Questo saggio esplora il fenomeno della "finzionalizzazione" nelle scritture di scoperta, mettendo in relazione le narrazioni del tardo Quattrocento e Cinquecento con l'opera di Jorge Luis Borges nel XX secolo. L'analisi si concentra sul concetto di "mondo-incognito" e "universo-incompiuto", esaminando come questi temi si manifestino in testi che, originariamente concepiti come documentazioni fattuali, evolvono verso forme narrative più complesse e ambigue. Il lavoro non si propone di indagare la veridicità delle lettere di Vespucci, ma piuttosto di esplorare come Borges, secoli dopo, utilizzi strategie testuali specifiche per rappresentare il graduale passaggio dalla scrittura fattuale alla finzione. Si argomenta che l'obiettivo di Borges sia quello di trasmettere il dubbio come fondamento della scrittura stessa, riflettendo sui profondi cambiamenti epistemologici che caratterizzano diverse epoche storiche. Il saggio esamina due direzioni compositive principali nell'opera di Borges: la creazione del "cuento-ensayo" (racconto-saggio) e la composizione di testi che descrivono la scoperta di nuovi mondi. Attraverso l'analisi di opere come "Tlön, Uqbar, Orbis Tertius", "El inmortal", e "Tigres azules", si evidenziano i paralleli stilistici e tematici tra le cronache dei secoli XVI-XVII e la narrativa borgesiana. Infine, il lavoro propone una riflessione sulla "zona misteriosa" che precede la diffusione di una scoperta, analizzando come questa fase sia soggetta a manipolazioni e imposture che influenzano la costruzione della realtà storica. Si suggerisce che l'approccio di Borges offra una chiave di lettura unica per comprendere le sfide ermeneutiche comuni a entrambi i periodi storici, illuminando il complesso rapporto tra verità, finzione e costruzione narrativa nella letteratura di scoperta.
Viaggio oltre la scoperta: Cronache di una finzione tra Vespucci e Borges
Emanuele Leonardi
2025
Abstract
Questo saggio esplora il fenomeno della "finzionalizzazione" nelle scritture di scoperta, mettendo in relazione le narrazioni del tardo Quattrocento e Cinquecento con l'opera di Jorge Luis Borges nel XX secolo. L'analisi si concentra sul concetto di "mondo-incognito" e "universo-incompiuto", esaminando come questi temi si manifestino in testi che, originariamente concepiti come documentazioni fattuali, evolvono verso forme narrative più complesse e ambigue. Il lavoro non si propone di indagare la veridicità delle lettere di Vespucci, ma piuttosto di esplorare come Borges, secoli dopo, utilizzi strategie testuali specifiche per rappresentare il graduale passaggio dalla scrittura fattuale alla finzione. Si argomenta che l'obiettivo di Borges sia quello di trasmettere il dubbio come fondamento della scrittura stessa, riflettendo sui profondi cambiamenti epistemologici che caratterizzano diverse epoche storiche. Il saggio esamina due direzioni compositive principali nell'opera di Borges: la creazione del "cuento-ensayo" (racconto-saggio) e la composizione di testi che descrivono la scoperta di nuovi mondi. Attraverso l'analisi di opere come "Tlön, Uqbar, Orbis Tertius", "El inmortal", e "Tigres azules", si evidenziano i paralleli stilistici e tematici tra le cronache dei secoli XVI-XVII e la narrativa borgesiana. Infine, il lavoro propone una riflessione sulla "zona misteriosa" che precede la diffusione di una scoperta, analizzando come questa fase sia soggetta a manipolazioni e imposture che influenzano la costruzione della realtà storica. Si suggerisce che l'approccio di Borges offra una chiave di lettura unica per comprendere le sfide ermeneutiche comuni a entrambi i periodi storici, illuminando il complesso rapporto tra verità, finzione e costruzione narrativa nella letteratura di scoperta.Pubblicazioni consigliate
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