recenti studi hanno messo in evidenza la relazione sistente tra le modificazioni cristallochimiche della frazione inorganica dell'osso, frazione principalmente costituita da idrossiapatite (Ca5(PO4)3(OH)), e l'età post mortem del reperto. In questo lavoro viene allo scopo affinata la metodologia di studio mediante diffrazione X delle polveri, tecnica che, unitamente al pregio di essere rapida ed economica, si presenta quale promettente via della datazione dei reperti ossei. Viene proposto il metodo di acquisizione dei raggi diffratti mediante scansione "step by step": tale metodo permette una precisa misura del parametro Imax/Ifondo che mostra essere correlato con l'età del reperto. E' inoltre emerso che la scansione "step by step" permette di rilevare la presenza di fasi cristalline secondarie non rilevabili mediante scansione continua, tecnica più frequentememte utilizzata. Viene riconfermato ilfondamentale ruolo assunto dalla scelta delle variabili intrinseche (età del deceduto, sesso, stato sociale) ed estrinseche (clima e ambiente di sepoltura) ai fini dell'accuratezza dei risultati. L'analisi comparata dei risultati evidenzia il possibile ruolo assunto dalla variazione col tempo del rapporto quantitativo tra componente inorganica e organica dell'osso. tale variazione, massima nei primi millenni della storia diagenetica dell'osso, confermerebbe la rilevanza archeologica di tale indagine.

Le ossa: un potenziale mezzo di datazione mediante indagine cristallografica

SALVIULO, GABRIELLA;MOLIN, GIANMARIO;PASQUAL, DARIA
1999

Abstract

recenti studi hanno messo in evidenza la relazione sistente tra le modificazioni cristallochimiche della frazione inorganica dell'osso, frazione principalmente costituita da idrossiapatite (Ca5(PO4)3(OH)), e l'età post mortem del reperto. In questo lavoro viene allo scopo affinata la metodologia di studio mediante diffrazione X delle polveri, tecnica che, unitamente al pregio di essere rapida ed economica, si presenta quale promettente via della datazione dei reperti ossei. Viene proposto il metodo di acquisizione dei raggi diffratti mediante scansione "step by step": tale metodo permette una precisa misura del parametro Imax/Ifondo che mostra essere correlato con l'età del reperto. E' inoltre emerso che la scansione "step by step" permette di rilevare la presenza di fasi cristalline secondarie non rilevabili mediante scansione continua, tecnica più frequentememte utilizzata. Viene riconfermato ilfondamentale ruolo assunto dalla scelta delle variabili intrinseche (età del deceduto, sesso, stato sociale) ed estrinseche (clima e ambiente di sepoltura) ai fini dell'accuratezza dei risultati. L'analisi comparata dei risultati evidenzia il possibile ruolo assunto dalla variazione col tempo del rapporto quantitativo tra componente inorganica e organica dell'osso. tale variazione, massima nei primi millenni della storia diagenetica dell'osso, confermerebbe la rilevanza archeologica di tale indagine.
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