Se la prima rivoluzione dell'università europea può essere considerata l'introduzione dei cicli di studio e del sistema dei crediti, la seconda rivoluzione è quella dei learning outcome (risultati di apprendimento) e delle competenze, nuova "unità di misura" utilizzata per comparare e riconoscere i titoli di studio e le qualifiche a livello europeo e nazionale. Formare persone competenti richiede la predisposizione e l'organizzazione di un contesto che consenta l'apprendimento non solo di conoscenze e capacità (curriculum di primo livello) ma soprattutto del modo di interpretarle e combinarle (curriculum di secondo livello). Accanto alla riforma dei curricoli, pertanto, non si può non operare un profondo ripensamento sia dei contesti e delle strategie didattiche che danno loro atto e forma, sia del ruolo e del coinvolgimento di chi gli dà vita e anima, docenti e studenti. Innovare e migliorare la qualità della formazione, infatti, implica necessariamente una forte e radicata cultura interna della qualità, la negoziazione degli obiettivi, dei percorsi e del valore dei risultati raggiunti, il coinvolgimento degli attori che intervengono nei processi educativi in attività di autovalutazione, co-valutazione e valutazione tra pari, le uniche forme di valutazione-regolazione che possano realmente cogliere e attribuire il senso, il significato e il valore delle relazioni e delle azioni didattiche. Il testo, destinato a tutti coloro che sono impegnati nella ridefinizione dei percorsi di studio universitari e nella innovazione dei nostri Atenei per costruire lo Spazio Europeo dell'Istruzione Superiore, ambizioso obiettivo del processo di Bologna, analizza la letteratura scientifica, i principali documenti elaborati in sede europea ed alcuni casi di studio, delineando proposte per la progettazione e la valutazione dei corsi di studio orientati allo sviluppo di competenze.

L'Università delle competenze. Progettazione e valutazione dei corsi di laurea nel processo di Bologna

ZAGGIA, CRISTINA
2008

Abstract

Se la prima rivoluzione dell'università europea può essere considerata l'introduzione dei cicli di studio e del sistema dei crediti, la seconda rivoluzione è quella dei learning outcome (risultati di apprendimento) e delle competenze, nuova "unità di misura" utilizzata per comparare e riconoscere i titoli di studio e le qualifiche a livello europeo e nazionale. Formare persone competenti richiede la predisposizione e l'organizzazione di un contesto che consenta l'apprendimento non solo di conoscenze e capacità (curriculum di primo livello) ma soprattutto del modo di interpretarle e combinarle (curriculum di secondo livello). Accanto alla riforma dei curricoli, pertanto, non si può non operare un profondo ripensamento sia dei contesti e delle strategie didattiche che danno loro atto e forma, sia del ruolo e del coinvolgimento di chi gli dà vita e anima, docenti e studenti. Innovare e migliorare la qualità della formazione, infatti, implica necessariamente una forte e radicata cultura interna della qualità, la negoziazione degli obiettivi, dei percorsi e del valore dei risultati raggiunti, il coinvolgimento degli attori che intervengono nei processi educativi in attività di autovalutazione, co-valutazione e valutazione tra pari, le uniche forme di valutazione-regolazione che possano realmente cogliere e attribuire il senso, il significato e il valore delle relazioni e delle azioni didattiche. Il testo, destinato a tutti coloro che sono impegnati nella ridefinizione dei percorsi di studio universitari e nella innovazione dei nostri Atenei per costruire lo Spazio Europeo dell'Istruzione Superiore, ambizioso obiettivo del processo di Bologna, analizza la letteratura scientifica, i principali documenti elaborati in sede europea ed alcuni casi di studio, delineando proposte per la progettazione e la valutazione dei corsi di studio orientati allo sviluppo di competenze.
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