La collaborazione al “Progetto Mantegna” per l’anastilosi informatica dei frammenti degli affreschi della Cappella Ovetari agli Eremitani di Padova, risparmiati dai bombardamenti dell’ultima guerra, è iniziata nel 1999; nel 2001, con l’apertura del laboratorio dell’Università degli studi di Padova di via Carlo Dottori, 7/B nella veste di storica dell’arte, ho affiancato i colleghi fisici, matematici e ingegneri e lavorato con la Soprintendenza competente. Il dialogo fra di noi, volta dopo volta, andava concentrandosi sul complesso problema del metodo che avrebbe improntato la collaborazione; in laboratorio, abbiamo lavorato tutti alla luce di una accorata ma lucidissima affermazione di Cesare Brandi, 1947, a chiusura dell’intervento di presentazione della ricomposizione dell’affresco di Andrea Mantegna con il Martirio di san Giacomo appena realizzata dall’Istituto Centrale per il Restauro: “l’importanza del ciclo padovano era tale, che non può essere esagerata, e anche la riconquista di un solo decimetro quadrato ha un’efficacia che nessuna modestia può nascondere”. L’anastilosi dei frammenti Ovetari, nella pratica, è stata condotta con l’aiuto di studenti universitari provenienti da aree disciplinari improntate agli studi sia scientifici, sia umanistici. I primi risultati sul piano della ricerca in biblioteca e in archivio, che ha sostenuto quella parallelamente condotta in laboratorio, sono documentati nel saggio e, più in generale, nel libro del quale ho curato il progetto. Dunque, un fatto straordinario ha caratterizzato in questi anni il “Progetto Mantegna”,vale a dire la riunione e il dialogo di forze umane ed intellettuali che, ma soltanto apparentemente, sembrano viaggiare su strade parallele: ingegneri, fisici e storici dell’arte. L’intento di tutti è stato unico e ha riguardato la ricerca difficile della restituzione della “facies” originale di un’opera d’arte unica che si credeva perduta. Per lo storico dell’arte nato nel dopo guerra è difficile non evidenziare la singolarità dei risultati raggiunti, benché attraverso e sulla base dei dettagli della pittura che i frammenti ci hanno conservato; in sintesi e in particolare, si possono citare, la restituzione della maniera pittorica di Nicolò Pizolo e di quella più antica di Andrea Mantegna; la conoscenza di Giovanni d’Alemagna e di Antonio Vivarini nella veste di pittori di affreschi; la possibilità di abbinare opere documentate ai nomi di Ansuino da Forlì e di Bono da Ferrara ed infine l’opportunità di confrontare l’evolversi del linguaggio di Andrea attraverso l’uso della tempera sul muro con le pitture su tavola e su tela prodotte a Padova con la stessa tecnica pittorica.Oggi, la ricomposizione dei frammenti, o di parti scelte di essi, è diventata realtà; il dialogo è continuato con i restauratori che sulla traccia imprescindibile indicata dall’anastilosi informatica condotta dal “Progetto Mantegna” e dalle conoscenze storico-artistiche hanno curato la restituzione delle due pareti principali della Cappella.

I tempi e i modi dell'arredo della cappella Ovetari

DENICOLO', ALBERTA
2006

Abstract

La collaborazione al “Progetto Mantegna” per l’anastilosi informatica dei frammenti degli affreschi della Cappella Ovetari agli Eremitani di Padova, risparmiati dai bombardamenti dell’ultima guerra, è iniziata nel 1999; nel 2001, con l’apertura del laboratorio dell’Università degli studi di Padova di via Carlo Dottori, 7/B nella veste di storica dell’arte, ho affiancato i colleghi fisici, matematici e ingegneri e lavorato con la Soprintendenza competente. Il dialogo fra di noi, volta dopo volta, andava concentrandosi sul complesso problema del metodo che avrebbe improntato la collaborazione; in laboratorio, abbiamo lavorato tutti alla luce di una accorata ma lucidissima affermazione di Cesare Brandi, 1947, a chiusura dell’intervento di presentazione della ricomposizione dell’affresco di Andrea Mantegna con il Martirio di san Giacomo appena realizzata dall’Istituto Centrale per il Restauro: “l’importanza del ciclo padovano era tale, che non può essere esagerata, e anche la riconquista di un solo decimetro quadrato ha un’efficacia che nessuna modestia può nascondere”. L’anastilosi dei frammenti Ovetari, nella pratica, è stata condotta con l’aiuto di studenti universitari provenienti da aree disciplinari improntate agli studi sia scientifici, sia umanistici. I primi risultati sul piano della ricerca in biblioteca e in archivio, che ha sostenuto quella parallelamente condotta in laboratorio, sono documentati nel saggio e, più in generale, nel libro del quale ho curato il progetto. Dunque, un fatto straordinario ha caratterizzato in questi anni il “Progetto Mantegna”,vale a dire la riunione e il dialogo di forze umane ed intellettuali che, ma soltanto apparentemente, sembrano viaggiare su strade parallele: ingegneri, fisici e storici dell’arte. L’intento di tutti è stato unico e ha riguardato la ricerca difficile della restituzione della “facies” originale di un’opera d’arte unica che si credeva perduta. Per lo storico dell’arte nato nel dopo guerra è difficile non evidenziare la singolarità dei risultati raggiunti, benché attraverso e sulla base dei dettagli della pittura che i frammenti ci hanno conservato; in sintesi e in particolare, si possono citare, la restituzione della maniera pittorica di Nicolò Pizolo e di quella più antica di Andrea Mantegna; la conoscenza di Giovanni d’Alemagna e di Antonio Vivarini nella veste di pittori di affreschi; la possibilità di abbinare opere documentate ai nomi di Ansuino da Forlì e di Bono da Ferrara ed infine l’opportunità di confrontare l’evolversi del linguaggio di Andrea attraverso l’uso della tempera sul muro con le pitture su tavola e su tela prodotte a Padova con la stessa tecnica pittorica.Oggi, la ricomposizione dei frammenti, o di parti scelte di essi, è diventata realtà; il dialogo è continuato con i restauratori che sulla traccia imprescindibile indicata dall’anastilosi informatica condotta dal “Progetto Mantegna” e dalle conoscenze storico-artistiche hanno curato la restituzione delle due pareti principali della Cappella.
2006
Andrea Mantegna e i maestri della cappella Ovetari. La ricomposizione virtuale e il restauro
9788876248009
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