Il saggio esamina la figura di Emilio Papiniano, giurista illustre la cui autorità rimase indiscussa fino alla "Legge delle Citazioni" del 426 d.C. e oltre. La prima parte, redatta da M.F. Petraccia, ricostruisce il profilo prosopografico e la carriera politica del giurista sotto i Severi. Vengono analizzate le incertezze sulle sue origini (africane o siriane), il legame di 'adfinitas' con la famiglia imperiale e il ruolo nel 'consilium' dei prefetti del pretorio, carica che egli stesso ricoprì dal 205 d.C.. Particolare rilievo è dato al suo fermo rifiuto di giustificare l'omicidio di Geta davanti al Senato, scelta che ne determinò la condanna a morte da parte di Caracalla nel 212 d.C. La seconda parte, a firma di Scevola, approfondisce l'attività scientifica di Papiniano, concentrandosi sulla sua possibile influenza nell'elaborazione della 'oratio Severi' del 206 d.C. relativa al divieto di donazione tra coniugi. Attraverso l'analisi dei testi di Ulpiano, si ipotizza che Papiniano non sia stato un semplice interprete, ma il promotore di soluzioni volte ad attenuare la severità del divieto in nome della 'humanitas' e della 'benignitas'. Il contributo restituisce così un'immagine di Papiniano come "giurista burocrate" capace di conciliare rigore tecnico e sensibilità sociale.

Emilio Papiniano, ‘acutissimi ingenii vir et merito ante alios excellens’, tra note prosopografiche, attività politica e produzione giuridica

Roberto Scevola
2025

Abstract

Il saggio esamina la figura di Emilio Papiniano, giurista illustre la cui autorità rimase indiscussa fino alla "Legge delle Citazioni" del 426 d.C. e oltre. La prima parte, redatta da M.F. Petraccia, ricostruisce il profilo prosopografico e la carriera politica del giurista sotto i Severi. Vengono analizzate le incertezze sulle sue origini (africane o siriane), il legame di 'adfinitas' con la famiglia imperiale e il ruolo nel 'consilium' dei prefetti del pretorio, carica che egli stesso ricoprì dal 205 d.C.. Particolare rilievo è dato al suo fermo rifiuto di giustificare l'omicidio di Geta davanti al Senato, scelta che ne determinò la condanna a morte da parte di Caracalla nel 212 d.C. La seconda parte, a firma di Scevola, approfondisce l'attività scientifica di Papiniano, concentrandosi sulla sua possibile influenza nell'elaborazione della 'oratio Severi' del 206 d.C. relativa al divieto di donazione tra coniugi. Attraverso l'analisi dei testi di Ulpiano, si ipotizza che Papiniano non sia stato un semplice interprete, ma il promotore di soluzioni volte ad attenuare la severità del divieto in nome della 'humanitas' e della 'benignitas'. Il contributo restituisce così un'immagine di Papiniano come "giurista burocrate" capace di conciliare rigore tecnico e sensibilità sociale.
2025
PROSOPOGRAFIE 2024. Atti delle giornate di studio, Università degli Studi di Bergamo, 16-18 maggio 2024
PROSOPOGRAFIE 2024
978-88-97253-14-3
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