Nel presente lavoro viene proposta la stima di una frontiera di produzione stocastica per misurare l’efficienza tecnica di un panel sbilanciato di aziende estratto dalla mini-banca dati RICA (Rete Italiana di Contabilità Agraria) del Veneto afferenti al settore dell’allevamento bovino da carne. Il L’efficienza tecnica è misurata attraverso la stima di un modello non-neutrale ed eteroschedastico nel termine di inefficienza tecnica. Questo modello spiega il valore medio dell’inefficienza delle imprese del campione come una funzione lineare delle caratteristiche specifiche dell’azienda (Battese e Coelli, 1995) e di variabili di interazione con il livello di impiego degli input (modello non-neutrale di Huang e Liu (1994)). L’eteroschedasticità nella varianza del termine di inefficienza è spiegata funzione delle variabili specifiche aziendali secondo il modello di Reifschneider e Stevenson (1991). Le aziende del campione presentano un valore medio di efficienza tecnica del 78,4% con una variabilità piuttosto ampia fra le diverse osservazioni compresa fra un minimo del 25% ed un massimo del 99,1%. L’efficienza tecnica risulta essere positivamente influenzata dall’estensione della mandria, dal valore della produzione per UBA (Unità Bovina Adulta) mediamente presente in stalla, dal grado di ricorso al lavoro salariato, dalla percentuale di mangimi acquistati e dall’incidenza di questi nella razione alimentare. L’efficienza tecnica risulta invece inversamente correlata con l’intensificazione dell’impiego di lavoro e del valore dei fabbricari per UBA mediamente presente in azienda.

L’approccio della frontiera stocastica nella misura dell’efficienza tecnica. Il caso degli allevamenti del bovino da carne del Veneto

TRESTINI, SAMUELE
2006

Abstract

Nel presente lavoro viene proposta la stima di una frontiera di produzione stocastica per misurare l’efficienza tecnica di un panel sbilanciato di aziende estratto dalla mini-banca dati RICA (Rete Italiana di Contabilità Agraria) del Veneto afferenti al settore dell’allevamento bovino da carne. Il L’efficienza tecnica è misurata attraverso la stima di un modello non-neutrale ed eteroschedastico nel termine di inefficienza tecnica. Questo modello spiega il valore medio dell’inefficienza delle imprese del campione come una funzione lineare delle caratteristiche specifiche dell’azienda (Battese e Coelli, 1995) e di variabili di interazione con il livello di impiego degli input (modello non-neutrale di Huang e Liu (1994)). L’eteroschedasticità nella varianza del termine di inefficienza è spiegata funzione delle variabili specifiche aziendali secondo il modello di Reifschneider e Stevenson (1991). Le aziende del campione presentano un valore medio di efficienza tecnica del 78,4% con una variabilità piuttosto ampia fra le diverse osservazioni compresa fra un minimo del 25% ed un massimo del 99,1%. L’efficienza tecnica risulta essere positivamente influenzata dall’estensione della mandria, dal valore della produzione per UBA (Unità Bovina Adulta) mediamente presente in stalla, dal grado di ricorso al lavoro salariato, dalla percentuale di mangimi acquistati e dall’incidenza di questi nella razione alimentare. L’efficienza tecnica risulta invece inversamente correlata con l’intensificazione dell’impiego di lavoro e del valore dei fabbricari per UBA mediamente presente in azienda.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.
Pubblicazioni consigliate

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11577/3033809
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact