Il presente contributo mira a riflettere sull’«adattamento» del poema "De apparatu Patavini hastiludii" (1467-1468) di Lodovico Lazzarelli (San Severino Marche, 1447-1500) in un anonimo compendio in volgare del XVII secolo. Il confronto contenutistico tra il volgarizzamento ‒ sulla cui tradizione si avanza un’ipotesi ricostruttiva ‒ e il testo latino esemplifica pregi e limiti del compendiatore-mediatore, mettendone in luce gli obiettivi: la traduzione è sempre un atto creativo di interpretazione.

L’anonimo volgarizzamento del "De apparatu Patavini hastiludii" di Lodovico Lazzarelli

Benedetta Scuteri
2024

Abstract

Il presente contributo mira a riflettere sull’«adattamento» del poema "De apparatu Patavini hastiludii" (1467-1468) di Lodovico Lazzarelli (San Severino Marche, 1447-1500) in un anonimo compendio in volgare del XVII secolo. Il confronto contenutistico tra il volgarizzamento ‒ sulla cui tradizione si avanza un’ipotesi ricostruttiva ‒ e il testo latino esemplifica pregi e limiti del compendiatore-mediatore, mettendone in luce gli obiettivi: la traduzione è sempre un atto creativo di interpretazione.
2024
«Oggi sento la mia immobilità come un tormento». Forme dell’adattamento. Atti del convegno dottorale svoltosi presso l'Università degli Studi di Padova (5-6 maggio 2022)
«Oggi sento la mia immobilità come un tormento». Forme dell’adattamento
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.
Pubblicazioni consigliate

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11577/3540355
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
  • OpenAlex ND
social impact