Con il presente lavoro, giunto alla seconda edizione, si intende portare l’attenzione sull’importanza della metodologia con la quale si svolgono i ragionamenti di magistrati e avvocati, impegnati nella quotidiana e imprevista casistica della giustizia: questa rilevanza è giustificata dalla convinzione, accolta soprattutto dai più attenti fra i pratici, che l’esperienza giuridica si sviluppa originariamente nella controversia organizzata nel processo dai contendenti in dialogo tra loro di fronte ad un giudice. Inoltre, si tenta di riscoprire il fondamentale valore della cultura classica non solo e non tanto per ritrovare nella filosofia dell’antica Grecia l’origine della giustizia processuale, ma anche per rimeditare criticamente il pregiudizio del razionalismo moderno che ha condotto una cospicua parte degli odierni studi giuridici e della comune prassi forense a identificare apoditticamente il diritto con la norma. Pertanto, la ricerca prende l’avvio dall’esame della struttura giuridica del processo nell’ordinamento vigente e procede ad investigarne la struttura logica che, come ricordano i maestri più autorevoli del pensiero classico, si identifica propriamente con il metodo dialettico, il cui fondamento problematico risale alla perenne domanda di verità che costituisce l’essenza della filosofia greca. La pubblicazione di questa seconda edizione si arricchisce della traduzione dell’«Apologia di Socrate» di Platone, posta in appendice e condotta rispettando il più possibile lo schema processuale e lo stile giudiziario del racconto platonico.

La via della giustizia. Il fondamento dialettico del processo. Con l'«Apologia di Socrate» di Platone

MORO, PAOLO
2004

Abstract

Con il presente lavoro, giunto alla seconda edizione, si intende portare l’attenzione sull’importanza della metodologia con la quale si svolgono i ragionamenti di magistrati e avvocati, impegnati nella quotidiana e imprevista casistica della giustizia: questa rilevanza è giustificata dalla convinzione, accolta soprattutto dai più attenti fra i pratici, che l’esperienza giuridica si sviluppa originariamente nella controversia organizzata nel processo dai contendenti in dialogo tra loro di fronte ad un giudice. Inoltre, si tenta di riscoprire il fondamentale valore della cultura classica non solo e non tanto per ritrovare nella filosofia dell’antica Grecia l’origine della giustizia processuale, ma anche per rimeditare criticamente il pregiudizio del razionalismo moderno che ha condotto una cospicua parte degli odierni studi giuridici e della comune prassi forense a identificare apoditticamente il diritto con la norma. Pertanto, la ricerca prende l’avvio dall’esame della struttura giuridica del processo nell’ordinamento vigente e procede ad investigarne la struttura logica che, come ricordano i maestri più autorevoli del pensiero classico, si identifica propriamente con il metodo dialettico, il cui fondamento problematico risale alla perenne domanda di verità che costituisce l’essenza della filosofia greca. La pubblicazione di questa seconda edizione si arricchisce della traduzione dell’«Apologia di Socrate» di Platone, posta in appendice e condotta rispettando il più possibile lo schema processuale e lo stile giudiziario del racconto platonico.
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