L’articolo ricostruisce il pensiero politico di Ugo La Malfa in merito ai temi della costruzione europea e del collocamento in tale contesto dell’Italia, e mostra tali idee ispirassero costantemente l'azione politica dell'esponente repubblicano. Come molti politici della sua generazione, egli si convinse, durante la guerra, della necessità di affrontare a livello europeo i grandi problemi nazionali, il principale dei quali era rappresentato dalla “questione meridionale”. Il riequilibrio del divario fra il nord e il sud sarebbe stato possibile solo col saldo inserimento del paese nel quadro di un’apertura economica generalizzata che, liquidando definitivamente il protezionismo, stimolasse la modernizzazione e lo sviluppo del sistema produttivo italiano. La liberalizzazione degli scambi commerciali avviata da La Malfa nel 1951, in veste di ministro del Commercio Estero, aveva innanzitutto questo scopo. Lo stesso obiettivo di legare il paese all’Europa al fine di promuoverne la modernizzazione e il consolidamento democratico guidò l’azione dell’esponente repubblicano in altri due momenti chiave: nel 1962-63, quando, ministro del Bilancio nel nascente governo di centro-sinistra, tentò di sostenere l’adesione britannica alla CEE nella speranza di porre le basi per una politica di programmazione economica su scala europea, e nel 1978, quando la sua posizione intransigente contribuì a determinare la scelta del governo italiano a favore di un’adesione immediata al Sistema Monetario Europeo.
La questione europea nella politica di Ugo La Malfa
MECHI, LORENZO
2007
Abstract
L’articolo ricostruisce il pensiero politico di Ugo La Malfa in merito ai temi della costruzione europea e del collocamento in tale contesto dell’Italia, e mostra tali idee ispirassero costantemente l'azione politica dell'esponente repubblicano. Come molti politici della sua generazione, egli si convinse, durante la guerra, della necessità di affrontare a livello europeo i grandi problemi nazionali, il principale dei quali era rappresentato dalla “questione meridionale”. Il riequilibrio del divario fra il nord e il sud sarebbe stato possibile solo col saldo inserimento del paese nel quadro di un’apertura economica generalizzata che, liquidando definitivamente il protezionismo, stimolasse la modernizzazione e lo sviluppo del sistema produttivo italiano. La liberalizzazione degli scambi commerciali avviata da La Malfa nel 1951, in veste di ministro del Commercio Estero, aveva innanzitutto questo scopo. Lo stesso obiettivo di legare il paese all’Europa al fine di promuoverne la modernizzazione e il consolidamento democratico guidò l’azione dell’esponente repubblicano in altri due momenti chiave: nel 1962-63, quando, ministro del Bilancio nel nascente governo di centro-sinistra, tentò di sostenere l’adesione britannica alla CEE nella speranza di porre le basi per una politica di programmazione economica su scala europea, e nel 1978, quando la sua posizione intransigente contribuì a determinare la scelta del governo italiano a favore di un’adesione immediata al Sistema Monetario Europeo.Pubblicazioni consigliate
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