La monografia presenta il percorso filosofico di Jacques Paliard e si concentra sul tema del sentire, inteso quale atto che introduce alla interiorità. L’uomo sa di essere identità, è cosciente di sé nell’atto del conoscere e del sentire. Viene di qui la necessità di cercare le forme e le modalità del sentire in cui è dato il primo annuncio dell’interiorità, in modo inevitabilmente incoativo soltanto. Paliard si è posto sulla via di questa ricerca. Egli ha proposto una riflessione critica sul piano gnoseologico ed ha aperto nuove vie per ritrovare le prospettive ontologiche della tradizione metafisica: ha inteso l’esteriorità non come un dato, ma come una “funzione inerente alla conoscenza” (Paliard, 1938). L’esperienza intima dell’individualità biologica si rapporta necessariamente alla esteriorità; e questa, alla sua volta, risulta sempre in rapporto polare all’interiorità. Paliard non ha affrontato la questione della vita come se si trattasse di raggiungere la struttura delle cose; essa riguarda piuttosto la struttura del pensiero. Egli intende stabilire la ricchezza concreta della interiorità originaria nella reciproca implicazione della dimensione intellettuale e della «intimità vitale» nel vissuto della nostra esistenza. Nell’ordine conoscibile emerge la luce della coscienza che si esprime all’interno della esperienza vitale. Nessuno può dire di avere raggiunto una piena conoscenza di sé. Il comando delfico gnôthi s’auton condusse Socrate a riconoscere il “sapere di non sapere”. Paliard si colloca dichiaratamente in questa tradizione e riconosce che solo percorrendo una via apofatica ci si può rapportare alla autenticità dell’atto di coscienza.

Pensare la vita. Saggio su Jacques Paliard

MALAGUTI, ILARIA
2009

Abstract

La monografia presenta il percorso filosofico di Jacques Paliard e si concentra sul tema del sentire, inteso quale atto che introduce alla interiorità. L’uomo sa di essere identità, è cosciente di sé nell’atto del conoscere e del sentire. Viene di qui la necessità di cercare le forme e le modalità del sentire in cui è dato il primo annuncio dell’interiorità, in modo inevitabilmente incoativo soltanto. Paliard si è posto sulla via di questa ricerca. Egli ha proposto una riflessione critica sul piano gnoseologico ed ha aperto nuove vie per ritrovare le prospettive ontologiche della tradizione metafisica: ha inteso l’esteriorità non come un dato, ma come una “funzione inerente alla conoscenza” (Paliard, 1938). L’esperienza intima dell’individualità biologica si rapporta necessariamente alla esteriorità; e questa, alla sua volta, risulta sempre in rapporto polare all’interiorità. Paliard non ha affrontato la questione della vita come se si trattasse di raggiungere la struttura delle cose; essa riguarda piuttosto la struttura del pensiero. Egli intende stabilire la ricchezza concreta della interiorità originaria nella reciproca implicazione della dimensione intellettuale e della «intimità vitale» nel vissuto della nostra esistenza. Nell’ordine conoscibile emerge la luce della coscienza che si esprime all’interno della esperienza vitale. Nessuno può dire di avere raggiunto una piena conoscenza di sé. Il comando delfico gnôthi s’auton condusse Socrate a riconoscere il “sapere di non sapere”. Paliard si colloca dichiaratamente in questa tradizione e riconosce che solo percorrendo una via apofatica ci si può rapportare alla autenticità dell’atto di coscienza.
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