La recente storia del nostro Paese è segnata da tante “fratture”, dalla strategia della tensione agli anni di piombo, per giungere agli avvenimenti della globalizzazione. Piccole e grandi storie che hanno innescato pratiche della memoria, così come assenze e silenzi. Avvenimenti dimenticati e ricordati, spesso con interpretazioni discordanti e conflittuali. Una di queste “frattura d’Italia” è il G8 di Genova. Una città trasformata in campo di battaglia, scontri di piazza, violenze collettive e interpersonali, imprigionamenti e soprusi. Di fronte a simili eventi, romanzieri, teatranti, registi cinematografici hanno preso la parola. Così pure i politologi e i sociologi. E gli psicologi? Davanti ad avvenimenti che mettono in gioco parecchi argomenti di tante teorie e ricerche elaborate dalle scienze psicologiche, ci si aspetterebbe che tali scienze possano essere d’aiuto. E invece gli psicologi, sostanzialmente, hanno taciuto. Dopo aver passato in rassegna i concetti di neutralità e oggettività quali presunti ostacoli all’esercizio della responsabilità sociale da parte del ricercatore, viene presentato il progetto di ricerca-intervento del “Gruppo G8”, un progetto socialmente rilevante per comprendere le memorie divise di un Paese e per affrontare collettivamente la sofferenza umana esperita in contesti societari violenti, qual è stato il G8 di Genova.

La rilevanza sociale della ricerca in psicologia o la rilevanza del sociale per la psicologia? Il silenzio degli psicologi e la responsabilità del ricercatore di fronte alla memoria divisa del G8 di Genova

ZAMPERINI, ADRIANO;MENEGATTO M.;
2011

Abstract

La recente storia del nostro Paese è segnata da tante “fratture”, dalla strategia della tensione agli anni di piombo, per giungere agli avvenimenti della globalizzazione. Piccole e grandi storie che hanno innescato pratiche della memoria, così come assenze e silenzi. Avvenimenti dimenticati e ricordati, spesso con interpretazioni discordanti e conflittuali. Una di queste “frattura d’Italia” è il G8 di Genova. Una città trasformata in campo di battaglia, scontri di piazza, violenze collettive e interpersonali, imprigionamenti e soprusi. Di fronte a simili eventi, romanzieri, teatranti, registi cinematografici hanno preso la parola. Così pure i politologi e i sociologi. E gli psicologi? Davanti ad avvenimenti che mettono in gioco parecchi argomenti di tante teorie e ricerche elaborate dalle scienze psicologiche, ci si aspetterebbe che tali scienze possano essere d’aiuto. E invece gli psicologi, sostanzialmente, hanno taciuto. Dopo aver passato in rassegna i concetti di neutralità e oggettività quali presunti ostacoli all’esercizio della responsabilità sociale da parte del ricercatore, viene presentato il progetto di ricerca-intervento del “Gruppo G8”, un progetto socialmente rilevante per comprendere le memorie divise di un Paese e per affrontare collettivamente la sofferenza umana esperita in contesti societari violenti, qual è stato il G8 di Genova.
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