Al centro della riflessione c’è un pezzo del writer padovano Cristian Bovo, meglio conosciuto come Joys. Si esamina da una parte il contesto specifico in cui il pezzo è stato eseguito, cercando di mettere in luce diversi aspetti che fanno sì che il writing mantenga da sempre una relazione vitale con le periferie; dall’altra parte si cerca di mostrare come tali scritte-immagini, erroneamente interpretate come disordinate e incolte, sono invece manifestazione creativa di una disciplina compositiva sorprendentemente ricca di regole e attenzione per la tradizione. Per scoprire gli ingranaggi formali su cui è organizzata la “ricerca dello stile”, a monte di quei contenuti sociologici che in genere monopolizzano la critica, ci si rivolge all’importante saggio Teoria del writing di Alessandro Ferri, writer bolognese noto come Dado, la cui opera è fittamente intrecciata con quella di Joys e del gruppo di writers padovani. At the center of the consideration there is a piece by Paduan writer Cristian Bovo, better known as Joys. On the one hand, we examine the specific context in which the piece was inscribed, trying to highlight different aspects that make Writing always maintain a vital relationship with the periphery; on the other hand, we try to show how such images-letterings, erroneously interpreted as disordered and uncultivated, are instead a creative manifestation of a compositional discipline surprisingly rich in rules and attention to tradition. To discover the formal gears on which the “research of style” is organized, upstream of those sociological contents that usually monopolize the criticism, we turn to the important essay Teoria del writing (Writing Theory) by Alessandro Ferri, writer from Bologna known as Dado, whose work is closely linked with that of Joys and the group of Paduan writers.
Scritte-immagini di periferia: la disciplina del writing nel territorio padovano
bartorelli guido
2019
Abstract
Al centro della riflessione c’è un pezzo del writer padovano Cristian Bovo, meglio conosciuto come Joys. Si esamina da una parte il contesto specifico in cui il pezzo è stato eseguito, cercando di mettere in luce diversi aspetti che fanno sì che il writing mantenga da sempre una relazione vitale con le periferie; dall’altra parte si cerca di mostrare come tali scritte-immagini, erroneamente interpretate come disordinate e incolte, sono invece manifestazione creativa di una disciplina compositiva sorprendentemente ricca di regole e attenzione per la tradizione. Per scoprire gli ingranaggi formali su cui è organizzata la “ricerca dello stile”, a monte di quei contenuti sociologici che in genere monopolizzano la critica, ci si rivolge all’importante saggio Teoria del writing di Alessandro Ferri, writer bolognese noto come Dado, la cui opera è fittamente intrecciata con quella di Joys e del gruppo di writers padovani. At the center of the consideration there is a piece by Paduan writer Cristian Bovo, better known as Joys. On the one hand, we examine the specific context in which the piece was inscribed, trying to highlight different aspects that make Writing always maintain a vital relationship with the periphery; on the other hand, we try to show how such images-letterings, erroneously interpreted as disordered and uncultivated, are instead a creative manifestation of a compositional discipline surprisingly rich in rules and attention to tradition. To discover the formal gears on which the “research of style” is organized, upstream of those sociological contents that usually monopolize the criticism, we turn to the important essay Teoria del writing (Writing Theory) by Alessandro Ferri, writer from Bologna known as Dado, whose work is closely linked with that of Joys and the group of Paduan writers.Pubblicazioni consigliate
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