L’economia moderna può essere definita cognitiva nel senso che il lavoro è ormai totalmente speso per svolgere attività di tipo cognitivo che usano, trasformano e producono conoscenze. La conoscenza, quindi, diventa il fattore che concorre alla creazione di valore aggiunto, fattore chiave su cui si realizza la competitività non solo delle singole imprese ma di tutto il Paese. La dinamica dell’economia, di conseguenza, dipende in misura sempre maggiore dalla capacità di apprendere, di gestire, accumulare e creare conoscenza secondo una modalità che assegna alle risorse umane un ruolo di particolare rilevanza in quanto elementi attraverso cui la conoscenza nelle sue forme, sia codificabili che tacite, si acquisisce, si rinnova, si accresce e si diffonde. Parlare di società della conoscenza, infatti, significa prima di tutto parlare di società di persone, ancora uniche risorse in grado di pensare, elaborare conoscenza e applicarla alla conoscenza generando innovazione. Ai knowledge workers, infatti, si richiede creatività e innovazione tramite l’applicazione della conoscenza alla conoscenza, e ancora di più, si richiede di essere persone competenti, cioè persone in grado di agire dentro una situazione professionale complessa e in vista di una finalità, di controllare e governare l’incertezza mediante prestazioni costruite di volta in volta e per questo poco formalizzabili in anticipo. Dopo aver analizzato il concetto di competenza, nel testo vengono approfonditi alcuni modelli di apprendimento e sviluppo di competenze.

L'apprendimento di competenze nell'economia cognitiva

ZAGGIA, CRISTINA
2007

Abstract

L’economia moderna può essere definita cognitiva nel senso che il lavoro è ormai totalmente speso per svolgere attività di tipo cognitivo che usano, trasformano e producono conoscenze. La conoscenza, quindi, diventa il fattore che concorre alla creazione di valore aggiunto, fattore chiave su cui si realizza la competitività non solo delle singole imprese ma di tutto il Paese. La dinamica dell’economia, di conseguenza, dipende in misura sempre maggiore dalla capacità di apprendere, di gestire, accumulare e creare conoscenza secondo una modalità che assegna alle risorse umane un ruolo di particolare rilevanza in quanto elementi attraverso cui la conoscenza nelle sue forme, sia codificabili che tacite, si acquisisce, si rinnova, si accresce e si diffonde. Parlare di società della conoscenza, infatti, significa prima di tutto parlare di società di persone, ancora uniche risorse in grado di pensare, elaborare conoscenza e applicarla alla conoscenza generando innovazione. Ai knowledge workers, infatti, si richiede creatività e innovazione tramite l’applicazione della conoscenza alla conoscenza, e ancora di più, si richiede di essere persone competenti, cioè persone in grado di agire dentro una situazione professionale complessa e in vista di una finalità, di controllare e governare l’incertezza mediante prestazioni costruite di volta in volta e per questo poco formalizzabili in anticipo. Dopo aver analizzato il concetto di competenza, nel testo vengono approfonditi alcuni modelli di apprendimento e sviluppo di competenze.
Competenze tacite, apprendimenti organizzativi e comportamenti etici nei distretti veneti
9788882325855
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