Il saggio contiene gli Atti del III Convegno di Armonie Composte tenutosi presso l'Abbazia di Praglia il convegno è dedicato alla martoriata realtà del Centro Italia colpita ancora una volta dal sisma. L'introduzione spiega le ragioni delle riflessioni maturate in quel consesso focalizzate non solo sulla natura del sisma, le sue conseguenze o sulle possibili politiche di messa in sicurezza dei territori e delle comunità, quanto ha voluto essere un'occasione per riaffermare la necessità di un’innovativa prospettiva multidisciplinare, intersettoriale che permetta di osservare, analizzare criticamente e comprendere gli effetti delle calamità naturali. Con la volontà di contribuire alla costruzione di una diversa consapevolezza con cui affrontare terremoti ed altri disastri (basati non solo su presupposti di contenuto tecnico-scientifico ma anche su azioni in grado di far leva sui fattori sociali e culturali, esplorando in modo ampio e completo gli impatti che i terremoti procurano sull’ambiente costruito come sulla struttura sociale nel suo complesso, sulle comunità, sui gruppi sociali e familiari), i diversi contributi vogliono dare spunto ad una riflessione che possa condurre ad una diversa filosofia di intervento nelle terre colite dal sisma. Il saggio in questione oltre a voler restituire il fil rouge che ha guidato la costruzione dell'iniziativa ed i contenuti dei diversi contributi raccolti, vuole soprattutto persuadere della validità di un diverso approccio all'emergenza e soprattutto indagare le modalità di costruzione non solo di una maggiore consapevolezza collettiva per la prevenzione, ma piuttosto la creazione di una particolare "resilienza" delle comunità locali perché il sisma non sia più causa di ulteriori forme di disgregazione sociale e sradicamento territoriale.

Introduzione. Per una diversa prospettiva

SAVINO M.
2020

Abstract

Il saggio contiene gli Atti del III Convegno di Armonie Composte tenutosi presso l'Abbazia di Praglia il convegno è dedicato alla martoriata realtà del Centro Italia colpita ancora una volta dal sisma. L'introduzione spiega le ragioni delle riflessioni maturate in quel consesso focalizzate non solo sulla natura del sisma, le sue conseguenze o sulle possibili politiche di messa in sicurezza dei territori e delle comunità, quanto ha voluto essere un'occasione per riaffermare la necessità di un’innovativa prospettiva multidisciplinare, intersettoriale che permetta di osservare, analizzare criticamente e comprendere gli effetti delle calamità naturali. Con la volontà di contribuire alla costruzione di una diversa consapevolezza con cui affrontare terremoti ed altri disastri (basati non solo su presupposti di contenuto tecnico-scientifico ma anche su azioni in grado di far leva sui fattori sociali e culturali, esplorando in modo ampio e completo gli impatti che i terremoti procurano sull’ambiente costruito come sulla struttura sociale nel suo complesso, sulle comunità, sui gruppi sociali e familiari), i diversi contributi vogliono dare spunto ad una riflessione che possa condurre ad una diversa filosofia di intervento nelle terre colite dal sisma. Il saggio in questione oltre a voler restituire il fil rouge che ha guidato la costruzione dell'iniziativa ed i contenuti dei diversi contributi raccolti, vuole soprattutto persuadere della validità di un diverso approccio all'emergenza e soprattutto indagare le modalità di costruzione non solo di una maggiore consapevolezza collettiva per la prevenzione, ma piuttosto la creazione di una particolare "resilienza" delle comunità locali perché il sisma non sia più causa di ulteriori forme di disgregazione sociale e sradicamento territoriale.
2020
«E vulnere ubertas». Paesaggi feriti nelle Terre di Benedetto
978-88-6938-213-0
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