Il fenomeno delle collaborazioni tra imprese può essere giuridicamente formalizzato attraverso diversi contratti e/o combinazioni di contratti tra loro collegati; nell’ambito di tale fenomeno, il presente volume prende in considerazione, sotto diversi profili, una specifica figura di cooperazione tra imprenditori, quella disciplinata mediante il contratto di rete introdotto dal legislatore italiano con l’art. 3, comma 4-ter e ss. del d.l. n. 5 del 10 febbraio 2009 convertito con l. n. 33 del 9 aprile 2009 e successivamente modificato a più riprese nel corso degli anni. La presente ricerca ha ad oggetto esclusivamente il contratto di rete tra imprese quale definito dalla normativa sopra indicata; sono, pertanto, escluse dal perimetro della presente indagine le reti tra professionisti e le reti c.d. miste recentemente nominate, anche se non disciplinate, dal legislatore nell’art. 12 della l. 81/2017 (c.d. Jobs Act), legge intitolata “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”. Come sopra delimitato l’ambito oggettivo della presente ricerca, consideriamo ora la struttura della stessa: al riguardo il presente volume è suddiviso in due parti, la prima intitolata “Categorie giuridiche e strutture economiche a confronto” e la seconda intitolata “Dalle categorie ai profili applicativi”. Nell’ambito di ciascuna parte sono stati selezionati alcuni tra i profili e le tematiche più rilevanti sotto il profilo giuridico e/o economico. Nella prima parte, dove le categorie giuridiche si confrontano con le strutture economiche in un’ottica interdisciplinare, vengono analizzati il rapporto tra il contratto di rete e la discussa nozione di operazione economica; le diverse opzioni contrattuali concesse alle parti nella regolamentazione del loro accordo di rete, tenuto conto sia delle sottostanti dinamiche economiche e relazionali che legano tra loro le imprese, sia delle diverse fasi in cui si svolge il ciclo di vita del contratto di rete, che è un contratto di durata; viene, altresì, considerata l’incidenza che la prescritta pubblicità presso il Registro delle Imprese ha sia in termini di efficacia iniziale del contratto, sia di sua opponibilità ai terzi, che di eventuale costitutività tanto della fattispecie rete di imprese che della destinazione patrimoniale (in presenza di rete dotata di fondo comune); specifica attenzione è, infine, rivolta al ruolo che assume la formalità pubblicitaria in ordine al riconoscimento della soggettività giuridica; viene preso in considerazione il tema della responsabilità patrimoniale nelle reti di imprese c.d. strutturate, siano esse dotate o meno di soggettività giuridica; la parte prima si chiude poi con due contributi dedicati uno al tema del contratto di rete nel settore agricolo, forestale e agroalimentare e uno al “delicato” tema del rapporto tra contratto di rete e concorrenza. Nella seconda parte le categorie vengono ricondotte ai profili applicativi e i profili applicativi sono, a loro volta, governati dalle categorie in un percorso virtuoso: in questa seconda parte, il contratto di rete è, indi, analizzato sotto il profilo dell’efficienza dello strumento a promuovere le aggregazioni tra imprese e a porsi quale strumento di politica industriale in un contesto produttivo di media e piccola impresa quale è quello italiano; in un’ ottica di utilizzo della leva fiscale per la promozione delle aggregazioni tra imprese, vengono analizzate le agevolazioni fiscali per l’acquisto di beni strumentali previste nel Piano Nazionale Industria 4.0; un contributo specifico è dedicato all’applicazione del distacco del lavoratore nelle reti di imprese; vi sono, infine, altri due contributi, uno dedicato all’incidenza della strutturazione civilistica della rete di imprese in relazione alle modalità di partecipazione agli appalti pubblici e l’altro dedicato al contratto di rete concluso in modalità totalmente informatica e dematerializzata attraverso l’utilizzo del c.d. Modello Standard di trasmissione al Registro Imprese, modello standard sottoscritto digitalmente dagli imprenditori ai sensi dell’art. 24 del CAD. La suddivisione in due parti del volume riproduce, anche tipograficamente, la distinzione tra il mondo delle categorie e dei concetti attinenti alla sfera scientifica, da un lato, e il mondo della prassi attinente all’area dell’attività d’impresa dall’altro: si tratta di due aree che sono distinte, sebbene non separate e incomunicanti,

Introduzione alla struttura e alle finalità della ricerca

bullo
2017

Abstract

Il fenomeno delle collaborazioni tra imprese può essere giuridicamente formalizzato attraverso diversi contratti e/o combinazioni di contratti tra loro collegati; nell’ambito di tale fenomeno, il presente volume prende in considerazione, sotto diversi profili, una specifica figura di cooperazione tra imprenditori, quella disciplinata mediante il contratto di rete introdotto dal legislatore italiano con l’art. 3, comma 4-ter e ss. del d.l. n. 5 del 10 febbraio 2009 convertito con l. n. 33 del 9 aprile 2009 e successivamente modificato a più riprese nel corso degli anni. La presente ricerca ha ad oggetto esclusivamente il contratto di rete tra imprese quale definito dalla normativa sopra indicata; sono, pertanto, escluse dal perimetro della presente indagine le reti tra professionisti e le reti c.d. miste recentemente nominate, anche se non disciplinate, dal legislatore nell’art. 12 della l. 81/2017 (c.d. Jobs Act), legge intitolata “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”. Come sopra delimitato l’ambito oggettivo della presente ricerca, consideriamo ora la struttura della stessa: al riguardo il presente volume è suddiviso in due parti, la prima intitolata “Categorie giuridiche e strutture economiche a confronto” e la seconda intitolata “Dalle categorie ai profili applicativi”. Nell’ambito di ciascuna parte sono stati selezionati alcuni tra i profili e le tematiche più rilevanti sotto il profilo giuridico e/o economico. Nella prima parte, dove le categorie giuridiche si confrontano con le strutture economiche in un’ottica interdisciplinare, vengono analizzati il rapporto tra il contratto di rete e la discussa nozione di operazione economica; le diverse opzioni contrattuali concesse alle parti nella regolamentazione del loro accordo di rete, tenuto conto sia delle sottostanti dinamiche economiche e relazionali che legano tra loro le imprese, sia delle diverse fasi in cui si svolge il ciclo di vita del contratto di rete, che è un contratto di durata; viene, altresì, considerata l’incidenza che la prescritta pubblicità presso il Registro delle Imprese ha sia in termini di efficacia iniziale del contratto, sia di sua opponibilità ai terzi, che di eventuale costitutività tanto della fattispecie rete di imprese che della destinazione patrimoniale (in presenza di rete dotata di fondo comune); specifica attenzione è, infine, rivolta al ruolo che assume la formalità pubblicitaria in ordine al riconoscimento della soggettività giuridica; viene preso in considerazione il tema della responsabilità patrimoniale nelle reti di imprese c.d. strutturate, siano esse dotate o meno di soggettività giuridica; la parte prima si chiude poi con due contributi dedicati uno al tema del contratto di rete nel settore agricolo, forestale e agroalimentare e uno al “delicato” tema del rapporto tra contratto di rete e concorrenza. Nella seconda parte le categorie vengono ricondotte ai profili applicativi e i profili applicativi sono, a loro volta, governati dalle categorie in un percorso virtuoso: in questa seconda parte, il contratto di rete è, indi, analizzato sotto il profilo dell’efficienza dello strumento a promuovere le aggregazioni tra imprese e a porsi quale strumento di politica industriale in un contesto produttivo di media e piccola impresa quale è quello italiano; in un’ ottica di utilizzo della leva fiscale per la promozione delle aggregazioni tra imprese, vengono analizzate le agevolazioni fiscali per l’acquisto di beni strumentali previste nel Piano Nazionale Industria 4.0; un contributo specifico è dedicato all’applicazione del distacco del lavoratore nelle reti di imprese; vi sono, infine, altri due contributi, uno dedicato all’incidenza della strutturazione civilistica della rete di imprese in relazione alle modalità di partecipazione agli appalti pubblici e l’altro dedicato al contratto di rete concluso in modalità totalmente informatica e dematerializzata attraverso l’utilizzo del c.d. Modello Standard di trasmissione al Registro Imprese, modello standard sottoscritto digitalmente dagli imprenditori ai sensi dell’art. 24 del CAD. La suddivisione in due parti del volume riproduce, anche tipograficamente, la distinzione tra il mondo delle categorie e dei concetti attinenti alla sfera scientifica, da un lato, e il mondo della prassi attinente all’area dell’attività d’impresa dall’altro: si tratta di due aree che sono distinte, sebbene non separate e incomunicanti,
I contratti di rete e le nuove frontiere del contratto: modelli giuridici e strutture economiche a confronto
978-88-13-36763-3
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