Gli edifici di culto cretesi della prima età del Ferro, seppur scarsamente standardizzati, presentano alcune peculiarità la cui ricorrenza contribuisce a delineare una tradizione architettonica che si sviluppa in maniera parallela e per certi aspetti indipendente rispetto al resto del mondo greco. Tali peculiarità, riscontrabili a livello archeologico, riflettono delle specificità esistenti sul piano cultuale e religioso. Questa circostanza viene generalmente attribuita a due fattori complementari: il primo è costituito dall'elevato grado di sopravvivenza a Creta della tradizione dell'età del Bronzo, mentre il secondo consiste nella precoce predisposizione dell'isola alla ricezione di aspetti culturali esterni, soprattutto dall'area vicino orientale, dovuta in larga misura alla posizione che essa occupa lungo le rotte mediterranee che collegavano l'Oriente con l'Occidente e l'Egeo con il nord Africa. I santuari cretesi rappresentano un campo di indagine particolarmente interessante non solo per l'importanza che rivestono all'interno delle dinamiche sociali e politiche locali e regionali, ma perché in alcuni casi costituiscono anche i luoghi di incontro privilegiati tra individui appartenenti a culture differenti. La presente ricerca dedica particolare attenzione agli aspetti spaziali, architettonici, tecnico-progettuali e cultuali dei santuari cretesi tra la prima età del Ferro e l'epoca arcaica a partire da una schedatura degli stessi, in cui sono raccolti analiticamente i dati emersi nel corso degli scavi o delle ricognizioni di superficie e le interpretazioni delle evidenze archeologiche aggiornate allo stato attuale della ricerca. Attraverso questo lavoro di sintesi e alla luce del quadro generale dei contatti che l'isola intratteneva con l'esterno, in particolar modo con le regioni del Mediterraneo sud-orientale, si tenta di chiarire se e in quale misura tali relazioni tra culture differenti possano aver contribuito agli sviluppi religiosi e architettonici cretesi nella prima età del Ferro. Una particolare attenzione viene dedicata al caso di Cipro, isola caratterizzata da un'evoluzione socio-politica differente, ma che si colloca lungo le medesime rotte mediterranee e svolge un ruolo di mediazione tra il vicino Oriente e l'Egeo, intrattenendo con Creta una fitta rete di contatti già a partire dall'XI sec. a.C.

Cretan cult buildings of the Early Iron Age, although scarcely standardized, show certain peculiarities whose recurrence contributes to outline an architectural tradition that develops alongside, and in some respects independently, of the rest of the Greek world. These peculiarities, that appear in the archaeological record, reflect the specificities which exist at the religious and cult level. This situation is generally attributed to two complementary factors: the first is constituted by the high degree of survival of the Bronze Age tradition in Crete, while the second consists in the early predisposition of the island to absorb foreign cultural aspects, above all from the Near East, largely due to the position it occupies along the Mediterranean routes connecting East and West and the Aegean with North Africa. Cretan sanctuaries are a particularly interesting field of investigation not only because of the importance they play within social and political dynamics, both local and regional, but because in some cases they also constitute the privileged meeting places between individuals belonging to different cultures. The present work pays particular attention to the spatial, architectural and cult aspects of the Cretan sanctuaries between the Early Iron Age and the Archaic period starting from a table recording of the same, in which data emerging from excavations or surface surveys is analytically collected and the interpretations of archaeological evidence are updated to the current state of research. Through this work of synthesis and in the light of the general framework of contacts that the island had with the outside world, particularly with the regions of the south-eastern Mediterranean, I try to investigate if and to what extent such relations between different cultures may have contributed to Cretan religious and architectural developments in the Early Iron Age. Particular attention is given to the case of Cyprus, an island characterized by a different socio-political evolution, which lies, however, along the same Mediterranean routes, and plays a mediating role between the Near East and the Aegean, entertaining with Crete a tight network of contacts which start already in the XI century B.C.

Santuari cretesi tra gli inizi dell'età  del Ferro e l'età arcaica nel quadro dei contatti con il Mediterraneo orientale / de Scarpis di Vianino, Valeria. - (2018 Dec 10).

Santuari cretesi tra gli inizi dell'età  del Ferro e l'età arcaica nel quadro dei contatti con il Mediterraneo orientale

de Scarpis di Vianino, Valeria
2018-12-10

Abstract

Gli edifici di culto cretesi della prima età del Ferro, seppur scarsamente standardizzati, presentano alcune peculiarità la cui ricorrenza contribuisce a delineare una tradizione architettonica che si sviluppa in maniera parallela e per certi aspetti indipendente rispetto al resto del mondo greco. Tali peculiarità, riscontrabili a livello archeologico, riflettono delle specificità esistenti sul piano cultuale e religioso. Questa circostanza viene generalmente attribuita a due fattori complementari: il primo è costituito dall'elevato grado di sopravvivenza a Creta della tradizione dell'età del Bronzo, mentre il secondo consiste nella precoce predisposizione dell'isola alla ricezione di aspetti culturali esterni, soprattutto dall'area vicino orientale, dovuta in larga misura alla posizione che essa occupa lungo le rotte mediterranee che collegavano l'Oriente con l'Occidente e l'Egeo con il nord Africa. I santuari cretesi rappresentano un campo di indagine particolarmente interessante non solo per l'importanza che rivestono all'interno delle dinamiche sociali e politiche locali e regionali, ma perché in alcuni casi costituiscono anche i luoghi di incontro privilegiati tra individui appartenenti a culture differenti. La presente ricerca dedica particolare attenzione agli aspetti spaziali, architettonici, tecnico-progettuali e cultuali dei santuari cretesi tra la prima età del Ferro e l'epoca arcaica a partire da una schedatura degli stessi, in cui sono raccolti analiticamente i dati emersi nel corso degli scavi o delle ricognizioni di superficie e le interpretazioni delle evidenze archeologiche aggiornate allo stato attuale della ricerca. Attraverso questo lavoro di sintesi e alla luce del quadro generale dei contatti che l'isola intratteneva con l'esterno, in particolar modo con le regioni del Mediterraneo sud-orientale, si tenta di chiarire se e in quale misura tali relazioni tra culture differenti possano aver contribuito agli sviluppi religiosi e architettonici cretesi nella prima età del Ferro. Una particolare attenzione viene dedicata al caso di Cipro, isola caratterizzata da un'evoluzione socio-politica differente, ma che si colloca lungo le medesime rotte mediterranee e svolge un ruolo di mediazione tra il vicino Oriente e l'Egeo, intrattenendo con Creta una fitta rete di contatti già a partire dall'XI sec. a.C.
Cretan cult buildings of the Early Iron Age, although scarcely standardized, show certain peculiarities whose recurrence contributes to outline an architectural tradition that develops alongside, and in some respects independently, of the rest of the Greek world. These peculiarities, that appear in the archaeological record, reflect the specificities which exist at the religious and cult level. This situation is generally attributed to two complementary factors: the first is constituted by the high degree of survival of the Bronze Age tradition in Crete, while the second consists in the early predisposition of the island to absorb foreign cultural aspects, above all from the Near East, largely due to the position it occupies along the Mediterranean routes connecting East and West and the Aegean with North Africa. Cretan sanctuaries are a particularly interesting field of investigation not only because of the importance they play within social and political dynamics, both local and regional, but because in some cases they also constitute the privileged meeting places between individuals belonging to different cultures. The present work pays particular attention to the spatial, architectural and cult aspects of the Cretan sanctuaries between the Early Iron Age and the Archaic period starting from a table recording of the same, in which data emerging from excavations or surface surveys is analytically collected and the interpretations of archaeological evidence are updated to the current state of research. Through this work of synthesis and in the light of the general framework of contacts that the island had with the outside world, particularly with the regions of the south-eastern Mediterranean, I try to investigate if and to what extent such relations between different cultures may have contributed to Cretan religious and architectural developments in the Early Iron Age. Particular attention is given to the case of Cyprus, an island characterized by a different socio-political evolution, which lies, however, along the same Mediterranean routes, and plays a mediating role between the Near East and the Aegean, entertaining with Crete a tight network of contacts which start already in the XI century B.C.
santuari/sanctuaries, Creta/Crete, Mediterraneo orientale/Eastern Mediterranean, Cipro/Cyprus, Vicino Oriente/Near East, contatti/contacts, inizi età  del Ferro/Early Iron Age, epoca arcaica/Archaic period, architettura/architecture
Santuari cretesi tra gli inizi dell'età  del Ferro e l'età arcaica nel quadro dei contatti con il Mediterraneo orientale / de Scarpis di Vianino, Valeria. - (2018 Dec 10).
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