Da quando Francesco Petrarca scelse Arquà come ultima sua dimora, dove fabbricarsi «una piccola ma graziosa casina, cinta da un oliveto e da una vigna» e passare in pace gli ultimi anni, il borgo, nei Colli Euganei, assume sempre più nell’immaginario letterario le caratteristiche proprie del locus amoenus. All’affermarsi del culto del poeta si associa fin da subito una venerazione per le sue reliquie e per i suoi luoghi che fa di Arquà meta di un pellegrinaggio “sacro” che si svolge ininterrottamente da secoli. A dimostrazione A dimostrazione di come il soggiorno petrarchesco abbia radicalmente modificato la percezione e la rappresentazione di Arquà, il presente contributo si propone di mostrare come nei secoli Arquà arrivi a consolidarsi nell’immaginario letterario e collettivo come luogo idillico e, parallelamente e in funzione di questo, come eserciti una grande forza attrattiva su visitatori che restituiscono e alimentano a loro volta la dimensione bucolica (e sacra) del luogo. Il contributo si focalizza in particolare sull’ampia casistica dei visitatori della Casa di Petrarca, i quali, nei primi volumi dei registri, producono migliaia di firme poetiche e di testi in versi. A diposizione del pubblico dal 1788, i volumi (analizzati per il presente contributo fino al 1861) rispecchiano le trasformazioni socioculturali del primo Ottocento e dimostrano la straordinaria – per quantità e durata – dimensione turistica di Arquà all’insegna della sua letterarietà.

«Quest’è il colle felice»: la fortuna di Arquà Petrarca tra letteratura e turismo. Gli Album dei visitatori della Casa di Petrarca

Veronica Baldassa
2025

Abstract

Da quando Francesco Petrarca scelse Arquà come ultima sua dimora, dove fabbricarsi «una piccola ma graziosa casina, cinta da un oliveto e da una vigna» e passare in pace gli ultimi anni, il borgo, nei Colli Euganei, assume sempre più nell’immaginario letterario le caratteristiche proprie del locus amoenus. All’affermarsi del culto del poeta si associa fin da subito una venerazione per le sue reliquie e per i suoi luoghi che fa di Arquà meta di un pellegrinaggio “sacro” che si svolge ininterrottamente da secoli. A dimostrazione A dimostrazione di come il soggiorno petrarchesco abbia radicalmente modificato la percezione e la rappresentazione di Arquà, il presente contributo si propone di mostrare come nei secoli Arquà arrivi a consolidarsi nell’immaginario letterario e collettivo come luogo idillico e, parallelamente e in funzione di questo, come eserciti una grande forza attrattiva su visitatori che restituiscono e alimentano a loro volta la dimensione bucolica (e sacra) del luogo. Il contributo si focalizza in particolare sull’ampia casistica dei visitatori della Casa di Petrarca, i quali, nei primi volumi dei registri, producono migliaia di firme poetiche e di testi in versi. A diposizione del pubblico dal 1788, i volumi (analizzati per il presente contributo fino al 1861) rispecchiano le trasformazioni socioculturali del primo Ottocento e dimostrano la straordinaria – per quantità e durata – dimensione turistica di Arquà all’insegna della sua letterarietà.
2025
Contemplare/abitare: la natura nella letteratura italiana. Atti del XXVI Congresso dell’ADI (Associazione degli Italianisti). Napoli, 14-16 settembre 2023
Contemplare/abitare: la natura nella letteratura italiana
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.
Pubblicazioni consigliate

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11577/3574659
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
  • OpenAlex ND
social impact