Fin dalle civiltà più antiche, la musica è sempre stata importante. Di fatto non esistono culture senza musica. Probabilmente nei tempi antichi essa fungeva da potente sussidio mnemonico per gli esseri umani, ciò costituiva un’importante motivazione alla musica, rendendola emotivamente attraente per quasi tutte le persone (Becker, 2001). Oggi la società è cambiata e i sussidi mnemonici che abbiamo a disposizione sono decisamente più potenti dell’arte dei suoni, ma resta il fatto che tuttora godiamo della musica perché essa è in grado di regalarci un’ampia gamma di esperienze trascendenti ed estetiche (Davis, 2005). Fra le tutte le esperienze umane, quella sonora è molto importante per la conoscenza e la costituzione della realtà. Essa si presenta come una delle prime forme di comunicazione tra bambino e ambiente (Biasutti, 1999). Alcuni studi hanno messo in evidenza che a livello fetale vengono espresse risposte agli eventi sonori, e che nei neonati i recettori della percezione uditiva sono sufficientemente sviluppati. Tomatis afferma che “il feto sente a partire dal quarto mese e mezzo di vita intrauterina” (Biasutti, 1998), e che esso “è immerso in un vero e proprio universo sonoro”. Il corpo della mamma fa risuonare nel liquido amniotico i suoni che emette e quelli prodotti dal suo corpo (battito cardiaco, respirazione, rumori viscerali ecc.), il bambino li ascolta e fin da quei momenti il suono è un mezzo privilegiato di relazione tra mamma e bambino. Sin dai primi mesi di vita il bambino comincia a sviluppare le sue attitudini e abilità musicali, e le sue potenzialità di apprendimento che lo accompagneranno per tutta la vita. Questa potenzialità di apprendimento musicale fa parte del patrimonio personale di ogni individuo, ed è innata; ma il piccolo cervello cresce e si sviluppa in base alla quantità e alla qualità degli stimoli ricevuti, quindi un ambiente ricco di stimoli musicali è la condizione indispensabile perché questa attitudine musicale si sviluppi al massimo delle sue potenzialità, così come un ambiente povero di stimoli musicali ne decreta automaticamente l’involuzione (Apostoli, 2002). Queste potenzialità di apprendimento possono essere estese anche ad altre forme artistiche come il disegno e la pittura. Sono molti i filoni di ricerca che si sono dedicati a questi campi dell’arte, interessati a capire soprattutto in quale modo si sviluppano queste attitudini e abilità e in quale modo sia possibile accrescerle e potenziarle, e spesso è stato possibile delineare degli stadi nello sviluppo del processo artistico (Golomb, 2003) e nello sviluppo musicale (Sloboda, 1988). Tra questi filoni di ricerca c’è anche una minoranza di chi si è occupato dell’aspetto dello sviluppo che riguarda la comprensione musicale e artistica.

Insegnare musica nella scuola primaria.

BIASUTTI, MICHELE;
2008

Abstract

Fin dalle civiltà più antiche, la musica è sempre stata importante. Di fatto non esistono culture senza musica. Probabilmente nei tempi antichi essa fungeva da potente sussidio mnemonico per gli esseri umani, ciò costituiva un’importante motivazione alla musica, rendendola emotivamente attraente per quasi tutte le persone (Becker, 2001). Oggi la società è cambiata e i sussidi mnemonici che abbiamo a disposizione sono decisamente più potenti dell’arte dei suoni, ma resta il fatto che tuttora godiamo della musica perché essa è in grado di regalarci un’ampia gamma di esperienze trascendenti ed estetiche (Davis, 2005). Fra le tutte le esperienze umane, quella sonora è molto importante per la conoscenza e la costituzione della realtà. Essa si presenta come una delle prime forme di comunicazione tra bambino e ambiente (Biasutti, 1999). Alcuni studi hanno messo in evidenza che a livello fetale vengono espresse risposte agli eventi sonori, e che nei neonati i recettori della percezione uditiva sono sufficientemente sviluppati. Tomatis afferma che “il feto sente a partire dal quarto mese e mezzo di vita intrauterina” (Biasutti, 1998), e che esso “è immerso in un vero e proprio universo sonoro”. Il corpo della mamma fa risuonare nel liquido amniotico i suoni che emette e quelli prodotti dal suo corpo (battito cardiaco, respirazione, rumori viscerali ecc.), il bambino li ascolta e fin da quei momenti il suono è un mezzo privilegiato di relazione tra mamma e bambino. Sin dai primi mesi di vita il bambino comincia a sviluppare le sue attitudini e abilità musicali, e le sue potenzialità di apprendimento che lo accompagneranno per tutta la vita. Questa potenzialità di apprendimento musicale fa parte del patrimonio personale di ogni individuo, ed è innata; ma il piccolo cervello cresce e si sviluppa in base alla quantità e alla qualità degli stimoli ricevuti, quindi un ambiente ricco di stimoli musicali è la condizione indispensabile perché questa attitudine musicale si sviluppi al massimo delle sue potenzialità, così come un ambiente povero di stimoli musicali ne decreta automaticamente l’involuzione (Apostoli, 2002). Queste potenzialità di apprendimento possono essere estese anche ad altre forme artistiche come il disegno e la pittura. Sono molti i filoni di ricerca che si sono dedicati a questi campi dell’arte, interessati a capire soprattutto in quale modo si sviluppano queste attitudini e abilità e in quale modo sia possibile accrescerle e potenziarle, e spesso è stato possibile delineare degli stadi nello sviluppo del processo artistico (Golomb, 2003) e nello sviluppo musicale (Sloboda, 1988). Tra questi filoni di ricerca c’è anche una minoranza di chi si è occupato dell’aspetto dello sviluppo che riguarda la comprensione musicale e artistica.
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