A Genova, nel 2001, si è svolto il G8. Ciò che è accaduto in quei giorni è noto a tutti. Come altre “fratture d’Italia”, su questo evento però è calato ben presto un diffuso oblio sociale. E oggi, a quasi dieci anni da quelle violenze, se le vittime, individualmente, hanno intrapreso un proprio percorso di guarigione, resta ancora aperta la questione della “guarigione sociale”, ossia il pubblico riconoscimento dello status di vittime. Una condizione che genera nelle stesse un senso di ingiustizia e una forte sfiducia istituzionale. Dalla letteratura sulle violenze collettive sappiamo che senza il sostegno della comunità le vittime rischiano di rimanere a lungo profondamente provate e prostrate dagli abusi subiti. I ricordi condivisi, la costruzione di reti sociali e la rappresentazione di rituali sono elementi importanti per la guarigione e per riconquistare un pieno senso di appartenenza e di cittadinanza. Capire la natura della sofferenza patita nel passato diventa allora una condizione fondamentale per comprendere quali problemi, per le vittime, si prospettano nel presente, e quali direzioni prenderanno nel futuro. Adottando la prospettiva teorica di Bar-Tal, nella presente ricerca si analizza la sofferenza provata dai manifestanti per individuare se e quali strategie di delegittimazione siano state agite a Bolzaneto. Il materiale è costituito dalle testimonianze rese da n. 208 manifestanti (F: 46; M: 162) durante il processo di primo grado, l’audio delle n. 179 udienze corrisponde a 467 ore, 34 minuti e 35 secondi. I principali risultati ottenuti, evidenziano il massiccio ricorso a strategie di delegittimazione nei confronti dei manifestanti: disumanizzazione, esclusione morale, attribuzione di tratti di personalità negativi e altre ancora. Inoltre, in aggiunta alla letteratura esistente, emerge la tendenza a far agire la delegittimazione agli stessi delegittimati: per esempio, se disumanizzati attraverso la retrocessione al regno animale, costretti a fare gli animali.

Ladri di umanità: Strategie di delegittimazione dentro la prigione di Bolzaneto

ZAMPERINI, ADRIANO;MENEGATTO M;
2010

Abstract

A Genova, nel 2001, si è svolto il G8. Ciò che è accaduto in quei giorni è noto a tutti. Come altre “fratture d’Italia”, su questo evento però è calato ben presto un diffuso oblio sociale. E oggi, a quasi dieci anni da quelle violenze, se le vittime, individualmente, hanno intrapreso un proprio percorso di guarigione, resta ancora aperta la questione della “guarigione sociale”, ossia il pubblico riconoscimento dello status di vittime. Una condizione che genera nelle stesse un senso di ingiustizia e una forte sfiducia istituzionale. Dalla letteratura sulle violenze collettive sappiamo che senza il sostegno della comunità le vittime rischiano di rimanere a lungo profondamente provate e prostrate dagli abusi subiti. I ricordi condivisi, la costruzione di reti sociali e la rappresentazione di rituali sono elementi importanti per la guarigione e per riconquistare un pieno senso di appartenenza e di cittadinanza. Capire la natura della sofferenza patita nel passato diventa allora una condizione fondamentale per comprendere quali problemi, per le vittime, si prospettano nel presente, e quali direzioni prenderanno nel futuro. Adottando la prospettiva teorica di Bar-Tal, nella presente ricerca si analizza la sofferenza provata dai manifestanti per individuare se e quali strategie di delegittimazione siano state agite a Bolzaneto. Il materiale è costituito dalle testimonianze rese da n. 208 manifestanti (F: 46; M: 162) durante il processo di primo grado, l’audio delle n. 179 udienze corrisponde a 467 ore, 34 minuti e 35 secondi. I principali risultati ottenuti, evidenziano il massiccio ricorso a strategie di delegittimazione nei confronti dei manifestanti: disumanizzazione, esclusione morale, attribuzione di tratti di personalità negativi e altre ancora. Inoltre, in aggiunta alla letteratura esistente, emerge la tendenza a far agire la delegittimazione agli stessi delegittimati: per esempio, se disumanizzati attraverso la retrocessione al regno animale, costretti a fare gli animali.
Problemi umani e sociali della convivenza
9788890524912
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