La trasformazione della città classica è il risultato di due processi contrapposti. Il primo comprende la defunzionalizzazione dei monumenti e degli spazi pubblici con due possibili esiti: la demolizione o il riuso. Il secondo è connotato in positivo dalla costruzione, nell'arco di due-tre secoli, di nuovi elementi fondanti dell'urbanesimo altomedievale. In primo luogo nella ridefinizione di funzione come un luogo di difesa, come un centro politico amministrativo che tende a coincidere con il palazzo sede dell'autorità civile, con un'organizzazione religiosa cristiana, articolata in un insieme di spazi ed edifici di culto sedimentati in una lunga sequenza. Poi nella trasformazione di un paesaggio urbano, disarticolato in aree ruralizzate o abbandonate accanto ad altre abitate, contraddistinte da un'edilizia che tra Ve VII secolo assiste alla fine delle domus e al prevalere di architetture povere, fino alla ricomparsa, tra VIII e IX, di tipi edilizi di maggior qualità riservati alle élites urbane. A tutto ciò si aggiunge una distribuzione articolata delle sepolture che dal suburbio, ove erano confinate in epoca romana, entrano in città, non solo in spazi aperti o presso le chiese, ma anche a contatto con le abitazioni. In questo capitolo seguiremo dunque i vari processi, tutti peraltro assai complessi in quanto sviluppatisi, salvo forse le fortificazioni, non in base ad una regia programmata, ma in modo pragmatico e con tempi diversi tra città e città. Mostrano invece un differente paesaggio le città di nuova fondazione, osservando le quali si comprende quale fosse la realtà dell'urbanesimo nell'alto Medioevo, al di là delle concezioni ideali che traspaiono dalle fonti letterarie dei contemporanei.
La città altomedievale. Trasformazione dei centri antichi e nuove fondazioni
BROGIOLO, GIAN PIETRO
2010
Abstract
La trasformazione della città classica è il risultato di due processi contrapposti. Il primo comprende la defunzionalizzazione dei monumenti e degli spazi pubblici con due possibili esiti: la demolizione o il riuso. Il secondo è connotato in positivo dalla costruzione, nell'arco di due-tre secoli, di nuovi elementi fondanti dell'urbanesimo altomedievale. In primo luogo nella ridefinizione di funzione come un luogo di difesa, come un centro politico amministrativo che tende a coincidere con il palazzo sede dell'autorità civile, con un'organizzazione religiosa cristiana, articolata in un insieme di spazi ed edifici di culto sedimentati in una lunga sequenza. Poi nella trasformazione di un paesaggio urbano, disarticolato in aree ruralizzate o abbandonate accanto ad altre abitate, contraddistinte da un'edilizia che tra Ve VII secolo assiste alla fine delle domus e al prevalere di architetture povere, fino alla ricomparsa, tra VIII e IX, di tipi edilizi di maggior qualità riservati alle élites urbane. A tutto ciò si aggiunge una distribuzione articolata delle sepolture che dal suburbio, ove erano confinate in epoca romana, entrano in città, non solo in spazi aperti o presso le chiese, ma anche a contatto con le abitazioni. In questo capitolo seguiremo dunque i vari processi, tutti peraltro assai complessi in quanto sviluppatisi, salvo forse le fortificazioni, non in base ad una regia programmata, ma in modo pragmatico e con tempi diversi tra città e città. Mostrano invece un differente paesaggio le città di nuova fondazione, osservando le quali si comprende quale fosse la realtà dell'urbanesimo nell'alto Medioevo, al di là delle concezioni ideali che traspaiono dalle fonti letterarie dei contemporanei.Pubblicazioni consigliate
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