Al fine di effettuare la validazione italiana del Millon Clinical Multiaxial Inventory – III (MCMI-III) è indispensabile valutarne la validità convergente, ovvero la corrispondenza tra i costrutti che il test valuta e altri questionari già noti e validati che misurano i medesimi costrutti. Siffatto tipo di analisi risulta particolarmente difficoltoso nel caso di test multidimensionali qual è il MCMI-III. Tale inventario si propone come “test ad ampio spettro” – alla pari del Minnesota Multiphasic Personality Inventory-2 (MMPI-2; Hathaway, McKinley et al., 1989), della batteria Cognitive Behavioural Assessment 2.0 (CBA-2.0; Bertolotti, Michielin, Sanavio, Vidotto e Zotti, 1985), del Rorschach e del Test di Appercezione Tematica (TAT; Murray, 1960) –, include una pluralità di scale e dà luogo a un numero ancora maggiore di punteggi. Non è dunque agevole decidere quali abbiano a essere i test criteriali rispetto ai quali operare i confronti. Nel presente capitolo saranno esposti due studi. Nel primo, per indagare tale validità convergente, è utilizzato come test-criterio il MMPI-2, forse il test più noto, più a lungo ed estesamente collaudato e più diffuso internazionalmente per la valutazione della psicopatologia di interesse psichiatrico. Nel secondo studio è utilizzato il Personality Disorder Questionnaire-4+ (PDQ-4+; Hyler, 1994), un test recente costruito proprio per la specifica valutazione dei disturbi di personalità, che presenta uno stretto riferimento alla nosografia contemporanea.

Millon Clinical Multiaxial Inventory III: validità  convergente.

GHISI, MARTA;NOVARA, CATERINA;SANAVIO, EZIO
2008

Abstract

Al fine di effettuare la validazione italiana del Millon Clinical Multiaxial Inventory – III (MCMI-III) è indispensabile valutarne la validità convergente, ovvero la corrispondenza tra i costrutti che il test valuta e altri questionari già noti e validati che misurano i medesimi costrutti. Siffatto tipo di analisi risulta particolarmente difficoltoso nel caso di test multidimensionali qual è il MCMI-III. Tale inventario si propone come “test ad ampio spettro” – alla pari del Minnesota Multiphasic Personality Inventory-2 (MMPI-2; Hathaway, McKinley et al., 1989), della batteria Cognitive Behavioural Assessment 2.0 (CBA-2.0; Bertolotti, Michielin, Sanavio, Vidotto e Zotti, 1985), del Rorschach e del Test di Appercezione Tematica (TAT; Murray, 1960) –, include una pluralità di scale e dà luogo a un numero ancora maggiore di punteggi. Non è dunque agevole decidere quali abbiano a essere i test criteriali rispetto ai quali operare i confronti. Nel presente capitolo saranno esposti due studi. Nel primo, per indagare tale validità convergente, è utilizzato come test-criterio il MMPI-2, forse il test più noto, più a lungo ed estesamente collaudato e più diffuso internazionalmente per la valutazione della psicopatologia di interesse psichiatrico. Nel secondo studio è utilizzato il Personality Disorder Questionnaire-4+ (PDQ-4+; Hyler, 1994), un test recente costruito proprio per la specifica valutazione dei disturbi di personalità, che presenta uno stretto riferimento alla nosografia contemporanea.
L'adattamento italiano del MCMI III. Studi di validazione.
9788809403185
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