Nel volume si analizzano sei pièces scritte (o tradotte) tra la fine degli anni Venti e la fine degli anni Trenta dell'Ottocento da celebri autori francesi (Henri III et sa cour e Caligula di Dumas père, Hernani e Angelo, tyran de Padoue di Hugo,Othello e Chatterton di Vigny) o, meglio, se ne esamina la prima, appassionante messinscena, offerta alla Comédie-Française con un breve anticipo sulla pubblicazione del testo. È stato possibile ricostruire tali allestimenti in modo assai approfondito in tutti i loro coefficienti scenici grazie ad una quantità straordinaria di fonti: il copione del suggeritore, spesso il manoscritto autografo, la princeps, il livret de mise en scène, decine di recensioni dello spettacolo, memorie ed epistolari degli attori, del metteur en scène e di altri artisti realizzatori degli spettacoli, registri di varia natura del teatro, fatture di pagamento di costumi e scenografie, bozzetti di costumi, maquettes dei décors, ecc. A dirigere le prove degli spettacoli indagati e a definire con i diversi artisti scenografie, costumi e luci sembra essere la stessa persona a cui si deve la stesura del testo; concepiti nei loro coefficienti costitutivi secondo un'ottica unitaria, tali lavori non rispondono semplicemente a criteri di meccanico coordinamento delle varie componenti, né sono solo la "messa in azione" o la semplice "resa visibile e udibile" di una partitura drammaturgica. Lo studio dei sei casi proposti offre l'opportunità di interrogarsi sulla genesi del fenomeno registico, che l'autrice anticipa rispetto alla più diffusa tradizione storiografica.

I primordi della regia. Nei cantieri teatrali di Hugo, Vigny, Dumas

RANDI, ELENA
2009

Abstract

Nel volume si analizzano sei pièces scritte (o tradotte) tra la fine degli anni Venti e la fine degli anni Trenta dell'Ottocento da celebri autori francesi (Henri III et sa cour e Caligula di Dumas père, Hernani e Angelo, tyran de Padoue di Hugo,Othello e Chatterton di Vigny) o, meglio, se ne esamina la prima, appassionante messinscena, offerta alla Comédie-Française con un breve anticipo sulla pubblicazione del testo. È stato possibile ricostruire tali allestimenti in modo assai approfondito in tutti i loro coefficienti scenici grazie ad una quantità straordinaria di fonti: il copione del suggeritore, spesso il manoscritto autografo, la princeps, il livret de mise en scène, decine di recensioni dello spettacolo, memorie ed epistolari degli attori, del metteur en scène e di altri artisti realizzatori degli spettacoli, registri di varia natura del teatro, fatture di pagamento di costumi e scenografie, bozzetti di costumi, maquettes dei décors, ecc. A dirigere le prove degli spettacoli indagati e a definire con i diversi artisti scenografie, costumi e luci sembra essere la stessa persona a cui si deve la stesura del testo; concepiti nei loro coefficienti costitutivi secondo un'ottica unitaria, tali lavori non rispondono semplicemente a criteri di meccanico coordinamento delle varie componenti, né sono solo la "messa in azione" o la semplice "resa visibile e udibile" di una partitura drammaturgica. Lo studio dei sei casi proposti offre l'opportunità di interrogarsi sulla genesi del fenomeno registico, che l'autrice anticipa rispetto alla più diffusa tradizione storiografica.
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