La gestione forestale nei siti Natura 2000 concorre al conseguimento degli obietivi fissati dalle diretive europee, in particolare dalla diretiva Habitat (92/43/CEE) e Uccelli (2009/147/CE). Il raggiungimento di tali obietivi con- corda con la pianificazione forestale, che persegue finalità naturalistiche, oltre che economiche, sociali e ambien- tali. Il presente lavoro dimostra l’apporto che gli strumenti di pianificazione forestale ofrono nella gestione degli habitat boschivi e degli spazi aperti, atraverso un approccio basato su diferenti scale di analisi. Con riferimento all’intera regione Veneto, è stata efetuata una detagliata indagine sulla superficie occupata dai piani di gestio - ne forestale all’interno dei siti Natura 2000 terrestri, anche in rapporto alla presenza di altre aree naturali pro- tete; a scala locale sono stati invece raccolti vari tipi di indicatori e informazioni riguardanti strutura, composi- zione e utilizzazioni, presenti e passate, contenuti nei numerosi piani di riordino e riasseto forestale aferenti al bacino della val del Boite, in provincia di Belluno. I piani forestali si sovrappongono per circa il 54% alla totalità dei siti Natura 2000 della regione Veneto, raggiungendo la soglia del 75% all’interno della regione biogeografica alpina. I dati riportati nei piani di gestione forestale analizzati rappresentano una fondamentale testimonianza per interpretare le dinamiche passate e future degli habitat forestali tutelati, consentendo anche una letura a scala di paesaggio delle dinamiche degli habitat non forestali che caraterizzano le valli alpine (praterie semi- naturali, arbusteti); la scala dei piani forestali locali dimostra infati essere la più appropriata per l’atuazione delle strategie di gestione dei siti Natura 2000. Tali dati possono essere inoltre utilizzati per valutare gli indicatori di biodiversità per il monitoraggio degli habitat, in conformità all’art. 17 della diretiva Habitat. Gli enti gestori dovrebbero quindi cogliere l’opportunità data dall’ampia copertura spaziale e dalla distribuzione dei piani fore- stali nelle aree montane, all’interno e all’esterno della rete Natura 2000, al fine di otenere una correta sinergia tra la pianificazione esistente e il raggiungimento degli obietivi di conservazione degli habitat e delle specie.

I piani di gestione forestale: una preziosa fonte informativa per la gestione dei siti Natura 2000

Thomas Campagnaro;Tommaso Sitzia
2017

Abstract

La gestione forestale nei siti Natura 2000 concorre al conseguimento degli obietivi fissati dalle diretive europee, in particolare dalla diretiva Habitat (92/43/CEE) e Uccelli (2009/147/CE). Il raggiungimento di tali obietivi con- corda con la pianificazione forestale, che persegue finalità naturalistiche, oltre che economiche, sociali e ambien- tali. Il presente lavoro dimostra l’apporto che gli strumenti di pianificazione forestale ofrono nella gestione degli habitat boschivi e degli spazi aperti, atraverso un approccio basato su diferenti scale di analisi. Con riferimento all’intera regione Veneto, è stata efetuata una detagliata indagine sulla superficie occupata dai piani di gestio - ne forestale all’interno dei siti Natura 2000 terrestri, anche in rapporto alla presenza di altre aree naturali pro- tete; a scala locale sono stati invece raccolti vari tipi di indicatori e informazioni riguardanti strutura, composi- zione e utilizzazioni, presenti e passate, contenuti nei numerosi piani di riordino e riasseto forestale aferenti al bacino della val del Boite, in provincia di Belluno. I piani forestali si sovrappongono per circa il 54% alla totalità dei siti Natura 2000 della regione Veneto, raggiungendo la soglia del 75% all’interno della regione biogeografica alpina. I dati riportati nei piani di gestione forestale analizzati rappresentano una fondamentale testimonianza per interpretare le dinamiche passate e future degli habitat forestali tutelati, consentendo anche una letura a scala di paesaggio delle dinamiche degli habitat non forestali che caraterizzano le valli alpine (praterie semi- naturali, arbusteti); la scala dei piani forestali locali dimostra infati essere la più appropriata per l’atuazione delle strategie di gestione dei siti Natura 2000. Tali dati possono essere inoltre utilizzati per valutare gli indicatori di biodiversità per il monitoraggio degli habitat, in conformità all’art. 17 della diretiva Habitat. Gli enti gestori dovrebbero quindi cogliere l’opportunità data dall’ampia copertura spaziale e dalla distribuzione dei piani fore- stali nelle aree montane, all’interno e all’esterno della rete Natura 2000, al fine di otenere una correta sinergia tra la pianificazione esistente e il raggiungimento degli obietivi di conservazione degli habitat e delle specie.
2017
Abstract-book Presentazioni Brevi e Posters XI Congresso SISEF
XI Congresso SISEF
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