The author’s doctoral research resulted in a literary critical commentary on Ovid, Tristia 3.1, with an introduction, text, an English translation, and indexes. The commentary is in line with the most recent commentaries on other books of the Tristia and aims at elucidating some passages of difficult literary and topographical interpretation. Firstly, the literary misplacement of some of the monuments on the Palatine mentioned in the poem (the porta Mugonia and the temple of Jupiter Stator) fully complies with the assimilation of the figure of the princeps with that of Jupiter, which appears for the first time in Latin literature, precisely in the Tristia. Secondly, the sequence of the booklet’s arrival and request for help can be traced back to the gestural and verbal formulae of the traditional request for hospitium by a stranger: the handshake, the production of a letter of introduction, the presence of a seal or an object for identification. The correspondence of the booklet with a hospes exerting the ius hospitii may identify the conventional request for hospitium as a novel model to the composition of Tristia 3.1. Thirdly, the liguistic analysis of the poem led to an in-depth investigation of the specific vocabulary of the exile poetry in this elegy, identifying new terms and nuances, discussed in the commentary and listed in a dedicated index. This commentary addresses the raising of literary and topographical issues, through a multidisciplinary approach which combines both the evaluatation of the literary sources with particular attention to the recent scholarly contributions, the diction, the metrics, the intratextual relationship with other works by Ovid and by other authors, and the discussion of the latest archaeological findings and their relevant topographical rearrangements.

Il lavoro di ricerca si presenta quale commento critico-letterario a Ovidio, Tristia 3.1, corredato di un’introduzione, di testo critico con traduzione in inglese, e di indici analitici. Lo studio si inserisce nel quadro dei più recenti commenti esegetici di altri libri dei Tristia e tenta di chiarire alcuni passi di difficile interpretazione topografica e poetica. In primo luogo, la trasposizione letteraria di alcuni monumenti sul Palatino (la porta Mugonia e il tempio di Giove Statore) è riferibile all’assimilazione della figura del princeps a quella di Giove, la cui prima attestazione si ha proprio nei Tristia. In secondo luogo, l’arrivo del libello a Roma e la sua richiesta di aiuto si articolano secondo formule gestuali e verbali del tutto simili a quelle che esprimevano la richiesta di ospitalità da parte di uno straniero: la stretta di mano, la presentazione di una lettera accompagnatoria, la presenza di un sigillo o di un oggetto di riconoscimento. La corrispondenza del libello con un hospes che esercita lo ius hospitii farebbe intravedere nella richiesta di hospitium un nuovo modello per la composizione di Tristia 3.1. L’analisi filologico-letteraria ha dato esito a un approfondimento del lessico specifico della poesia dell’esilio presente nell’elegia, individuando nuovi termini speciali e accezioni. Data la rilevanza letteraria e topografica dell’elegia, il commento si caratterizza per un approccio multidisciplinare filologico-letterario e storico-archeologico, che valuta al contempo le fonti letterarie – con particolare attenzione ai contributi della critica, all’uso dei termini, delle locuzioni, della metrica, al rapporto con le altre opere ovidiane e di altri autori – e gli ultimi ritrovamenti archeologici con le relative ricostruzioni topografiche.

The Poet and the God. Ovid, Tristia 3.1. Text, Translation and Commentary with an Introduction / Zanoni, Veronica. - (2016 Jul).

The Poet and the God. Ovid, Tristia 3.1. Text, Translation and Commentary with an Introduction

Zanoni, Veronica
2016-07

Abstract

The author’s doctoral research resulted in a literary critical commentary on Ovid, Tristia 3.1, with an introduction, text, an English translation, and indexes. The commentary is in line with the most recent commentaries on other books of the Tristia and aims at elucidating some passages of difficult literary and topographical interpretation. Firstly, the literary misplacement of some of the monuments on the Palatine mentioned in the poem (the porta Mugonia and the temple of Jupiter Stator) fully complies with the assimilation of the figure of the princeps with that of Jupiter, which appears for the first time in Latin literature, precisely in the Tristia. Secondly, the sequence of the booklet’s arrival and request for help can be traced back to the gestural and verbal formulae of the traditional request for hospitium by a stranger: the handshake, the production of a letter of introduction, the presence of a seal or an object for identification. The correspondence of the booklet with a hospes exerting the ius hospitii may identify the conventional request for hospitium as a novel model to the composition of Tristia 3.1. Thirdly, the liguistic analysis of the poem led to an in-depth investigation of the specific vocabulary of the exile poetry in this elegy, identifying new terms and nuances, discussed in the commentary and listed in a dedicated index. This commentary addresses the raising of literary and topographical issues, through a multidisciplinary approach which combines both the evaluatation of the literary sources with particular attention to the recent scholarly contributions, the diction, the metrics, the intratextual relationship with other works by Ovid and by other authors, and the discussion of the latest archaeological findings and their relevant topographical rearrangements.
Il lavoro di ricerca si presenta quale commento critico-letterario a Ovidio, Tristia 3.1, corredato di un’introduzione, di testo critico con traduzione in inglese, e di indici analitici. Lo studio si inserisce nel quadro dei più recenti commenti esegetici di altri libri dei Tristia e tenta di chiarire alcuni passi di difficile interpretazione topografica e poetica. In primo luogo, la trasposizione letteraria di alcuni monumenti sul Palatino (la porta Mugonia e il tempio di Giove Statore) è riferibile all’assimilazione della figura del princeps a quella di Giove, la cui prima attestazione si ha proprio nei Tristia. In secondo luogo, l’arrivo del libello a Roma e la sua richiesta di aiuto si articolano secondo formule gestuali e verbali del tutto simili a quelle che esprimevano la richiesta di ospitalità da parte di uno straniero: la stretta di mano, la presentazione di una lettera accompagnatoria, la presenza di un sigillo o di un oggetto di riconoscimento. La corrispondenza del libello con un hospes che esercita lo ius hospitii farebbe intravedere nella richiesta di hospitium un nuovo modello per la composizione di Tristia 3.1. L’analisi filologico-letteraria ha dato esito a un approfondimento del lessico specifico della poesia dell’esilio presente nell’elegia, individuando nuovi termini speciali e accezioni. Data la rilevanza letteraria e topografica dell’elegia, il commento si caratterizza per un approccio multidisciplinare filologico-letterario e storico-archeologico, che valuta al contempo le fonti letterarie – con particolare attenzione ai contributi della critica, all’uso dei termini, delle locuzioni, della metrica, al rapporto con le altre opere ovidiane e di altri autori – e gli ultimi ritrovamenti archeologici con le relative ricostruzioni topografiche.
Ovid, exile poetry, Tristia, hospitium, hospes, Jupiter Stator, identification Augustus-Jupiter, grand tour of Rome
The Poet and the God. Ovid, Tristia 3.1. Text, Translation and Commentary with an Introduction / Zanoni, Veronica. - (2016 Jul).
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