Il libro offre un metodo e un insieme di strumenti che rappresentano una via sicura e valida per realizzare il non più differibile lavoro di riorganizzazione e aggiustamento dei servizi di protezione all’infanzia nel Paese. Nello specifico, presenta l’adattamento al contesto italiano di TCOM, acronimo che sta per Transformational Collaborative Outcome Management, che è “una cornice concettuale per l’organizzazione e la gestione di sistemi complessi nel campo delle offerte sociosanitarie connesse al cambiamento personale” (p.43), al cui interno si colloca CANS, acronimo che sta per Child and Adolescent Needs and Strengths. CANS è una famiglia di strumenti, concepiti nel 1999 dal Department of Children and Family Services dell’Illinois, che permettono di valutare i bisogni e le forze dei bambini e il loro entourage, di cui è stata da tempo stabilita la validità scientifica (Anderson, Lyons, Giles, Price et Estle, 2003). Si tratta di strumenti adatti a coprire le fasce di età da 0 a 17 anni, multidimensionali, ossia in grado di “coprire” diverse dimensioni, e polivalenti, in quanto l’utilizzo è possibile per diverse categorie di professionisti (operatori sociali, psicologi, educatori, neuropsichiatri infantili, ecc.). in diversi contesti di intervento quali servizi sociali, educativi, terapeutici, scuole, servizi della giustizia minorile, ecc. Sono soprattutto strumenti orientati a valutare, documentare e narrare il cambiamento, ossia le trasformazioni che i bambini vengono incoraggiati a compiere nel loro percorso di cura (non di “presa in carico”) ossia a narrare storie di trasformazioni piuttosto che a formulare diagnosi, a mettere in luce dinamiche evolutive, piuttosto che a scattare istantanee, che troppo spesso vediamo degenerare in pericolose quanto superficiali etichette.

Introduzione

Milani P.
2020

Abstract

Il libro offre un metodo e un insieme di strumenti che rappresentano una via sicura e valida per realizzare il non più differibile lavoro di riorganizzazione e aggiustamento dei servizi di protezione all’infanzia nel Paese. Nello specifico, presenta l’adattamento al contesto italiano di TCOM, acronimo che sta per Transformational Collaborative Outcome Management, che è “una cornice concettuale per l’organizzazione e la gestione di sistemi complessi nel campo delle offerte sociosanitarie connesse al cambiamento personale” (p.43), al cui interno si colloca CANS, acronimo che sta per Child and Adolescent Needs and Strengths. CANS è una famiglia di strumenti, concepiti nel 1999 dal Department of Children and Family Services dell’Illinois, che permettono di valutare i bisogni e le forze dei bambini e il loro entourage, di cui è stata da tempo stabilita la validità scientifica (Anderson, Lyons, Giles, Price et Estle, 2003). Si tratta di strumenti adatti a coprire le fasce di età da 0 a 17 anni, multidimensionali, ossia in grado di “coprire” diverse dimensioni, e polivalenti, in quanto l’utilizzo è possibile per diverse categorie di professionisti (operatori sociali, psicologi, educatori, neuropsichiatri infantili, ecc.). in diversi contesti di intervento quali servizi sociali, educativi, terapeutici, scuole, servizi della giustizia minorile, ecc. Sono soprattutto strumenti orientati a valutare, documentare e narrare il cambiamento, ossia le trasformazioni che i bambini vengono incoraggiati a compiere nel loro percorso di cura (non di “presa in carico”) ossia a narrare storie di trasformazioni piuttosto che a formulare diagnosi, a mettere in luce dinamiche evolutive, piuttosto che a scattare istantanee, che troppo spesso vediamo degenerare in pericolose quanto superficiali etichette.
2020
Partecipazione e valutazione di esito nella salute mentale in età evolutiva. Gli strumenti CANS nell’esperienza italiana
9788859023203
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