Studi di neuro-immagine hanno evidenziato nelle persone obese, rispetto ad individui normopeso, alterazioni a carico delle aree prefrontali (Volkow et al., 2011), implicate nei meccanismi di regolazione, controllo ed inibizione volontaria del comportamento (i.e. funzioni esecutive), e, alla presentazione di stimoli cibo-correlati, delle regioni limbiche (Wang et al., 2001), implicate nell’apprendimento, nell’elaborazione della ricompensa e nei meccanismi di selezione basata su associazioni automatizzate tra stimolo e risposta (i.e. reward-sys). Tali alterazioni cerebrali indurrebbero i soggetti obesi a compiere scelte verso gratificazioni piccole ma elargite nell’immediato piuttosto che verso gratificazioni più grandi ma elargite dopo un certo intervallo (Volkow et al., 2015). Questo tipo d’impulsività, studiata attraverso compiti di decisione intertemporale, sembra essere modulata dai livelli di glucosio nel sangue (Wang et al., 2017) e negli individui obesi è maggiore per le gratificazioni cibo-correlate (Schiff et al., 2015). I pochi studi che hanno indagato le modificazioni a livello neurocognitivo dopo intervento di chirurgia bariatrica suggeriscono un miglioramento dell’attività cerebrale sia a livello prefrontale sia limbico (Ochner et al., 2011, Dunn et al., 2010); tuttavia mancano ancora evidenze solide in merito e nulla si sa sulle modificazioni dell’impulsività cibo-correlata durante prove di decisione intertemporale. L’obiettivo di questo studio longitudinale è stato quello di valutare se, e come cambia a seguito di intervento di sleeve gastrectomy (LSG), la propensione verso scelte impulsive immediate cibo-correlate. METODI 23 pazienti con obesità grave sono stati studiati a digiuno da 6 ore, prima e un anno dopo LSG. I livelli glicemia sono stati misurati nelle due sessioni. Tre tipi diversi di ricompensa (Euro, Buoni Sconto e Cibo) sono stati proposti in tre compiti di decisione intertemporale. I partecipanti dovevano indicare in ogni prova la loro preferenza tra due possibili scelte: una che permetteva di ricevere una certa ricompensa nell’immediato (i.e. inizialmente di 20 unità) e una che permetteva di ricevere una ricompensa maggiore ma ritardata nel tempo (i.e. inizialmente di 40 unità). I partecipanti si confrontano con 6 intervalli temporali (2 giorni, 2 settimane, 1, 3, 6 e 12 mesi) e per ogni intervallo facevano 5 scelte consecutive. Seguendo una procedura adattativa, dopo ogni scelta il valore della ricompensa immediata: diminuiva se il partecipante preferiva una ricompensa immediata, aumentava se sceglieva una ricompensa differita. Le curve di sconto soggettive derivate con questa procedura sono state approssimate a una funzione iperbolica: V = A/(1+kD), calcolata con il metodo dei minimi quadrati, dove k riflette la pendenza della curva di sconto. Bassi valori di k indicano bassa impulsività, mentre, alti valori di k indicano una maggiore impulsività verso ricompense piccole ma immediate. Nelle due sessioni, i partecipanti hanno compilato una serie di questionari volti ad indagare: emotional, external e restraining eating (Deutch Eating Behavior Questionnaire- DEBQ; Power of Food Scale - PFS), e i sintomi da binge eating (Binge Eating Scale - BES), e food addiciton (Yale Food Addiction Scale, Y-FAS). RISULTATI Oltre all’attesa perdita di peso dopo LSG, il confronto dei punteggi ottenuti nei questionari, prima e dopo intervento, ha evidenziato un miglioramento dei sintomi da binge eating, food addiciton ed emotional eating. Il campione è stato suddiviso in base alla mediana della glicemia misurata nelle due sessioni. Per quanto riguarda le scelte intertemporali, l’analisi della varianza, applicata al logaritmo naturale di k, ha considerato il tempo (prima e dopo LSG) e il tipo di ricompensa (euro, buono sconto e cibo) come variabili within-subject e il livello di glicemia (alto e basso) come varabile between-subject, ha evidenziato l’effetto d’interazione del tempo, il tipo di ricompensa e il livello di glicemia. L’analisi post-hoc di Bonferroni ha evidenziato che i soggetti con glicemia più bassa, prima dell’intervento avevano un’elevata impulsività verso ricompense immediate cibo-correlate, mentre dopo intervento questa differenza rispetto agli altri tipi di gratificazione è risultata non significativa e comunque significativamente inferiore rispetto a quella misurata prima dell’intervento. Al contrario il gruppo con glicemia più alta non mostrava livelli elevati d’impulsività cibo-correlata né prima né dopo intervento chirurgico. DISCUSSIONE Il presente studio longitudinale mostra per prima volta che, nei soggetti obesi che si sottopongono a LSG, le scelte impulsive verso gratificazioni immediate cibo-correlate sono presenti negli individui con livelli inferiori di glicemia a digiuno, e si riducono un anno dopo intervento chirurgico. Questo dato suggerisce un miglioramento dopo intervento della capacità di posticipare la gratificazione cibo-correlata nei soggetti che mostrano a digiuno bassi livelli di glucosio ematico, condizione che dovrebbe segnalare la necessità di rifornirsi di energia e che, quindi, dovrebbe indurre una maggiore impulsività verso gratificazioni immediate cibo-correlate. I pazienti obesi mostrano alterazione neuro-cognitive che possono portare a scelte impulsive verso gratificazioni immediate e a comportamenti disfunzionali cibo-correlati con conseguenze a lungo termine sul peso e la salute. Questo studio suggerisce che al dopo intervento di LSG si osserva un miglioramento nelle capacità di auto-regolazione della gratificazione, che potrebbe favorire la capacità dei pazienti di fare scelte riflessive anche in condizioni metaboliche sfavorevoli, con potenziali effetti a lungo termine sul mantenimento del peso perso grazie all’intervento bariatrico.

Effetti della Sleeve Gastrectomy sull’impulsività cibo-correlata e ruolo della glicemia. Uno studio longitudinale sulle decisioni intertemporali

Sami Schiff;Giulia Testa;Anna Belligoli;BUONGIORNO, FEDERICA;Roberto Vettor;Piero Amodio;Mirto Foletto
2017

Abstract

Studi di neuro-immagine hanno evidenziato nelle persone obese, rispetto ad individui normopeso, alterazioni a carico delle aree prefrontali (Volkow et al., 2011), implicate nei meccanismi di regolazione, controllo ed inibizione volontaria del comportamento (i.e. funzioni esecutive), e, alla presentazione di stimoli cibo-correlati, delle regioni limbiche (Wang et al., 2001), implicate nell’apprendimento, nell’elaborazione della ricompensa e nei meccanismi di selezione basata su associazioni automatizzate tra stimolo e risposta (i.e. reward-sys). Tali alterazioni cerebrali indurrebbero i soggetti obesi a compiere scelte verso gratificazioni piccole ma elargite nell’immediato piuttosto che verso gratificazioni più grandi ma elargite dopo un certo intervallo (Volkow et al., 2015). Questo tipo d’impulsività, studiata attraverso compiti di decisione intertemporale, sembra essere modulata dai livelli di glucosio nel sangue (Wang et al., 2017) e negli individui obesi è maggiore per le gratificazioni cibo-correlate (Schiff et al., 2015). I pochi studi che hanno indagato le modificazioni a livello neurocognitivo dopo intervento di chirurgia bariatrica suggeriscono un miglioramento dell’attività cerebrale sia a livello prefrontale sia limbico (Ochner et al., 2011, Dunn et al., 2010); tuttavia mancano ancora evidenze solide in merito e nulla si sa sulle modificazioni dell’impulsività cibo-correlata durante prove di decisione intertemporale. L’obiettivo di questo studio longitudinale è stato quello di valutare se, e come cambia a seguito di intervento di sleeve gastrectomy (LSG), la propensione verso scelte impulsive immediate cibo-correlate. METODI 23 pazienti con obesità grave sono stati studiati a digiuno da 6 ore, prima e un anno dopo LSG. I livelli glicemia sono stati misurati nelle due sessioni. Tre tipi diversi di ricompensa (Euro, Buoni Sconto e Cibo) sono stati proposti in tre compiti di decisione intertemporale. I partecipanti dovevano indicare in ogni prova la loro preferenza tra due possibili scelte: una che permetteva di ricevere una certa ricompensa nell’immediato (i.e. inizialmente di 20 unità) e una che permetteva di ricevere una ricompensa maggiore ma ritardata nel tempo (i.e. inizialmente di 40 unità). I partecipanti si confrontano con 6 intervalli temporali (2 giorni, 2 settimane, 1, 3, 6 e 12 mesi) e per ogni intervallo facevano 5 scelte consecutive. Seguendo una procedura adattativa, dopo ogni scelta il valore della ricompensa immediata: diminuiva se il partecipante preferiva una ricompensa immediata, aumentava se sceglieva una ricompensa differita. Le curve di sconto soggettive derivate con questa procedura sono state approssimate a una funzione iperbolica: V = A/(1+kD), calcolata con il metodo dei minimi quadrati, dove k riflette la pendenza della curva di sconto. Bassi valori di k indicano bassa impulsività, mentre, alti valori di k indicano una maggiore impulsività verso ricompense piccole ma immediate. Nelle due sessioni, i partecipanti hanno compilato una serie di questionari volti ad indagare: emotional, external e restraining eating (Deutch Eating Behavior Questionnaire- DEBQ; Power of Food Scale - PFS), e i sintomi da binge eating (Binge Eating Scale - BES), e food addiciton (Yale Food Addiction Scale, Y-FAS). RISULTATI Oltre all’attesa perdita di peso dopo LSG, il confronto dei punteggi ottenuti nei questionari, prima e dopo intervento, ha evidenziato un miglioramento dei sintomi da binge eating, food addiciton ed emotional eating. Il campione è stato suddiviso in base alla mediana della glicemia misurata nelle due sessioni. Per quanto riguarda le scelte intertemporali, l’analisi della varianza, applicata al logaritmo naturale di k, ha considerato il tempo (prima e dopo LSG) e il tipo di ricompensa (euro, buono sconto e cibo) come variabili within-subject e il livello di glicemia (alto e basso) come varabile between-subject, ha evidenziato l’effetto d’interazione del tempo, il tipo di ricompensa e il livello di glicemia. L’analisi post-hoc di Bonferroni ha evidenziato che i soggetti con glicemia più bassa, prima dell’intervento avevano un’elevata impulsività verso ricompense immediate cibo-correlate, mentre dopo intervento questa differenza rispetto agli altri tipi di gratificazione è risultata non significativa e comunque significativamente inferiore rispetto a quella misurata prima dell’intervento. Al contrario il gruppo con glicemia più alta non mostrava livelli elevati d’impulsività cibo-correlata né prima né dopo intervento chirurgico. DISCUSSIONE Il presente studio longitudinale mostra per prima volta che, nei soggetti obesi che si sottopongono a LSG, le scelte impulsive verso gratificazioni immediate cibo-correlate sono presenti negli individui con livelli inferiori di glicemia a digiuno, e si riducono un anno dopo intervento chirurgico. Questo dato suggerisce un miglioramento dopo intervento della capacità di posticipare la gratificazione cibo-correlata nei soggetti che mostrano a digiuno bassi livelli di glucosio ematico, condizione che dovrebbe segnalare la necessità di rifornirsi di energia e che, quindi, dovrebbe indurre una maggiore impulsività verso gratificazioni immediate cibo-correlate. I pazienti obesi mostrano alterazione neuro-cognitive che possono portare a scelte impulsive verso gratificazioni immediate e a comportamenti disfunzionali cibo-correlati con conseguenze a lungo termine sul peso e la salute. Questo studio suggerisce che al dopo intervento di LSG si osserva un miglioramento nelle capacità di auto-regolazione della gratificazione, che potrebbe favorire la capacità dei pazienti di fare scelte riflessive anche in condizioni metaboliche sfavorevoli, con potenziali effetti a lungo termine sul mantenimento del peso perso grazie all’intervento bariatrico.
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