The thesis analyses the concept of jurisprudence in the thought of Gilles Deleuze. Even if Deleuze has never dedicated lots of pages to this notion, the reflections he has done on it enable the emergence of a constellation of concepts (for example, the concept of law, institution, case, singularity) which rotate around the jurisprudence and which allow us to reconstruct the political role that Deleuze assigned to the practice of right. According to the author of Difference and Repetition, in fact, the jurisprudence is a practice which invents new rights and which respects concrete cases and the singularity of a life (in the words of the last Deleuzian text Immanence: a life...). Right is conceived as the creation of new relations, new balances of power and new institutions. Nevertheless, these latter are produced by the inventive and exceeding force of a life, rather than by the power of governments. Creating new rights means for Deleuze to fight for life and to oppose the power and the different images of thought that it imposes. The jurisprudence invents a new people and a new earth, in the attempt of creating new processes of subjectivation which escape from the strategies of control imposed by Capitalism. In order to achieve this political task, the jurisprudence could be, therefore, the future of philosophy. This doesn't mean that philosophy will be replaced by the practice of right, but rather than the creativity of philosophy could help the jurisprudence to make right a war machine, which a life can use in order to open new possible forms of communities.

La tesi si propone di analizzare il concetto di giurisprudenza all'interno del pensiero di Gilles Deleuze. Nonostante quest'ultimo non abbia dedicato molto spazio alla nozione sopracitata, le riflessioni che ci ha lasciato al riguardo fanno emergere tutta una costellazione di concetti (quali quello di legge, di istituzione, di caso, di singolarità) che ruotano intorno alla giurisprudenza e che permettono di ricostruirne il ruolo eminentemente politico che Deleuze le assegnava. Secondo l'autore di Differenza e ripetizione, infatti, la giurisprudenza va intesa come una pratica di invenzione del diritto, capace di rispettare i casi concreti e di far emergere la singolarità di una vita (secondo l'espressione che Deleuze utilizza nel suo ultimo testo, ossia Immanenza: una vita..). Il diritto viene qui concepito come la creazione di nuove relazioni, di nuovi rapporti di forza e di nuove istituzioni, che, però, provengono dalla potenza inventiva ed eccedente della vita, piuttosto che dalle mani dei governi. Creare diritto significa, dunque, per Deleuze, lottare per la vita e opporsi tanto al potere quanto alle differenti immagini della legge che quest'ultimo ci impone: la giurisprudenza si occupa di inventare un nuovo popolo e una nuova Terra, nel tentativo di dare avvio a nuovi processi di soggettivazione che sfuggano alle strategie di controllo messe in atto dal capitalismo. Alla luce di tale compito politico, la giurisprudenza potrebbe porsi, dunque, come l'avvenire della filosofia: con ciò non si intende dire che quest'ultima verrà soppiantata dalla pratica del diritto, ma piuttosto che la capacità di creare concetti propria della filosofia può cooperare con la potenza inventiva della giurisprudenza, al fine di rendere il diritto una macchina da guerra efficace per una vita e in grado di aprire nuove possibili forme di fare-comune.

La giurisprudenza come avvenire della filosofia. Il ruolo del diritto nel pensiero di Gilles Deleuze / Tosel, Natascia. - (2017 Jan).

La giurisprudenza come avvenire della filosofia. Il ruolo del diritto nel pensiero di Gilles Deleuze

Tosel, Natascia
2017

Abstract

The thesis analyses the concept of jurisprudence in the thought of Gilles Deleuze. Even if Deleuze has never dedicated lots of pages to this notion, the reflections he has done on it enable the emergence of a constellation of concepts (for example, the concept of law, institution, case, singularity) which rotate around the jurisprudence and which allow us to reconstruct the political role that Deleuze assigned to the practice of right. According to the author of Difference and Repetition, in fact, the jurisprudence is a practice which invents new rights and which respects concrete cases and the singularity of a life (in the words of the last Deleuzian text Immanence: a life...). Right is conceived as the creation of new relations, new balances of power and new institutions. Nevertheless, these latter are produced by the inventive and exceeding force of a life, rather than by the power of governments. Creating new rights means for Deleuze to fight for life and to oppose the power and the different images of thought that it imposes. The jurisprudence invents a new people and a new earth, in the attempt of creating new processes of subjectivation which escape from the strategies of control imposed by Capitalism. In order to achieve this political task, the jurisprudence could be, therefore, the future of philosophy. This doesn't mean that philosophy will be replaced by the practice of right, but rather than the creativity of philosophy could help the jurisprudence to make right a war machine, which a life can use in order to open new possible forms of communities.
La tesi si propone di analizzare il concetto di giurisprudenza all'interno del pensiero di Gilles Deleuze. Nonostante quest'ultimo non abbia dedicato molto spazio alla nozione sopracitata, le riflessioni che ci ha lasciato al riguardo fanno emergere tutta una costellazione di concetti (quali quello di legge, di istituzione, di caso, di singolarità) che ruotano intorno alla giurisprudenza e che permettono di ricostruirne il ruolo eminentemente politico che Deleuze le assegnava. Secondo l'autore di Differenza e ripetizione, infatti, la giurisprudenza va intesa come una pratica di invenzione del diritto, capace di rispettare i casi concreti e di far emergere la singolarità di una vita (secondo l'espressione che Deleuze utilizza nel suo ultimo testo, ossia Immanenza: una vita..). Il diritto viene qui concepito come la creazione di nuove relazioni, di nuovi rapporti di forza e di nuove istituzioni, che, però, provengono dalla potenza inventiva ed eccedente della vita, piuttosto che dalle mani dei governi. Creare diritto significa, dunque, per Deleuze, lottare per la vita e opporsi tanto al potere quanto alle differenti immagini della legge che quest'ultimo ci impone: la giurisprudenza si occupa di inventare un nuovo popolo e una nuova Terra, nel tentativo di dare avvio a nuovi processi di soggettivazione che sfuggano alle strategie di controllo messe in atto dal capitalismo. Alla luce di tale compito politico, la giurisprudenza potrebbe porsi, dunque, come l'avvenire della filosofia: con ciò non si intende dire che quest'ultima verrà soppiantata dalla pratica del diritto, ma piuttosto che la capacità di creare concetti propria della filosofia può cooperare con la potenza inventiva della giurisprudenza, al fine di rendere il diritto una macchina da guerra efficace per una vita e in grado di aprire nuove possibili forme di fare-comune.
Deleuze - giurisprudenza - diritto - politica - vita / Deleuze - jurisprudence - right - politics - life
La giurisprudenza come avvenire della filosofia. Il ruolo del diritto nel pensiero di Gilles Deleuze / Tosel, Natascia. - (2017 Jan).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11577/3423245
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