La trasmissione dell'energia elettrica è alla ricerca di nuove tecnologie che consentano di superare i limiti delle tradizionali linee aeree ed in cavo. Gli elettrodotti blindati (GIL: Gas-Insulated Transmission Lines) rappresentano un'eccellente opportunità per aumentare la potenza trasmissibile e per risolvere i problemi legati al campo elettromagnetico. Un approccio multiconduttore appare necessario per la loro analisi: la memoria ne richiama la metodologia, mette in rilievo i regimi statici e quelli conseguenti a corto circuito, mostrando le cospicue potenze trasmissibili con basse perdite, il ridotto impatto ambientale e la estrema riduzione dei campi elettromagnetici. Il crescente consumo di energia elettrica richiede la costruzione di nuove linee ad alta e altissima tensione. Oggi le linee aeree sono la sola soluzione tecnica fattibile per i collegamenti su lunghe distanze, ma, come noto, esse appaiono sempre meno accettate a causa del loro impatto visivo e principalmente per il loro livello di campo elettromagnetico; l'impiego alternativo di linee in cavo comporta, per distanze maggiori di 20 km, alti costi globali (imputabili alla compensazione reattiva) fino a 15 ÷ 18 volte quelli di una linea aerea equivalente [1]. Gli elettrodotti blindati appaiono essere la risposta più realistica (compatibilmente con i loro costo) per l'immediato futuro: essi, infatti, uniscono i vantaggi di alte potenzialità di trasmissione con basse perdite e campo magnetico quasi nullo in prossimità della linea. Le possibilità offerte dalla tecnologia odierna meritano un vivo apprezzamento e inducono a considerare attentamente l'opportunità di suggestive realizzazioni su ampia scala.

Elettrodotti e innovazione: prestazioni e campi esterni degli elettrodotti blindati

BENATO, ROBERTO;
2000

Abstract

La trasmissione dell'energia elettrica è alla ricerca di nuove tecnologie che consentano di superare i limiti delle tradizionali linee aeree ed in cavo. Gli elettrodotti blindati (GIL: Gas-Insulated Transmission Lines) rappresentano un'eccellente opportunità per aumentare la potenza trasmissibile e per risolvere i problemi legati al campo elettromagnetico. Un approccio multiconduttore appare necessario per la loro analisi: la memoria ne richiama la metodologia, mette in rilievo i regimi statici e quelli conseguenti a corto circuito, mostrando le cospicue potenze trasmissibili con basse perdite, il ridotto impatto ambientale e la estrema riduzione dei campi elettromagnetici. Il crescente consumo di energia elettrica richiede la costruzione di nuove linee ad alta e altissima tensione. Oggi le linee aeree sono la sola soluzione tecnica fattibile per i collegamenti su lunghe distanze, ma, come noto, esse appaiono sempre meno accettate a causa del loro impatto visivo e principalmente per il loro livello di campo elettromagnetico; l'impiego alternativo di linee in cavo comporta, per distanze maggiori di 20 km, alti costi globali (imputabili alla compensazione reattiva) fino a 15 ÷ 18 volte quelli di una linea aerea equivalente [1]. Gli elettrodotti blindati appaiono essere la risposta più realistica (compatibilmente con i loro costo) per l'immediato futuro: essi, infatti, uniscono i vantaggi di alte potenzialità di trasmissione con basse perdite e campo magnetico quasi nullo in prossimità della linea. Le possibilità offerte dalla tecnologia odierna meritano un vivo apprezzamento e inducono a considerare attentamente l'opportunità di suggestive realizzazioni su ampia scala.
2000
ELETTRODOTTI E TERRITORIO nuove tecnologie per ridurre l’inquinamento elettromagnetico
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