I malati di Alzheimer e i loro caregiver sono soggetti che frequentemente si vedono preclusa la possibilità di esercitare il diritto di cittadinanza. Per edificare una città ben fatta, nella fattispecie che consenta loro di sentirsi appartenere a quella rete di relazioni che la costituiscono, bisogna in primo luogo mettere in circolo un’idea del malato di Alzheimer che facendo leva su alcuni principi pedagogici, fra cui quelli della responsabilità, della reciprocità e della testimonianza, restituisca centralità alla persona. Occorre, inoltre, lavorare alla costruzione di un tessuto urbano capace di accoglienza e mutualità, perché il processo di integrazione di una persona con disabilità dipende anche dalla capacità della comunità di interagire solidalmente con lei e con la sua famiglia.

Una citta' che ha cura del malato di Alzheimer

GASPERI, EMMA;CESARO, ALESSANDRA
2012

Abstract

I malati di Alzheimer e i loro caregiver sono soggetti che frequentemente si vedono preclusa la possibilità di esercitare il diritto di cittadinanza. Per edificare una città ben fatta, nella fattispecie che consenta loro di sentirsi appartenere a quella rete di relazioni che la costituiscono, bisogna in primo luogo mettere in circolo un’idea del malato di Alzheimer che facendo leva su alcuni principi pedagogici, fra cui quelli della responsabilità, della reciprocità e della testimonianza, restituisca centralità alla persona. Occorre, inoltre, lavorare alla costruzione di un tessuto urbano capace di accoglienza e mutualità, perché il processo di integrazione di una persona con disabilità dipende anche dalla capacità della comunità di interagire solidalmente con lei e con la sua famiglia.
Una citta' ben fatta. Il gioco creativo delle differenze
9788882329457
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