La recente identificazione di Poliovirus selvaggio di tipo 1 nelle acque reflue in Israele, un paese non solo esente da casi di polio ma dai riconosciuti elevati standard igienico sanitari, dalla forte economia e dai frequentissimi scambi con i Paesi dal maggiore sviluppo socio-economico, fa temere la diffusione internazionale del virus con la conseguente comparsa di casi in paesi dichiarati polio-free. L'OMS valuta il rischio di ulteriore diffusione internazionale di WPV da Israele come medio-alto. A questo si aggiunge la ricomparsa di casi di polio nel Corno d'Africa, in particolare 8 casi in Kenya dall'inizio dell'anno, paese frequentemente meta di turisti italiani. L'Italia, come l'intera Regione Europea dell'OMS, è stata dichiarata polio-free nel 2002, la percentuale di copertura dei nuovi nati è del 96%. Difronte ad un rischio così elevato diventa importante stimare la percentuale di soggetti realmente protetti nei confronti della polio, soggetti che hanno sviluppato una difesa umorale efficace. Presso il Laboratorio di Igiene e Sanità Pubblica dell'Università degli Studi di Padova sono stati testati i sieri di 454 soggetti sani di età compresa tra i 5 e i 35 anni. La titolazione degli anticorpi è stata effettuata con il metodo di microneutralizzazione in piastra su linea cellulare Hep 2. Per la valutazione della copertura anticorpale è stato considerato protettivo un titolo =1:8 in accordo con le linee guida suggerite dal WHO. I soggetti coinvolti hanno un età media di 19.7 ±6.0, il 53,7% sono femmine. Complessivamente, i titoli di anticorpi neutralizzanti (media geometrica) rilevati sono stati: PV1: 33,6; PV2: 65,8; PV3: 32,1. La percentuale di soggetti siero negativi rilevata è la seguente: PV1: 16.3%, PV2: 4.63%; PV3: 14.8%. Tale valore aumenta all'aumentare dell'età: nei soggetti di età = 21 anni il valore supera il 20% per PV1 ed è di poco inferiore al 20% per PV3; oltre i 25 anni raggiunge valori superiori al 35% per PV1 e superiore al 25% per PV3. Tali risultati evidenziano un consistente numero di soggetti non protetti nei confronti dei poliovirus tipo 1 e 3, tuttora circolanti. Particolare preoccupazione desta la bassa protezione dei giovani adulti nei confronti di PV1, responsabile dei casi registrati nel corso dell'anno in Kenja, e rinvenuto nelle acque reflue di diverse città israeliane. L'elevato numero di soggetti potenzialmente esposti al rischio di contagio da Poliovirus impone di rafforzare le azioni di contrasto alla diffusione della poliomielite quali la sorveglianza dei casi e le attività vaccinali e induce a considerare l'opportunità di una sorveglianza ambientale al fine di rinvenire i PV eventualmente circolanti prima che vi sia la comparsa di casi. Nell'immediato va incrementata la capacità dei Servizi Sanitari di comunicare il rischio alla popolazione generale al fine di raggiungere il maggior numero possibile di persone che si recano in Paesi in cui il PV è circolante, riducendo così il rischio di importazione del PV.

POLIOMIELITE: INDAGINE SIEROEPIDEMIOLOGICA NELLA REGIONE VENETO E PRESUPPOSTI PER STRATEGIE DI PREVENZIONE

BALDO, VINCENZO;BERTONCELLO, CHIARA;LAZZARI, ROBERTA;COCCHIO, SILVIA;BUJA, ALESSANDRA;BALDOVIN, TATJANA
2013

Abstract

La recente identificazione di Poliovirus selvaggio di tipo 1 nelle acque reflue in Israele, un paese non solo esente da casi di polio ma dai riconosciuti elevati standard igienico sanitari, dalla forte economia e dai frequentissimi scambi con i Paesi dal maggiore sviluppo socio-economico, fa temere la diffusione internazionale del virus con la conseguente comparsa di casi in paesi dichiarati polio-free. L'OMS valuta il rischio di ulteriore diffusione internazionale di WPV da Israele come medio-alto. A questo si aggiunge la ricomparsa di casi di polio nel Corno d'Africa, in particolare 8 casi in Kenya dall'inizio dell'anno, paese frequentemente meta di turisti italiani. L'Italia, come l'intera Regione Europea dell'OMS, è stata dichiarata polio-free nel 2002, la percentuale di copertura dei nuovi nati è del 96%. Difronte ad un rischio così elevato diventa importante stimare la percentuale di soggetti realmente protetti nei confronti della polio, soggetti che hanno sviluppato una difesa umorale efficace. Presso il Laboratorio di Igiene e Sanità Pubblica dell'Università degli Studi di Padova sono stati testati i sieri di 454 soggetti sani di età compresa tra i 5 e i 35 anni. La titolazione degli anticorpi è stata effettuata con il metodo di microneutralizzazione in piastra su linea cellulare Hep 2. Per la valutazione della copertura anticorpale è stato considerato protettivo un titolo =1:8 in accordo con le linee guida suggerite dal WHO. I soggetti coinvolti hanno un età media di 19.7 ±6.0, il 53,7% sono femmine. Complessivamente, i titoli di anticorpi neutralizzanti (media geometrica) rilevati sono stati: PV1: 33,6; PV2: 65,8; PV3: 32,1. La percentuale di soggetti siero negativi rilevata è la seguente: PV1: 16.3%, PV2: 4.63%; PV3: 14.8%. Tale valore aumenta all'aumentare dell'età: nei soggetti di età = 21 anni il valore supera il 20% per PV1 ed è di poco inferiore al 20% per PV3; oltre i 25 anni raggiunge valori superiori al 35% per PV1 e superiore al 25% per PV3. Tali risultati evidenziano un consistente numero di soggetti non protetti nei confronti dei poliovirus tipo 1 e 3, tuttora circolanti. Particolare preoccupazione desta la bassa protezione dei giovani adulti nei confronti di PV1, responsabile dei casi registrati nel corso dell'anno in Kenja, e rinvenuto nelle acque reflue di diverse città israeliane. L'elevato numero di soggetti potenzialmente esposti al rischio di contagio da Poliovirus impone di rafforzare le azioni di contrasto alla diffusione della poliomielite quali la sorveglianza dei casi e le attività vaccinali e induce a considerare l'opportunità di una sorveglianza ambientale al fine di rinvenire i PV eventualmente circolanti prima che vi sia la comparsa di casi. Nell'immediato va incrementata la capacità dei Servizi Sanitari di comunicare il rischio alla popolazione generale al fine di raggiungere il maggior numero possibile di persone che si recano in Paesi in cui il PV è circolante, riducendo così il rischio di importazione del PV.
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