Gli ascessi intracerebrali in età pediatrica sono una patologia potenzialmente mortale e invalidante. Tra i fattori predisponenti più comuni (nel bambino immunocompetente non sottoposto a interventi neurochirurgici o vittima di traumi) vengono annoverati anomalie cardiache congenite, sinusiti, otiti medie e infezioni odontogene. Presenteremo quindi il case report di un paziente affetto da ascessi cerebrali di probabile origine odontogena. CASO CLINICO Bambino di 5 anni, ricoverato in altra sede per cefalea, vomito e febbre da 2 giorni. Per comparsa di crisi convulsiva generalizzata eseguiva TAC cerebrale che mostrava, in sede fronto-temporale destra, area pseudonodulare di 20 mm. Avviate terapia antibiotica con Ceftriaxone, Vancomicina, Metronidazolo e terapie antivirale, antifungina, antiedemigena e anticomiziale, il piccolo è stato trasferito presso il nostro Reparto. La RMN eseguita a 48 ore dalla crisi, distingueva due formazioni ascessualizzate di 12 e 27 mm. L'EEG mostrava asimmetria dell'attività dell'emisfero destro. Il paziente si presentava stabile, senza segni neuropatologici. Ulteriori accertamenti hanno escluso patologie sistemiche cardiache, immunitarie, infettivologiche. Segnalata presenza di necrosi pulpare in sede di 61. Non segni di flogosi alla visita ORL. In anamnesi recente ricovero per sinusite frontale destra, confermata all’RX dei seni, trattata con Ceftriaxone ev per 5gg e Amoxicillinaclavulanato per os per 10gg. Visto l’aumento delle dimensioni delle lesioni all’RMN di controllo, il piccolo è stato sottoposto, dopo 10 giorni, a intervento neurochirugico di evacuazione della maggiore delle formazioni. All'esame colturale del materiale prelevato isolamento di Streptococcus Anginosus Group (SAG). Si è quindi proseguita la terapia con Ceftriaxone e Metronidazolo per 8 settimane. Al fine di eliminare focalità di origine odontogena, è stata eseguita estrazione dentaria di 61. Al follow up a 2 mesi dall'intervento il piccolo non presenta sequele neurologiche e all'imaging persistono solo lieve ispessimento durale e piccolo nodulo di 5mm . DISCUSSIONE Il SAG è un gruppo di patogeni gram-positivi che costituisce la flora del cavo orale, caratterizzato dalla capacità di formare cavità ascessuali. La diffusione di tali batteri avviene per via ematogena o per contiguità. L’ipotesi più accreditata nel nostro caso è che l’infezione odontogena si sia in un primo momento diffusa al seno frontale e di conseguenza abbia formato le lesioni cerebrali. CONCLUSIONI Il perfetto outcome nei casi di ascesso cerebrale dipende da tempestiva diagnosi e adeguata terapia. Una riflessione obbligatoria riguarda la prevenzione primaria nel trattamento di infezioni troppo spesso considerate banali.

Ascessi cerebrali multipli: complicanza di banali infezioni

CAVICCHIOLO, MARIA ELENA;VIALE, SONIA;BERLESE, PAOLA;STEFANI, CHIARA;LORENZON, ELEONORA;BUGIN, SAMUELA;DA DALT, LIVIANA
2012

Abstract

Gli ascessi intracerebrali in età pediatrica sono una patologia potenzialmente mortale e invalidante. Tra i fattori predisponenti più comuni (nel bambino immunocompetente non sottoposto a interventi neurochirurgici o vittima di traumi) vengono annoverati anomalie cardiache congenite, sinusiti, otiti medie e infezioni odontogene. Presenteremo quindi il case report di un paziente affetto da ascessi cerebrali di probabile origine odontogena. CASO CLINICO Bambino di 5 anni, ricoverato in altra sede per cefalea, vomito e febbre da 2 giorni. Per comparsa di crisi convulsiva generalizzata eseguiva TAC cerebrale che mostrava, in sede fronto-temporale destra, area pseudonodulare di 20 mm. Avviate terapia antibiotica con Ceftriaxone, Vancomicina, Metronidazolo e terapie antivirale, antifungina, antiedemigena e anticomiziale, il piccolo è stato trasferito presso il nostro Reparto. La RMN eseguita a 48 ore dalla crisi, distingueva due formazioni ascessualizzate di 12 e 27 mm. L'EEG mostrava asimmetria dell'attività dell'emisfero destro. Il paziente si presentava stabile, senza segni neuropatologici. Ulteriori accertamenti hanno escluso patologie sistemiche cardiache, immunitarie, infettivologiche. Segnalata presenza di necrosi pulpare in sede di 61. Non segni di flogosi alla visita ORL. In anamnesi recente ricovero per sinusite frontale destra, confermata all’RX dei seni, trattata con Ceftriaxone ev per 5gg e Amoxicillinaclavulanato per os per 10gg. Visto l’aumento delle dimensioni delle lesioni all’RMN di controllo, il piccolo è stato sottoposto, dopo 10 giorni, a intervento neurochirugico di evacuazione della maggiore delle formazioni. All'esame colturale del materiale prelevato isolamento di Streptococcus Anginosus Group (SAG). Si è quindi proseguita la terapia con Ceftriaxone e Metronidazolo per 8 settimane. Al fine di eliminare focalità di origine odontogena, è stata eseguita estrazione dentaria di 61. Al follow up a 2 mesi dall'intervento il piccolo non presenta sequele neurologiche e all'imaging persistono solo lieve ispessimento durale e piccolo nodulo di 5mm . DISCUSSIONE Il SAG è un gruppo di patogeni gram-positivi che costituisce la flora del cavo orale, caratterizzato dalla capacità di formare cavità ascessuali. La diffusione di tali batteri avviene per via ematogena o per contiguità. L’ipotesi più accreditata nel nostro caso è che l’infezione odontogena si sia in un primo momento diffusa al seno frontale e di conseguenza abbia formato le lesioni cerebrali. CONCLUSIONI Il perfetto outcome nei casi di ascesso cerebrale dipende da tempestiva diagnosi e adeguata terapia. Una riflessione obbligatoria riguarda la prevenzione primaria nel trattamento di infezioni troppo spesso considerate banali.
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