimenti, che talora dà origine a squilibri paradossali come la morte per fame volontaria, è al centro di un dibattito che coinvolge l'opinione pubblica e interessa molte discipline. Il dio cannibale offre una chiave di lettura dell'anoressia come sintomo di una «follia» che interpella ogni abitante dell'Occidente e illustra le ragioni per cui colpisce soprattutto le donne, ma è destinata a interessare sempre più anche gli uomini. Se la bibliografia scientifica considera l'anoressia come una «malattia», Ines Testoni concentra la propria riflessione sulla natura del nesso esistente tra l'opulenza propria dell'Occidente e il manifestarsi stesso dell'anoressia, la quale - come qualsiasi sofferenza psichica - è espressione della società in cui emerge, oltre che dell'angoscia dell'individuo che ne è portatore. Ed è proprio a partire dalla doppia origine sociale e individuale dell'anoressia, che l'Autrice intraprende una ricerca tesa a individuare le specifiche dinamiche culturali e psicologiche in cui trova origine quel «patimento» che nel Novecento si è rivelato attraverso il digiuno femminile.

IL DIO CANNIBALE. ANORESSIA E CULTURE DEL CORPO

TESTONI, INES
2001

Abstract

Il disagio diffuso nel rapporto con gli alimenti, che talora dà origine a squilibri paradossali come la morte per fame volontaria, è al centro di un dibattito che coinvolge l'opinione pubblica e interessa molte discipline. Il dio cannibale offre una chiave di lettura dell'anoressia come sintomo di una «follia» che interpella ogni abitante dell'Occidente e illustra le ragioni per cui colpisce soprattutto le donne, ma è destinata a interessare sempre più anche gli uomini. Se la bibliografia scientifica considera l'anoressia come una «malattia», Ines Testoni concentra la propria riflessione sulla natura del nesso esistente tra l'opulenza propria dell'Occidente e il manifestarsi stesso dell'anoressia, la quale - come qualsiasi sofferenza psichica - è espressione della società in cui emerge, oltre che dell'angoscia dell'individuo che ne è portatore. Ed è proprio a partire dalla doppia origine sociale e individuale dell'anoressia, che l'Autrice intraprende una ricerca tesa a individuare le specifiche dinamiche culturali e psicologiche in cui trova origine quel «patimento» che nel Novecento si è rivelato attraverso il digiuno femminile.
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