Il texturing mediante foto digitali di modelli 3D è un'operazione comunemente utilizzata per rendere questi ultimi più realistici, aggiungendo l'informazione cromatica al modello geometrico dell'oggetto rappresentato. Questa procedura consiste nell'assegnare al modello tridimensionale delle informazioni di colore alle sue singole parti, associando ad esse un numero di immagini necessario a ricoprirlo completamente. Il procedimento può essere descritto come un'operazione dove si ricorre a più immagini accostate tra loro per ricoprire il modello come se fosse un puzzle tridimensionale. Si presentano però una serie di difficoltà sia di tipo geometrico sia di tipo cromatico; queste ultime sono causate dalla diversa illuminazione, dalla diversa esposizione o anche dal diverso tipo di configurazione della camera e diventano evidenti quando nel modello le immagini vengono unite e si evidenziano le linee di confine tra una e l'altra proprio per queste differenze cromatiche. In questa nota si propongono soluzioni proprio a questo problema. Il metodo proposto in questa nota consiste in un procedimento per equalizzare automaticamente le immagini utilizzate per il texturing di un modello ed eliminare quindi le differenze cromatiche nelle linee di unione. Il modello utilizzato, in un formato Web3D (VRML), viene analizzato per individuare i punti dove le immagini contigue vengono unite. Il procedimento poi ricava delle matrici di valori di colore dalle aree di sovrapposizione tra le due immagini, e infine, mediante analisi della correlazione e della distribuzione delle frequenze dei valori di grigio, ricava una look – up - table (LUT) per trasformare i valori di un immagine (denominata slave) verso quelli dell'immagine presa come riferimento (denominata master). Sono stati così ottenuti dei risultati soddisfacenti per quanto riguarda la percezione delle immagini sul modello. Non viene osservata la differenza tra un'immagine e quella vicina come invece avveniva prima dell'elaborazione. Questo ha permesso di migliorare la qualità del modello nel suo insieme rendendolo più realistico e quindi più utile ai fini della visualizzazione. Il procedimento quindi fornisce uno strumento prezioso di post-processing che apporta un valore aggiunto di un certo peso al lavoro di modellazione dell'operatore.
Equalizzazione Automatica di Immagini per Texturing
PIROTTI, FRANCESCO;GUARNIERI, ALBERTO;VETTORE, ANTONIO
2005
Abstract
Il texturing mediante foto digitali di modelli 3D è un'operazione comunemente utilizzata per rendere questi ultimi più realistici, aggiungendo l'informazione cromatica al modello geometrico dell'oggetto rappresentato. Questa procedura consiste nell'assegnare al modello tridimensionale delle informazioni di colore alle sue singole parti, associando ad esse un numero di immagini necessario a ricoprirlo completamente. Il procedimento può essere descritto come un'operazione dove si ricorre a più immagini accostate tra loro per ricoprire il modello come se fosse un puzzle tridimensionale. Si presentano però una serie di difficoltà sia di tipo geometrico sia di tipo cromatico; queste ultime sono causate dalla diversa illuminazione, dalla diversa esposizione o anche dal diverso tipo di configurazione della camera e diventano evidenti quando nel modello le immagini vengono unite e si evidenziano le linee di confine tra una e l'altra proprio per queste differenze cromatiche. In questa nota si propongono soluzioni proprio a questo problema. Il metodo proposto in questa nota consiste in un procedimento per equalizzare automaticamente le immagini utilizzate per il texturing di un modello ed eliminare quindi le differenze cromatiche nelle linee di unione. Il modello utilizzato, in un formato Web3D (VRML), viene analizzato per individuare i punti dove le immagini contigue vengono unite. Il procedimento poi ricava delle matrici di valori di colore dalle aree di sovrapposizione tra le due immagini, e infine, mediante analisi della correlazione e della distribuzione delle frequenze dei valori di grigio, ricava una look – up - table (LUT) per trasformare i valori di un immagine (denominata slave) verso quelli dell'immagine presa come riferimento (denominata master). Sono stati così ottenuti dei risultati soddisfacenti per quanto riguarda la percezione delle immagini sul modello. Non viene osservata la differenza tra un'immagine e quella vicina come invece avveniva prima dell'elaborazione. Questo ha permesso di migliorare la qualità del modello nel suo insieme rendendolo più realistico e quindi più utile ai fini della visualizzazione. Il procedimento quindi fornisce uno strumento prezioso di post-processing che apporta un valore aggiunto di un certo peso al lavoro di modellazione dell'operatore.| File | Dimensione | Formato | |
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