The presence of protein in white wines represents a major problem for the wine industry mainly due to the fact that proteins generate haze in the bottled white wines. Protein instability, which results in wine haze formation, is due to some grape PR-Proteins that thanks to their intrinsic resistance survive the vinification process, pass into the wine where cause the appearance of undesirable haze and deposits, leading to rejection by consumers. Protein hazing of white wines is considered to be a three-step process, involving protein denaturation followed by aggregation into colloidal particles able to scatter the visible light and make the wine turbid. Because of the complexity and the variability of the wine matrix, the factors and mechanisms involved in this process are still largely unknown. Commonly, winemakers prevent haze formation by removing the proteins through the use of bentonite. However, this treatment causes loss of wine and, being unspecific, also the removal of some aroma compounds. It has been calculated that the total cost deriving from bentonite treatments corresponds to a worldwide total amount of 1 billion dollars per year. Therefore, basic and applied research is still needed to solve the problem of protein haze formation in white wines. Firstly, the present thesis faces the problem of the impairment of aroma due to bentonite fining. In particular, the study arises from a previous investigation which suggested the existence of an interaction between proteins and aroma compounds. In this context, the interaction of the main wine protein VVTL1 with some fatty acid ethyl esters (FAEE), which are important fermentative aroma compounds has been investigated. Due to the difficulty to determine this interaction at the molecular level, Synchrotron Radiation Circular Dichroism (SRCD) has been used to study the secondary structure of the wine protein as affected by the interactions with FAEE having different chain lengths. Subsequently, the research continued with the investigation of the role played by tannins in the phenomena leading to protein instability of white wines. To this purpose, the effects of several polyphenols (deriving from wine and not) on the stability of VVTL1 has been investigated using SRCD. In parallel, the capability of tannins to react with the proteins over time in bottled wine has been evaluated by Dynamic Light Scattering (DLS) studies in a model wine system. In addition, the thermal stability of two purified proteins, which are representative of the major classes of proteins in white wine (i.e. a class IV Chitinase and the VVTL1), has been investigated by Differential Scanning Calorimetry (DSC) in the presence of the tannins purified from wine at different times after bottling. Finally, the last part of the research focuses on the possibility to produce good quantities of grape proteins in pure form starting from the in vitro culture of berry pulp tissues. These proteins can be used for molecular and functional characterisation. In particular, with this technique it is possible to label the proteins by cultivating the cellular tissues in the presence of N15 which allows the study of their fine structure and interactions by spectroscopic methods.

La presenza di proteine nei vini bianchi rappresenta un problema di grande importanza per l’industria del vino, principalmente dovuto alla formazione di torbidità nei vini bianchi in bottiglia. L’instabilità proteica, nonché formazione di torbidità, è associata ad alcune proteine di difesa della pianta che per mezzo della loro intrinseca resistenza e stabilità sopravvivono al processo di vinificazione, passando nel vino dove causano la comparsa dell’indesiderata torbidità e di depositi in bottiglia, la quale non incontra le aspettative del consumatore e viene quindi scartata. La torbidità proteica nei vini bianchi è considerata come un processo a tre stadi, che coinvolge la denaturazione delle proteine seguita dall’aggregazione in particelle colloidali capaci di disperdere la luce visibile e far divenire il vino torbido. Data la complessità e la variabilità della matrice vino, i fattori e meccanismi coinvolti in questo fenomeno sono ancora largamente sconosciuti. Normalmente gli enologi prevengono la formazione di torbidità rimuovendo le proteine attraverso l’uso della bentonite. Tuttavia questo trattamento causa la perdita di vino, ed essendo aspecifico, causa anche la rimozione di alcuni composti aromatici. È stato calcolato che il costo totale derivante dall’uso di bentonite corrispondi a 1 miliardo di dollari l’anno. Pertanto è ancora necessaria della ricerca di base e applicata per risolvere il problema della formazione di torbidità proteica nei vini bianchi. La prima parte di questa tesi tratta il tema dell’impoverimento aromatico causato dal trattamento con bentonite. In particolare questo studio prende ispirazione da un precedente lavoro, il quale suggerisce l’esistenza di un’interazione tra le proteine e i composti aromatici. In questo contesto è stata studiata l’interazione della principale proteina dei vini bianchi, la VVTL1, e alcuni esteri etilici degli acidi grassi, i quali sono importanti aromi fermentativi del vino. Data la difficoltà di determinare a livello molecolare questo tipo d’interazione è stata sfruttata la luce di sincrotrone applicata al dicroismo circolare (SRCD) per studiare l’effetto di alcuni esteri etilici di acidi grassi a media catena sulla struttura secondaria della proteina del vino. In seguito, la ricerca è proseguita con lo studio mirato a comprendere l’esatto ruolo dei tannini nel fenomeno che conduce all’instabilità proteica dei vini bianchi. A questo scopo, sono stati studiati tramite sincrotrone gli effetti di diversi polifenoli (derivati o no dal vino) sulla stabilità della VVTL1. In parallelo la capacità nel tempo dei tannini di reagire con le proteine in bottiglia è stata valutata svolgendo degli studi di diffusione dinamica della luce (DLS) in vino modello. Con l’ausilio della Calorimetria differenziale a scansione (DSC), è stato inoltre studiata, la stabilità termica di due tra le più rappresentative proteine del vino (la VVTL1 e la chitinasi classe IV) in presenza di tannini purificati a tempi diversi di evoluzione da vino imbottigliato. Infine, l’ultima parte della ricerca si focalizza nella possibilità di produrre proteine dell’uva in quantità accettabili in forma pura partendo dalla coltivazione in vitro di tessuti di polpa della bacca. Queste proteine possono essere utilizzate per la caratterizzazione strutturale e funzionale. In particolare, con questa tecnica si rende possibile la marcatura delle proteine facendo crescere i tessuti cellulari d’uva in presenza di N15, il quale consentirebbe, per mezzo di metodi spettroscopici, lo studio in dettaglio della loro struttura e delle loro interazioni.

Proteins in White Wines: Their Interaction With Tannins And Aroma Compounds / Di Gaspero, Mattia. - (2017 Jan 31).

Proteins in White Wines: Their Interaction With Tannins And Aroma Compounds

Di Gaspero, Mattia
2017

Abstract

La presenza di proteine nei vini bianchi rappresenta un problema di grande importanza per l’industria del vino, principalmente dovuto alla formazione di torbidità nei vini bianchi in bottiglia. L’instabilità proteica, nonché formazione di torbidità, è associata ad alcune proteine di difesa della pianta che per mezzo della loro intrinseca resistenza e stabilità sopravvivono al processo di vinificazione, passando nel vino dove causano la comparsa dell’indesiderata torbidità e di depositi in bottiglia, la quale non incontra le aspettative del consumatore e viene quindi scartata. La torbidità proteica nei vini bianchi è considerata come un processo a tre stadi, che coinvolge la denaturazione delle proteine seguita dall’aggregazione in particelle colloidali capaci di disperdere la luce visibile e far divenire il vino torbido. Data la complessità e la variabilità della matrice vino, i fattori e meccanismi coinvolti in questo fenomeno sono ancora largamente sconosciuti. Normalmente gli enologi prevengono la formazione di torbidità rimuovendo le proteine attraverso l’uso della bentonite. Tuttavia questo trattamento causa la perdita di vino, ed essendo aspecifico, causa anche la rimozione di alcuni composti aromatici. È stato calcolato che il costo totale derivante dall’uso di bentonite corrispondi a 1 miliardo di dollari l’anno. Pertanto è ancora necessaria della ricerca di base e applicata per risolvere il problema della formazione di torbidità proteica nei vini bianchi. La prima parte di questa tesi tratta il tema dell’impoverimento aromatico causato dal trattamento con bentonite. In particolare questo studio prende ispirazione da un precedente lavoro, il quale suggerisce l’esistenza di un’interazione tra le proteine e i composti aromatici. In questo contesto è stata studiata l’interazione della principale proteina dei vini bianchi, la VVTL1, e alcuni esteri etilici degli acidi grassi, i quali sono importanti aromi fermentativi del vino. Data la difficoltà di determinare a livello molecolare questo tipo d’interazione è stata sfruttata la luce di sincrotrone applicata al dicroismo circolare (SRCD) per studiare l’effetto di alcuni esteri etilici di acidi grassi a media catena sulla struttura secondaria della proteina del vino. In seguito, la ricerca è proseguita con lo studio mirato a comprendere l’esatto ruolo dei tannini nel fenomeno che conduce all’instabilità proteica dei vini bianchi. A questo scopo, sono stati studiati tramite sincrotrone gli effetti di diversi polifenoli (derivati o no dal vino) sulla stabilità della VVTL1. In parallelo la capacità nel tempo dei tannini di reagire con le proteine in bottiglia è stata valutata svolgendo degli studi di diffusione dinamica della luce (DLS) in vino modello. Con l’ausilio della Calorimetria differenziale a scansione (DSC), è stato inoltre studiata, la stabilità termica di due tra le più rappresentative proteine del vino (la VVTL1 e la chitinasi classe IV) in presenza di tannini purificati a tempi diversi di evoluzione da vino imbottigliato. Infine, l’ultima parte della ricerca si focalizza nella possibilità di produrre proteine dell’uva in quantità accettabili in forma pura partendo dalla coltivazione in vitro di tessuti di polpa della bacca. Queste proteine possono essere utilizzate per la caratterizzazione strutturale e funzionale. In particolare, con questa tecnica si rende possibile la marcatura delle proteine facendo crescere i tessuti cellulari d’uva in presenza di N15, il quale consentirebbe, per mezzo di metodi spettroscopici, lo studio in dettaglio della loro struttura e delle loro interazioni.
31-gen-2017
The presence of protein in white wines represents a major problem for the wine industry mainly due to the fact that proteins generate haze in the bottled white wines. Protein instability, which results in wine haze formation, is due to some grape PR-Proteins that thanks to their intrinsic resistance survive the vinification process, pass into the wine where cause the appearance of undesirable haze and deposits, leading to rejection by consumers. Protein hazing of white wines is considered to be a three-step process, involving protein denaturation followed by aggregation into colloidal particles able to scatter the visible light and make the wine turbid. Because of the complexity and the variability of the wine matrix, the factors and mechanisms involved in this process are still largely unknown. Commonly, winemakers prevent haze formation by removing the proteins through the use of bentonite. However, this treatment causes loss of wine and, being unspecific, also the removal of some aroma compounds. It has been calculated that the total cost deriving from bentonite treatments corresponds to a worldwide total amount of 1 billion dollars per year. Therefore, basic and applied research is still needed to solve the problem of protein haze formation in white wines. Firstly, the present thesis faces the problem of the impairment of aroma due to bentonite fining. In particular, the study arises from a previous investigation which suggested the existence of an interaction between proteins and aroma compounds. In this context, the interaction of the main wine protein VVTL1 with some fatty acid ethyl esters (FAEE), which are important fermentative aroma compounds has been investigated. Due to the difficulty to determine this interaction at the molecular level, Synchrotron Radiation Circular Dichroism (SRCD) has been used to study the secondary structure of the wine protein as affected by the interactions with FAEE having different chain lengths. Subsequently, the research continued with the investigation of the role played by tannins in the phenomena leading to protein instability of white wines. To this purpose, the effects of several polyphenols (deriving from wine and not) on the stability of VVTL1 has been investigated using SRCD. In parallel, the capability of tannins to react with the proteins over time in bottled wine has been evaluated by Dynamic Light Scattering (DLS) studies in a model wine system. In addition, the thermal stability of two purified proteins, which are representative of the major classes of proteins in white wine (i.e. a class IV Chitinase and the VVTL1), has been investigated by Differential Scanning Calorimetry (DSC) in the presence of the tannins purified from wine at different times after bottling. Finally, the last part of the research focuses on the possibility to produce good quantities of grape proteins in pure form starting from the in vitro culture of berry pulp tissues. These proteins can be used for molecular and functional characterisation. In particular, with this technique it is possible to label the proteins by cultivating the cellular tissues in the presence of N15 which allows the study of their fine structure and interactions by spectroscopic methods.
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Proteins in White Wines: Their Interaction With Tannins And Aroma Compounds / Di Gaspero, Mattia. - (2017 Jan 31).
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