L’economia italiana deve affrontare grandi sfide e il suo sistema industriale sta perdendo colpi. Tutti lo sanno, tutti lo dicono. Ma si fatica, nel dibattito corrente, a capire che cosa si possa fare per reagire a questa situazione di stallo competitivo, in cui l’industria cessa di “tirare” e diventa, in molti casi, un problema. Questo libro suggerisce che l’anello mancante, capace di gettare un ponte tra il presente e il futuro della competitività italiana, è l’intelligenza terziaria: un’intelligenza che non sta nelle macchine, nelle procedure o nei codici del sof-tware, ma nel cervello delle persone e nella qualità dei loro contesti di vita. Intel-ligenza terziaria vuol dire mettere in movimento persone aperte, creative, in con-testi densi di comunicazione e di fiducia. Da tempo, ormai, l’innovazione non è più confinata nella fabbrica manifat-turiera e non è più, dunque, monopolio dell’industria. Le innovazioni che con-tano, infatti, riguardano sempre più gli aspetti soft, immateriali, del produrre e del relazionarsi. Il terziario, che una volta era sbrigativamente considerato un set-tore arretrato, ha cominciato ad accogliere interessanti e originali esperienze inno-vative, proponendosi come l’unico “motore” che, almeno in potenza, è in grado di alimentare la futura crescita dei posti di lavoro, della produttività pro-capite e del PIL nazionale. Un motore, certo, che, ancora oggi, resta invisibile ai più, specialmente a quanti diffidano di ciò che è leggero, mobile e frizzante - come l’intelligenza ter-ziaria - apprezzando invece il ferro, il mattone e tutto quanto possa “pesare” abba-stanza da essere rassicurante. Per superare questo pregiudizio, la ricerca esposta in questo volume è andata a cercare, sul campo, casi aziendali di innovazione terzia-ria dotati di valenza generale, indicando quali possano essere i percorsi utili per uscire dall’impasse. Percorsi che forse – è la scommessa fatta – possono essere sperimentati anche da altri, valorizzando quell’intelligenza diffusa che abbonda nel nostro paese, ma che resta quasi sempre latente, non sfruttata. Un’intelligenza che viene trascurata perché invisibile, e che resta invisibile perché i riflettori della cronaca e della ricerca – seguendo un’aurea tradizione - si accendono, quasi sempre, su altri settori e su altri eventi, lasciando in ombra pro-prio quello che occorrerebbe vedere in dettaglio. In un mondo ancorato ancora a pregiudizi desueti, questo libro è quello che serve per cominciare a cambiare, intanto, l’impianto di illuminazione.
Intelligenza terziaria Motore dell'economia
PAIOLA, MARCO UGO;
2005
Abstract
L’economia italiana deve affrontare grandi sfide e il suo sistema industriale sta perdendo colpi. Tutti lo sanno, tutti lo dicono. Ma si fatica, nel dibattito corrente, a capire che cosa si possa fare per reagire a questa situazione di stallo competitivo, in cui l’industria cessa di “tirare” e diventa, in molti casi, un problema. Questo libro suggerisce che l’anello mancante, capace di gettare un ponte tra il presente e il futuro della competitività italiana, è l’intelligenza terziaria: un’intelligenza che non sta nelle macchine, nelle procedure o nei codici del sof-tware, ma nel cervello delle persone e nella qualità dei loro contesti di vita. Intel-ligenza terziaria vuol dire mettere in movimento persone aperte, creative, in con-testi densi di comunicazione e di fiducia. Da tempo, ormai, l’innovazione non è più confinata nella fabbrica manifat-turiera e non è più, dunque, monopolio dell’industria. Le innovazioni che con-tano, infatti, riguardano sempre più gli aspetti soft, immateriali, del produrre e del relazionarsi. Il terziario, che una volta era sbrigativamente considerato un set-tore arretrato, ha cominciato ad accogliere interessanti e originali esperienze inno-vative, proponendosi come l’unico “motore” che, almeno in potenza, è in grado di alimentare la futura crescita dei posti di lavoro, della produttività pro-capite e del PIL nazionale. Un motore, certo, che, ancora oggi, resta invisibile ai più, specialmente a quanti diffidano di ciò che è leggero, mobile e frizzante - come l’intelligenza ter-ziaria - apprezzando invece il ferro, il mattone e tutto quanto possa “pesare” abba-stanza da essere rassicurante. Per superare questo pregiudizio, la ricerca esposta in questo volume è andata a cercare, sul campo, casi aziendali di innovazione terzia-ria dotati di valenza generale, indicando quali possano essere i percorsi utili per uscire dall’impasse. Percorsi che forse – è la scommessa fatta – possono essere sperimentati anche da altri, valorizzando quell’intelligenza diffusa che abbonda nel nostro paese, ma che resta quasi sempre latente, non sfruttata. Un’intelligenza che viene trascurata perché invisibile, e che resta invisibile perché i riflettori della cronaca e della ricerca – seguendo un’aurea tradizione - si accendono, quasi sempre, su altri settori e su altri eventi, lasciando in ombra pro-prio quello che occorrerebbe vedere in dettaglio. In un mondo ancorato ancora a pregiudizi desueti, questo libro è quello che serve per cominciare a cambiare, intanto, l’impianto di illuminazione.Pubblicazioni consigliate
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.




