Molteplici paradigmi di ricerca hanno, nel tempo, indagato la costruzione delle interazioni primarie tra il bambino e l’adulto di riferimento, con particolare attenzione al ruolo della figura materna considerata, di fatto, la persona maggiormente presente e coinvolta nella strutturazione della relazione con il piccolo, almeno nei primi mesi di vita. In questo senso, la diade madre-bambino è stata considerata la matrice interattiva primaria a partire dalla quale il piccolo strutturerà una sorta di modello relazionale ripetibile ed estendibile a scambi e relazioni future, sia nei suoi aspetti adattivi e funzionali, sia negli aspetti disadattavi o francamente patologici. Tali aspetti spiegano la notevole attenzione e la grande mole di ricerche generatesi negli ultimi 30 anni su questi temi considerati centrali nella lettura dei percorsi evolutivi e clinici che dalla prima infanzia conducono all’adattamento del soggetto nel contesto di appartenenza, lungo il ciclo di vita. Nonostante però i contributi rilevanti della ricerca, attualmente si sta assistendo ad alcuni interessanti cambiamenti in questo settore di studi a cavallo tra la psicologia dello sviluppo, la psicopatologia evolutiva e la psicologia dinamica che riguardano sostanzialmente due aspetti della concettualizzazione teorica di riferimento e che hanno fondamentali ricadute sui modelli e sui metodi di osservazione e di valutazione: (a) il superamento della visione diadica, per cui alcuni autori stanno da tempo ampliando il costrutto di matrice primaria alla triade madre-padre-bambino, considerata come una condizione interattiva anch’essa precoce e come un obiettivo evolutivo non secondario allo sviluppo delle competenze interattive diadiche. In altre parole, molte ricerche si stanno orientando all’osservazione del percorsi evolutivi di costruzione delle interazioni triadiche familiari, assumendoli come strutture anch’esse primarie nello sviluppo interattivo-relazionale. Da questo deriva la necessità di pensare e applicare metodi osservativi adatti all’oggetto di studio e validi dal punto di vista empirico; (b) l’interesse all’osservazione delle competenze interattive dell’adulto anche in assenza del bambino reale, prima della nascita: tradizionalmente, il piano rappresentativo è stato molto indagato nel corso della gravidanza, laddove l’interesse si sta spostando all’osservazione dei comportamenti genitoriali evidenti e presenti anche in fasi precedenti al parto e all’incontro con il bambino reale. Entro questa situazione il simposio raccoglie 4 contributi empirici che si collocano proprio nella direzione di fornire nuove conoscenze sulle caratteristiche genitoriali diadiche e triadiche osservabili durante la gravidanza che possono avere una ricaduta sulla costruzione della relazione con il bambino, nonché fornire indicazioni sulle eventuali possibilità di intervento nei casi di fragilità o difficoltà. Inoltre, ognuno presenta una metodologia innovativa la cui applicazione costituisce un interessante contributo a questo settore di studi.
Osservare la genitorialità prima della nascita tra fattori e protezione per la costruzione della relazione adulti-bambino.
SIMONELLI, ALESSANDRA
2009
Abstract
Molteplici paradigmi di ricerca hanno, nel tempo, indagato la costruzione delle interazioni primarie tra il bambino e l’adulto di riferimento, con particolare attenzione al ruolo della figura materna considerata, di fatto, la persona maggiormente presente e coinvolta nella strutturazione della relazione con il piccolo, almeno nei primi mesi di vita. In questo senso, la diade madre-bambino è stata considerata la matrice interattiva primaria a partire dalla quale il piccolo strutturerà una sorta di modello relazionale ripetibile ed estendibile a scambi e relazioni future, sia nei suoi aspetti adattivi e funzionali, sia negli aspetti disadattavi o francamente patologici. Tali aspetti spiegano la notevole attenzione e la grande mole di ricerche generatesi negli ultimi 30 anni su questi temi considerati centrali nella lettura dei percorsi evolutivi e clinici che dalla prima infanzia conducono all’adattamento del soggetto nel contesto di appartenenza, lungo il ciclo di vita. Nonostante però i contributi rilevanti della ricerca, attualmente si sta assistendo ad alcuni interessanti cambiamenti in questo settore di studi a cavallo tra la psicologia dello sviluppo, la psicopatologia evolutiva e la psicologia dinamica che riguardano sostanzialmente due aspetti della concettualizzazione teorica di riferimento e che hanno fondamentali ricadute sui modelli e sui metodi di osservazione e di valutazione: (a) il superamento della visione diadica, per cui alcuni autori stanno da tempo ampliando il costrutto di matrice primaria alla triade madre-padre-bambino, considerata come una condizione interattiva anch’essa precoce e come un obiettivo evolutivo non secondario allo sviluppo delle competenze interattive diadiche. In altre parole, molte ricerche si stanno orientando all’osservazione del percorsi evolutivi di costruzione delle interazioni triadiche familiari, assumendoli come strutture anch’esse primarie nello sviluppo interattivo-relazionale. Da questo deriva la necessità di pensare e applicare metodi osservativi adatti all’oggetto di studio e validi dal punto di vista empirico; (b) l’interesse all’osservazione delle competenze interattive dell’adulto anche in assenza del bambino reale, prima della nascita: tradizionalmente, il piano rappresentativo è stato molto indagato nel corso della gravidanza, laddove l’interesse si sta spostando all’osservazione dei comportamenti genitoriali evidenti e presenti anche in fasi precedenti al parto e all’incontro con il bambino reale. Entro questa situazione il simposio raccoglie 4 contributi empirici che si collocano proprio nella direzione di fornire nuove conoscenze sulle caratteristiche genitoriali diadiche e triadiche osservabili durante la gravidanza che possono avere una ricaduta sulla costruzione della relazione con il bambino, nonché fornire indicazioni sulle eventuali possibilità di intervento nei casi di fragilità o difficoltà. Inoltre, ognuno presenta una metodologia innovativa la cui applicazione costituisce un interessante contributo a questo settore di studi.Pubblicazioni consigliate
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