In primo luogo, il contributo richiama i principali fattori che hanno contribuito ad alimentare il dibattito sull’eutanasia, incoraggiando poi alcuni Paesi - tra cui la Spagna - a legiferare in materia e altri a depenalizzare coloro che attuano le pratiche eutanasiche, come è ad esempio avvenuto negli ultimi anni in Italia rispetto al tema del suicidio medicalmente assistito. In secondo luogo, si sottolinea come vi sia sempre più la tendenza a modificare il lessico del fine vita per indicare le pratiche eutanasiche, passando dai termini “eutanasia” e “suicidio medicalmente assistito” all’espressione “aiuto a morire”. Per dar prova di questo slittamento terminologico, si fa riferimento anche alla legge spagnola che regolamenta l’eutanasia. Nell’ultima parte del contributo si evidenzia come questi cambiamenti di carattere terminologico rischino di promuovere una visione omogenea delle varie pratiche di fine vita. La tesi proposta è la seguente: non si può escludere che vengano erroneamente declinate nei termini dell’aiuto a morire il non avvio o la sospensione dei trattamenti e il ricorso alla sedazione palliativa profonda, malgrado queste procedure non siano finalizzate a provocare la morte del paziente e quindi non abbiano nulla a che vedere con l’eutanasia.
De la eutanasia a la ayuda a morir: reflexiones bioéticas y perspectivas antropológicas
Francesca Marin
2025
Abstract
In primo luogo, il contributo richiama i principali fattori che hanno contribuito ad alimentare il dibattito sull’eutanasia, incoraggiando poi alcuni Paesi - tra cui la Spagna - a legiferare in materia e altri a depenalizzare coloro che attuano le pratiche eutanasiche, come è ad esempio avvenuto negli ultimi anni in Italia rispetto al tema del suicidio medicalmente assistito. In secondo luogo, si sottolinea come vi sia sempre più la tendenza a modificare il lessico del fine vita per indicare le pratiche eutanasiche, passando dai termini “eutanasia” e “suicidio medicalmente assistito” all’espressione “aiuto a morire”. Per dar prova di questo slittamento terminologico, si fa riferimento anche alla legge spagnola che regolamenta l’eutanasia. Nell’ultima parte del contributo si evidenzia come questi cambiamenti di carattere terminologico rischino di promuovere una visione omogenea delle varie pratiche di fine vita. La tesi proposta è la seguente: non si può escludere che vengano erroneamente declinate nei termini dell’aiuto a morire il non avvio o la sospensione dei trattamenti e il ricorso alla sedazione palliativa profonda, malgrado queste procedure non siano finalizzate a provocare la morte del paziente e quindi non abbiano nulla a che vedere con l’eutanasia.Pubblicazioni consigliate
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