Nella sua Introduzione al Martín Fierro (Cátedra, 1980), Luis Sainz de Medrano afferma che nel poema “no faltan posibles fuentes de la literatura española clásica”. Tra le possibili fonti indica naturalmente Calderón, Lope, Espronceda a cui aggiunge don Juan Manuel (1282-1348) giustificando la sua tesi nella possibile relazione esistente tra la payada e alcuni capitoli del Libro del caballero y el escudero (XXXV-XLVIII). L’affinità sembra convincente ed è rintracciabile in quel medievalismo latente del patrimonio tradizionale argentino. Tuttavia, in questa prospettiva, e sempre rispetto a Juan Manuel, pur trovando coincidenze anche in altri luoghi (per es. El Conde Lucanor), è ne El Libro Infinido dove in special modo emerge l’evidente vicinanza al Martín Fierro, in particolare nel XXXII canto della Vuelta, più conosciuto come quello dei consigli di Martín Fierro, lì dove Hernández sa appropriarsi e reinventare temi e motivi della letteratura didattica, gnomica e sapienziale: acquisizione della parola dell’altro, pertanto, ma anche ricreazione espressiva, una specie di incessante lavoro di “traduzione” culturale e linguistica da un livello ad un altro.
Los consejos paternos de un principe y de un gaucho. La voz de don Juan Manuel en el Martin Fierro
CANCELLIER, ANTONELLA
2005
Abstract
Nella sua Introduzione al Martín Fierro (Cátedra, 1980), Luis Sainz de Medrano afferma che nel poema “no faltan posibles fuentes de la literatura española clásica”. Tra le possibili fonti indica naturalmente Calderón, Lope, Espronceda a cui aggiunge don Juan Manuel (1282-1348) giustificando la sua tesi nella possibile relazione esistente tra la payada e alcuni capitoli del Libro del caballero y el escudero (XXXV-XLVIII). L’affinità sembra convincente ed è rintracciabile in quel medievalismo latente del patrimonio tradizionale argentino. Tuttavia, in questa prospettiva, e sempre rispetto a Juan Manuel, pur trovando coincidenze anche in altri luoghi (per es. El Conde Lucanor), è ne El Libro Infinido dove in special modo emerge l’evidente vicinanza al Martín Fierro, in particolare nel XXXII canto della Vuelta, più conosciuto come quello dei consigli di Martín Fierro, lì dove Hernández sa appropriarsi e reinventare temi e motivi della letteratura didattica, gnomica e sapienziale: acquisizione della parola dell’altro, pertanto, ma anche ricreazione espressiva, una specie di incessante lavoro di “traduzione” culturale e linguistica da un livello ad un altro.Pubblicazioni consigliate
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