Le ricostruzioni dei livelli eustatici passati e le previsioni future si basano soprattutto su modelli geofisici che valutano l’aggiustamento della superficie terrestre al variare delle masse glacio-isostatiche. Uno dei punti deboli di questo approccio è spesso il limitato numero di punti di controllo che confrontino i dati predetti dai modelli con le realtà di terreno. Per superare questo ostacolo, negli ultimi anni sono stati raccolti numerosi dati, avviando nuove ricerche sul campo e catalogando le informazioni pregresse tramite l’analisi della letteratura esistente, anche molto locale e di difficile reperimento [ad es. Antonioli et al., 2009]. Il progetto “Studio delle variazioni eustatiche e della subsidenza in Alto Adriatico negli ultimi 130.000 anni attraverso indicatori geomorfologici, stratigrafici e geoarcheologici”, finanziato nel 2010 dall’Università di Padova, ha tra i suoi obiettivi quello di realizzare un database che raccolga gli indicatori relativi ai livelli marini olocenici. Il database è stato denominato Su&So (Subsidence & Sea-level Observations), che in molti dialetti alto adriatici significa “su e giù”. Questa banca dati è pensata per integrarsi con quella del progetto INQUA MEDFLOOD (MEDiterranean sea-level change and projection for future FLOODing, www.medflood.org), costruita per l’intero Mediterraneo. Lungo la costa bassa tra Monfalcone e il delta del Po gli indicatori maggiormente considerati sono i depositi lagunari che ricoprono in onlap la pianura alluvionale preesistente. Essi sono piuttosto diffusi e vengono ritenuti ben rappresentativi del livello marino esistente durante la loro deposizione, con un errore massimo associato tra -2 e +0,5 m. Indicatori simili sono presenti lungo la costa rocciosa dell’Istria, specie nelle valli a rias, parzialmente riempite da depositi paralici olocenici, come nel caso dei fiumi Mirna, Raša e delle baie di Pirano e Capodistria. Lungo la costa occidentale, il confronto tra aree diverse, anche se vicine fra loro, evidenzia il peso delle variabili geologiche nella risposta eustatica locale, in particolare la compattazione differenziale dei depositi olocenici e i diversi tassi di deformazione crostale. Per stimare i tassi di subsidenza tettonica su lungo termine, e rendere più evidenti le deformazioni oloceniche, sono stati realizzati alcuni carotaggi fino a 105 m di profondità in modo da valutare la quota dei depositi lagunari del MIS 5.e. Tra i nuovi dati sono di particolare interesse le misure condotte sui marker stratigrafici e geoarcheologici connessi all’età del Bronzo Recente e Finale (1350-1000 a.C.), che consentono di ricostruire la curva RSL per un periodo finora poco analizzato.

Variazioni relative del livello marino e subsidenza in alto Adriatico: la banca dati “SU&SO”

FONTANA, ALESSANDRO;FURLANI, STEFANO;MOZZI, PAOLO;ROSSATO, SANDRO;
2013

Abstract

Le ricostruzioni dei livelli eustatici passati e le previsioni future si basano soprattutto su modelli geofisici che valutano l’aggiustamento della superficie terrestre al variare delle masse glacio-isostatiche. Uno dei punti deboli di questo approccio è spesso il limitato numero di punti di controllo che confrontino i dati predetti dai modelli con le realtà di terreno. Per superare questo ostacolo, negli ultimi anni sono stati raccolti numerosi dati, avviando nuove ricerche sul campo e catalogando le informazioni pregresse tramite l’analisi della letteratura esistente, anche molto locale e di difficile reperimento [ad es. Antonioli et al., 2009]. Il progetto “Studio delle variazioni eustatiche e della subsidenza in Alto Adriatico negli ultimi 130.000 anni attraverso indicatori geomorfologici, stratigrafici e geoarcheologici”, finanziato nel 2010 dall’Università di Padova, ha tra i suoi obiettivi quello di realizzare un database che raccolga gli indicatori relativi ai livelli marini olocenici. Il database è stato denominato Su&So (Subsidence & Sea-level Observations), che in molti dialetti alto adriatici significa “su e giù”. Questa banca dati è pensata per integrarsi con quella del progetto INQUA MEDFLOOD (MEDiterranean sea-level change and projection for future FLOODing, www.medflood.org), costruita per l’intero Mediterraneo. Lungo la costa bassa tra Monfalcone e il delta del Po gli indicatori maggiormente considerati sono i depositi lagunari che ricoprono in onlap la pianura alluvionale preesistente. Essi sono piuttosto diffusi e vengono ritenuti ben rappresentativi del livello marino esistente durante la loro deposizione, con un errore massimo associato tra -2 e +0,5 m. Indicatori simili sono presenti lungo la costa rocciosa dell’Istria, specie nelle valli a rias, parzialmente riempite da depositi paralici olocenici, come nel caso dei fiumi Mirna, Raša e delle baie di Pirano e Capodistria. Lungo la costa occidentale, il confronto tra aree diverse, anche se vicine fra loro, evidenzia il peso delle variabili geologiche nella risposta eustatica locale, in particolare la compattazione differenziale dei depositi olocenici e i diversi tassi di deformazione crostale. Per stimare i tassi di subsidenza tettonica su lungo termine, e rendere più evidenti le deformazioni oloceniche, sono stati realizzati alcuni carotaggi fino a 105 m di profondità in modo da valutare la quota dei depositi lagunari del MIS 5.e. Tra i nuovi dati sono di particolare interesse le misure condotte sui marker stratigrafici e geoarcheologici connessi all’età del Bronzo Recente e Finale (1350-1000 a.C.), che consentono di ricostruire la curva RSL per un periodo finora poco analizzato.
Riassunti del Congresso AIQUA 2013 L’ambiente Marino Costiero del Mediterraneo oggi e nel recente passato geologico. Conoscere per comprendere
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