This thesis investigates several aspects of visuo-spatial processing from a clinical, electrophysiological and neurofunctional perspective, with the aim of enriching our understanding of neurological syndromes that affect such fundamental perceptual-cognitive skill. A common thread is the use of cognitive load as a mean to study spatial awareness deficits following brain stroke. We show that increased task demands uncovers pathological spatial asymmetries both in right and left hemisphere damaged patients that performed at ceiling in standard paper-and-pencil tests. Although visuo-spatial deficits are commonly considered infrequent after left hemisphere lesions, the comparison between the two clinical populations showed that multitasking reveals patterns of neglect and extinction regardless of the affected hemisphere. A similar multitasking paradigm was then administered to young healthy participants in order to study the electrophysiological signatures of spatial monitoring, examining correct and erroneous processing of peripheral visual stimuli. Task difficulty was increased compared to the clinical version in order to obtain a consistent number of missed targets, thereby simulating patients’ performance. Our results support the hypothesis that processing of visual information under multitasking is regulated by a threshold criterion: the target is successfully detected only when the electrophysiological activity reaches a critical amplitude. Finally, we conducted a resting state electroencephalographic (EEG) study in order to correlate patterns of spontaneous brain activity with neuropsychological scores and multitasking costs indices. This investigation builds on the hypothesis that cognition is not only associated with the specialization of brain regions, but also with the large-scale organization of functionally connected networks. A state-of-art methodology was used to reconstruct 14 brain networks, previously detected in fMRI studies, from electrophysiological signals in chronic stroke patients. The integration of critical clusters within each network was then examined, exploring also its correlation with behavioural measures and the contribution of specific frequency bands. Overall, this empirical work provides an original contribution to the study of the mechanisms underlying brain organization after unilateral damage and the consequent implications for cognitive performance.

Questo lavoro di tesi indaga diversi aspetti relativi all’elaborazione visuo-spaziale da un punto di vista clinico, elettrofisiologico e neurofunzionale, al fine di contribuire allo studio dei disturbi neurologici che comportano deficit a livello percettivo. Il filo conduttore è stato l’utilizzo del carico cognitivo per studiare deficit di consapevolezza spaziale che possono emergere a seguito di un ictus cerebrale. Abbiamo mostrato come l’aumento della difficoltà di un compito sia in grado di rilevare asimmetrie spaziali patologiche in pazienti con lesioni cerebrali all’emisfero destro o sinistro che avevano una prestazione nella norma ai classici test neuropsicologici “carta e matita”. Sebbene i disturbi visuo-spaziali siano ritenuti infrequenti a seguito di lesioni emisferiche sinistre, sorprendentemente il confronto di queste due popolazioni cliniche mette in luce l’efficacia del multitasking nell’individuare pattern di negligenza ed estinzione indipendentemente dal lato della lesione. Una versione modificata del nostro paradigma di multitasking è stata inoltre somministrata ad un gruppo di giovani partecipanti sani al fine di studiare i correlati elettrofisiologici del monitoraggio spaziale, confrontando l’elaborazione corretta ed incorretta di stimoli apparsi nella periferia del campo visivo. La difficoltà del compito è stata aumentata rispetto alla versione clinica al fine di ottenere un consistente numero di stimoli non individuati e dunque di simulare la prestazione di pazienti neurologici. I nostri risultati supportano l’ipotesi che in condizione di multitasking l’elaborazione di informazioni visive sia regolata da un criterio di soglia. Nello specifico, la corretta percezione di uno stimolo è determinata dal raggiungimento di un’ampiezza critica dell’attività corticale. Infine, abbiamo condotto uno studio in resting state al fine di studiare la correlazione tra attività cerebrale spontanea e prestazione comportamentale, misurata attraverso classici indici neuropsicologici ed indici di costo al multitasking. Questo studio prende in considerazione l’ipotesi che la cognizione non sia associata soltanto alla specializzazione delle regioni cerebrali, ma anche all’organizzazione su larga scala di reti neuronali funzionalmente connesse. Attraverso l’utilizzo di un metodo di analisi allo stato dell’arte, 14 reti cerebrali, precedentemente studiate con tecniche di risonanza magnetica funzionale, sono state estratte dal segnale elettroencefalografico in un gruppo di pazienti con esiti di ictus in fase cronica. Inoltre, è stata analizzata l’integrazione di particolari cluster all’interno di ciascuna rete, indagando anche la relativa correlazione con indici comportamentali ed il contributo di specifiche bande di frequenza. In sintesi, questo lavoro empirico offre un contributo originale allo studio dei meccanismi sottostanti l’organizzazione cerebrale a seguito di ictus e delle relative ripercussioni sulla prestazione cognitiva.

The cognitive demand of multitasking under visuo-spatial processing: Assessment, ERPs and electrophysiology of brain networks in chronic stroke patients / Romeo, Zaira. - (2018 Jan 05).

The cognitive demand of multitasking under visuo-spatial processing: Assessment, ERPs and electrophysiology of brain networks in chronic stroke patients

Romeo, Zaira
2018

Abstract

This thesis investigates several aspects of visuo-spatial processing from a clinical, electrophysiological and neurofunctional perspective, with the aim of enriching our understanding of neurological syndromes that affect such fundamental perceptual-cognitive skill. A common thread is the use of cognitive load as a mean to study spatial awareness deficits following brain stroke. We show that increased task demands uncovers pathological spatial asymmetries both in right and left hemisphere damaged patients that performed at ceiling in standard paper-and-pencil tests. Although visuo-spatial deficits are commonly considered infrequent after left hemisphere lesions, the comparison between the two clinical populations showed that multitasking reveals patterns of neglect and extinction regardless of the affected hemisphere. A similar multitasking paradigm was then administered to young healthy participants in order to study the electrophysiological signatures of spatial monitoring, examining correct and erroneous processing of peripheral visual stimuli. Task difficulty was increased compared to the clinical version in order to obtain a consistent number of missed targets, thereby simulating patients’ performance. Our results support the hypothesis that processing of visual information under multitasking is regulated by a threshold criterion: the target is successfully detected only when the electrophysiological activity reaches a critical amplitude. Finally, we conducted a resting state electroencephalographic (EEG) study in order to correlate patterns of spontaneous brain activity with neuropsychological scores and multitasking costs indices. This investigation builds on the hypothesis that cognition is not only associated with the specialization of brain regions, but also with the large-scale organization of functionally connected networks. A state-of-art methodology was used to reconstruct 14 brain networks, previously detected in fMRI studies, from electrophysiological signals in chronic stroke patients. The integration of critical clusters within each network was then examined, exploring also its correlation with behavioural measures and the contribution of specific frequency bands. Overall, this empirical work provides an original contribution to the study of the mechanisms underlying brain organization after unilateral damage and the consequent implications for cognitive performance.
Questo lavoro di tesi indaga diversi aspetti relativi all’elaborazione visuo-spaziale da un punto di vista clinico, elettrofisiologico e neurofunzionale, al fine di contribuire allo studio dei disturbi neurologici che comportano deficit a livello percettivo. Il filo conduttore è stato l’utilizzo del carico cognitivo per studiare deficit di consapevolezza spaziale che possono emergere a seguito di un ictus cerebrale. Abbiamo mostrato come l’aumento della difficoltà di un compito sia in grado di rilevare asimmetrie spaziali patologiche in pazienti con lesioni cerebrali all’emisfero destro o sinistro che avevano una prestazione nella norma ai classici test neuropsicologici “carta e matita”. Sebbene i disturbi visuo-spaziali siano ritenuti infrequenti a seguito di lesioni emisferiche sinistre, sorprendentemente il confronto di queste due popolazioni cliniche mette in luce l’efficacia del multitasking nell’individuare pattern di negligenza ed estinzione indipendentemente dal lato della lesione. Una versione modificata del nostro paradigma di multitasking è stata inoltre somministrata ad un gruppo di giovani partecipanti sani al fine di studiare i correlati elettrofisiologici del monitoraggio spaziale, confrontando l’elaborazione corretta ed incorretta di stimoli apparsi nella periferia del campo visivo. La difficoltà del compito è stata aumentata rispetto alla versione clinica al fine di ottenere un consistente numero di stimoli non individuati e dunque di simulare la prestazione di pazienti neurologici. I nostri risultati supportano l’ipotesi che in condizione di multitasking l’elaborazione di informazioni visive sia regolata da un criterio di soglia. Nello specifico, la corretta percezione di uno stimolo è determinata dal raggiungimento di un’ampiezza critica dell’attività corticale. Infine, abbiamo condotto uno studio in resting state al fine di studiare la correlazione tra attività cerebrale spontanea e prestazione comportamentale, misurata attraverso classici indici neuropsicologici ed indici di costo al multitasking. Questo studio prende in considerazione l’ipotesi che la cognizione non sia associata soltanto alla specializzazione delle regioni cerebrali, ma anche all’organizzazione su larga scala di reti neuronali funzionalmente connesse. Attraverso l’utilizzo di un metodo di analisi allo stato dell’arte, 14 reti cerebrali, precedentemente studiate con tecniche di risonanza magnetica funzionale, sono state estratte dal segnale elettroencefalografico in un gruppo di pazienti con esiti di ictus in fase cronica. Inoltre, è stata analizzata l’integrazione di particolari cluster all’interno di ciascuna rete, indagando anche la relativa correlazione con indici comportamentali ed il contributo di specifiche bande di frequenza. In sintesi, questo lavoro empirico offre un contributo originale allo studio dei meccanismi sottostanti l’organizzazione cerebrale a seguito di ictus e delle relative ripercussioni sulla prestazione cognitiva.
multitasking; neglect; visuo-spatial processing; neuropsychological assessment; ERP, EEG; resting state networks
The cognitive demand of multitasking under visuo-spatial processing: Assessment, ERPs and electrophysiology of brain networks in chronic stroke patients / Romeo, Zaira. - (2018 Jan 05).
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