Poetry collection Poemi conviviali represents a very significant moment in Pascoli’s poetic production. On one hand it is clearly evident its close proximity to the vast field of Pascoli’s academic writings and essays, on the other hand, looking at his different collections of poetry, it will stand out the middle position taken by Conviviali within the two areas of Italian and Latin poetry. The particular relation with past is the main characteristic of those poems and it primarily lies in the gap between the “tale” handed down from ancient times and the “tale” told by Pascoli. The innovation and specificity of this poetry is based on retracing the Greek antiquity and its founding myths, leading to a substantial redefinition of them, which ultimately sanctions the fundamental non-recovery of past and the impossibility of revivifying its myths. This approach is quite different from those of two contemporary authors such as Carducci and D’Annunzio, whereas it can be found very much consonant with Leopardi’s poetical and philosophical goals. The first part of this paper is aimed to study and outline the developments and the acquisitions of critical analyses of this poetry collection, in order to highlight and establish the most valuable interpretation keys for the exegesis of the book. In the second part our approach will attempt to discuss and explain the most relevant characteristics of Conviviali, together with the complex dynamics underlying the composition of texts, on the basis of those tools developed in the first chapter, but also making use of the rich critical bibliography now available, as well as of the investigations into the Pascoli’s manuscripts and first writings.

I Poemi conviviali rappresentano un momento estremamente significativo della produzione poetica del Pascoli: da un lato, infatti, risulta evidente la loro vicinanza al vasto settore della produzione accademica e saggistica dell’autore, dall’altro lato, quando si guardi alle differenti raccolte poetiche pascoliane, parrà di rilievo la posizione mediana assunta dai Conviviali entro i due ambiti della lirica italiana e latina. La specificità del rapporto che i Poemi intrattengono con l’“antico” è l’aspetto che da subito e senza quasi soluzione di continuità risultò centrale nella ricezione del libro: nello scarto tra il “racconto” tramandato dai tempi più remoti e il “racconto” che ci propone il Pascoli sta l’innovazione e la conquista di questa poesia che ripercorre la classicità e i suoi miti fondativi portando a una sostanziale ridefinizione di essi e sancendo, in ultima analisi, una sostanziale irrecuperabilità del mito, con un approccio che presenta tratti affatto differenti da quelli di due autori coevi quali il Carducci e D’Annunzio, rivelando piuttosto consonanze significative con i traguardi poetico-filosofici del Leopardi. A dispetto della centralità di cui sopra, i Conviviali non ebbero una fortuna né immediata né assoluta: nella prima parte del presente lavoro si delineeranno gli sviluppi e le vicende della critica pascoliana pertinente, evidenziando le analisi più interessanti e le chiavi interpretative più valide ai fini dell’esegesi del testo. Quindi, nella seconda parte, l’approccio al volume dei Conviviali intende illustrare taluni almeno dei connotati peculiari della raccolta, sulla scorta degli strumenti messi a punto nella prima parte ed arricchiti dalla ricca bibliografia critica oramai disponibile, oltre che valendosi di cursori, ma significativi, attraversamenti delle carte autografe in ordine alla messa in evidenza delle complesse dinamiche compositive soggiacenti ai testi.

Sul Pascoli "greco". I "Poemi Conviviali" fra storia della critica ed esegesi del testo / Pellegrini, Matteo. - (2011 Jan 31).

Sul Pascoli "greco". I "Poemi Conviviali" fra storia della critica ed esegesi del testo

Pellegrini, Matteo
2011

Abstract

Poetry collection Poemi conviviali represents a very significant moment in Pascoli’s poetic production. On one hand it is clearly evident its close proximity to the vast field of Pascoli’s academic writings and essays, on the other hand, looking at his different collections of poetry, it will stand out the middle position taken by Conviviali within the two areas of Italian and Latin poetry. The particular relation with past is the main characteristic of those poems and it primarily lies in the gap between the “tale” handed down from ancient times and the “tale” told by Pascoli. The innovation and specificity of this poetry is based on retracing the Greek antiquity and its founding myths, leading to a substantial redefinition of them, which ultimately sanctions the fundamental non-recovery of past and the impossibility of revivifying its myths. This approach is quite different from those of two contemporary authors such as Carducci and D’Annunzio, whereas it can be found very much consonant with Leopardi’s poetical and philosophical goals. The first part of this paper is aimed to study and outline the developments and the acquisitions of critical analyses of this poetry collection, in order to highlight and establish the most valuable interpretation keys for the exegesis of the book. In the second part our approach will attempt to discuss and explain the most relevant characteristics of Conviviali, together with the complex dynamics underlying the composition of texts, on the basis of those tools developed in the first chapter, but also making use of the rich critical bibliography now available, as well as of the investigations into the Pascoli’s manuscripts and first writings.
I Poemi conviviali rappresentano un momento estremamente significativo della produzione poetica del Pascoli: da un lato, infatti, risulta evidente la loro vicinanza al vasto settore della produzione accademica e saggistica dell’autore, dall’altro lato, quando si guardi alle differenti raccolte poetiche pascoliane, parrà di rilievo la posizione mediana assunta dai Conviviali entro i due ambiti della lirica italiana e latina. La specificità del rapporto che i Poemi intrattengono con l’“antico” è l’aspetto che da subito e senza quasi soluzione di continuità risultò centrale nella ricezione del libro: nello scarto tra il “racconto” tramandato dai tempi più remoti e il “racconto” che ci propone il Pascoli sta l’innovazione e la conquista di questa poesia che ripercorre la classicità e i suoi miti fondativi portando a una sostanziale ridefinizione di essi e sancendo, in ultima analisi, una sostanziale irrecuperabilità del mito, con un approccio che presenta tratti affatto differenti da quelli di due autori coevi quali il Carducci e D’Annunzio, rivelando piuttosto consonanze significative con i traguardi poetico-filosofici del Leopardi. A dispetto della centralità di cui sopra, i Conviviali non ebbero una fortuna né immediata né assoluta: nella prima parte del presente lavoro si delineeranno gli sviluppi e le vicende della critica pascoliana pertinente, evidenziando le analisi più interessanti e le chiavi interpretative più valide ai fini dell’esegesi del testo. Quindi, nella seconda parte, l’approccio al volume dei Conviviali intende illustrare taluni almeno dei connotati peculiari della raccolta, sulla scorta degli strumenti messi a punto nella prima parte ed arricchiti dalla ricca bibliografia critica oramai disponibile, oltre che valendosi di cursori, ma significativi, attraversamenti delle carte autografe in ordine alla messa in evidenza delle complesse dinamiche compositive soggiacenti ai testi.
Pascoli, Poemi Conviviali, classicità, antico, mito, moderno, rilettura; Past, Greek antiquity, myth
Sul Pascoli "greco". I "Poemi Conviviali" fra storia della critica ed esegesi del testo / Pellegrini, Matteo. - (2011 Jan 31).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11577/3421657
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