This research project focuses on the production of ceramics via Additive Manufacturing (AM) techniques, with particular focus on extrusion-based technologies. The main advantage of AM is the ability to produce cellular structures with high complexity and controlled porosity, allowing to manufacture light but efficient stretch-dominated structures. The inspiration comes from nature: bone architectures are a great example, consisting of thin, solid skins attached to highly porous, cellular cores. Very few commercially available AM systems are suited for ceramic materials, and most of them use ceramic powders as feedstock. Residual pores and cracks are very hard to avoid and result in low strength, poor reliability and loss of unique material properties such as glass optical transparency. AM technologies employing polymers are at a much more advanced stage of development. The goal has been to exploit such advances and to provide alternatives to the ceramic powder-binder approaches. Three different material families were explored: preceramic polymers, geopolymers, and glass. The same preceramic polymer, a commercial polysilsesquioxane, was employed as a non sacrificial, reactive binder to develop inks for stereolithography (SL) and direct ink writing (DIW). The first technology allowed for production of dense, crack-free SiOC micro-components with strut size down to ~200 μm and optimal surface quality. No shape limitations were experienced, but porous structures or small dense parts are the best options in order to avoid residual pores and cracks. The second approach was employed for the fabrication of complex biosilicate scaffolds for tissue engineering with a rod diameter of 350 µm and unsupported struts. The preceramic polymer had the double role of source of silica and rheology modifier. Ceramic matrix composites (CMCs) were also fabricated; the preceramic polymer developed the ceramic matrix (SiOC) upon pyrolysis in inert atmosphere, whereas reinforcement was given by chopped carbon fibers. Geopolymer components with controlled porosity were designed and produced first by negative replica of PLA sacrificial templates and then by DIW. Highly porous ceramic components with features of ~800 μm and unsupported parts with very limited sagging were produced with the latter approach. A novel extrusion-based AM approach was finally developed for the production of objects starting from molten glass. The system processed glass from the molten state to annealed components of complex, digitally designed forms. Objects possessing draft angles and tight radii were fabricated. Within the design space it was possible to print with high precision and accuracy; parts showed a strong adhesion between layers, and high transparency through the layers.

Questo progetto di ricerca riguarda la produzione di ceramici tramite tecniche di manifattura additiva (AM), con particolare focus su tecnologie estrusive. Il principale vantaggio dell’AM è la possibilità di produrre strutture cellulari ad elevata complessità e porosità controllata, consentendo di produrre reticoli stretch-dominated leggeri ma efficienti. L’ispirazione è offerta dalla natura: le strutture ossee sono un ottimo esempio, in quanto si compongono di un involucro esterno, denso e sottile, e di un cuore a struttura cellulare altamente porosa. I sistemi di AM disponibili in commercio per la produzione di componenti ceramici sono molto pochi, e la maggior parte di essi utilizza polveri ceramiche. È molto difficile evitare porosità residua e cricche, e di conseguenza si ottengono oggetti dalla resistenza limitata e privi delle peculiarità di alcuni materiali, come ad esempio la trasparenza del vetro. Le tecnologie di AM che utilizzano polimeri sono ad uno stadio di sviluppo molto più avanzato. L’obiettivo è di sfruttare tale vantaggio e di fornire alternative agli approcci polvere-legante. Sono stati esplorati tre diversi materiali: polimeri preceramici, geopolimeri, e vetro. Un unico polimero preceramico, un polisilsesquiossano commerciale, è stato utilizzato come legante reattivo, non sacrificale per lo sviluppo di inchiostri per stereolitografia (SL) e direct ink writing (DIW). La prima tecnologia ha consentito di produrre micro-componenti in SiOC densi e privi di cricche, con una dimensione dei pilastri fino a ~200 μm e ottima qualità superficiale. Non ci sono state limitazioni di forma, anche se strutture porose o oggetti densi di piccole dimensioni sono da preferire per evitare porosità residua e cricche. Il secondo approccio ha portato alla fabbricazione di scaffold bioceramici per ingegneria tissutale con filamenti di diametro 350 µm e parti non supportate. Il polimero preceramico ha il doppio ruolo di fonte di silice e di modificatore reologico. Sono stati prodotti anche compositi a matrice ceramica (CMCs); il polimero preceramico sviluppa la matrice (SiOC) tramite pirolisi in atmosfera inerte, mentre il rinforzo è dato da fibre di carbonio macinate. Componenti in geopolimero a porosità controllata sono stati progettati e prodotti prima tramite replica negativa di template sacrificali in PLA, e poi via DIW. Il secondo approccio ha portato alla produzione di reticoli ceramici con filamenti di ~800 μm e parti non supportate con deflessione molto limitata. È stato sviluppato infine un innovativo processo estrusivo a partire da vetro fuso. Un unico sistema è in grado di lavorare il vetro dallo stato fuso fino alla ricottura di componenti complessi progettati digitalmente. Sono stati realizzati oggetti comprendenti sporgenze di diversa entità e piccoli raggi di curvatura. All’interno dello spazio di progettazione è stato possibile stampare con elevata precisione e accuratezza; le parti stampate mostrano una forte adesione tra gli strati e un’elevata trasparenza attraverso di essi.

Additive Manufacturing of Ceramics. Printing Beyond the Binder / Franchin, Giorgia. - (2017 Feb 06).

Additive Manufacturing of Ceramics. Printing Beyond the Binder

Franchin, Giorgia
2017

Abstract

Questo progetto di ricerca riguarda la produzione di ceramici tramite tecniche di manifattura additiva (AM), con particolare focus su tecnologie estrusive. Il principale vantaggio dell’AM è la possibilità di produrre strutture cellulari ad elevata complessità e porosità controllata, consentendo di produrre reticoli stretch-dominated leggeri ma efficienti. L’ispirazione è offerta dalla natura: le strutture ossee sono un ottimo esempio, in quanto si compongono di un involucro esterno, denso e sottile, e di un cuore a struttura cellulare altamente porosa. I sistemi di AM disponibili in commercio per la produzione di componenti ceramici sono molto pochi, e la maggior parte di essi utilizza polveri ceramiche. È molto difficile evitare porosità residua e cricche, e di conseguenza si ottengono oggetti dalla resistenza limitata e privi delle peculiarità di alcuni materiali, come ad esempio la trasparenza del vetro. Le tecnologie di AM che utilizzano polimeri sono ad uno stadio di sviluppo molto più avanzato. L’obiettivo è di sfruttare tale vantaggio e di fornire alternative agli approcci polvere-legante. Sono stati esplorati tre diversi materiali: polimeri preceramici, geopolimeri, e vetro. Un unico polimero preceramico, un polisilsesquiossano commerciale, è stato utilizzato come legante reattivo, non sacrificale per lo sviluppo di inchiostri per stereolitografia (SL) e direct ink writing (DIW). La prima tecnologia ha consentito di produrre micro-componenti in SiOC densi e privi di cricche, con una dimensione dei pilastri fino a ~200 μm e ottima qualità superficiale. Non ci sono state limitazioni di forma, anche se strutture porose o oggetti densi di piccole dimensioni sono da preferire per evitare porosità residua e cricche. Il secondo approccio ha portato alla fabbricazione di scaffold bioceramici per ingegneria tissutale con filamenti di diametro 350 µm e parti non supportate. Il polimero preceramico ha il doppio ruolo di fonte di silice e di modificatore reologico. Sono stati prodotti anche compositi a matrice ceramica (CMCs); il polimero preceramico sviluppa la matrice (SiOC) tramite pirolisi in atmosfera inerte, mentre il rinforzo è dato da fibre di carbonio macinate. Componenti in geopolimero a porosità controllata sono stati progettati e prodotti prima tramite replica negativa di template sacrificali in PLA, e poi via DIW. Il secondo approccio ha portato alla produzione di reticoli ceramici con filamenti di ~800 μm e parti non supportate con deflessione molto limitata. È stato sviluppato infine un innovativo processo estrusivo a partire da vetro fuso. Un unico sistema è in grado di lavorare il vetro dallo stato fuso fino alla ricottura di componenti complessi progettati digitalmente. Sono stati realizzati oggetti comprendenti sporgenze di diversa entità e piccoli raggi di curvatura. All’interno dello spazio di progettazione è stato possibile stampare con elevata precisione e accuratezza; le parti stampate mostrano una forte adesione tra gli strati e un’elevata trasparenza attraverso di essi.
6-feb-2017
This research project focuses on the production of ceramics via Additive Manufacturing (AM) techniques, with particular focus on extrusion-based technologies. The main advantage of AM is the ability to produce cellular structures with high complexity and controlled porosity, allowing to manufacture light but efficient stretch-dominated structures. The inspiration comes from nature: bone architectures are a great example, consisting of thin, solid skins attached to highly porous, cellular cores. Very few commercially available AM systems are suited for ceramic materials, and most of them use ceramic powders as feedstock. Residual pores and cracks are very hard to avoid and result in low strength, poor reliability and loss of unique material properties such as glass optical transparency. AM technologies employing polymers are at a much more advanced stage of development. The goal has been to exploit such advances and to provide alternatives to the ceramic powder-binder approaches. Three different material families were explored: preceramic polymers, geopolymers, and glass. The same preceramic polymer, a commercial polysilsesquioxane, was employed as a non sacrificial, reactive binder to develop inks for stereolithography (SL) and direct ink writing (DIW). The first technology allowed for production of dense, crack-free SiOC micro-components with strut size down to ~200 μm and optimal surface quality. No shape limitations were experienced, but porous structures or small dense parts are the best options in order to avoid residual pores and cracks. The second approach was employed for the fabrication of complex biosilicate scaffolds for tissue engineering with a rod diameter of 350 µm and unsupported struts. The preceramic polymer had the double role of source of silica and rheology modifier. Ceramic matrix composites (CMCs) were also fabricated; the preceramic polymer developed the ceramic matrix (SiOC) upon pyrolysis in inert atmosphere, whereas reinforcement was given by chopped carbon fibers. Geopolymer components with controlled porosity were designed and produced first by negative replica of PLA sacrificial templates and then by DIW. Highly porous ceramic components with features of ~800 μm and unsupported parts with very limited sagging were produced with the latter approach. A novel extrusion-based AM approach was finally developed for the production of objects starting from molten glass. The system processed glass from the molten state to annealed components of complex, digitally designed forms. Objects possessing draft angles and tight radii were fabricated. Within the design space it was possible to print with high precision and accuracy; parts showed a strong adhesion between layers, and high transparency through the layers.
additive manufacturing; ceramics; stereolithography; direct ink writing; preceramic polymers; polymer derived ceramics; bioceramics; ceramic matrix composites; negative replica; geopolymers; glass; cellular structures.
Additive Manufacturing of Ceramics. Printing Beyond the Binder / Franchin, Giorgia. - (2017 Feb 06).
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