P.I.P.P.I., Programma di Intervento per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione, ideato dall’Università di Padova e adottato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dal 2011, è un’ampia azione pubblica di giustizia sociale volta a garantire a ogni bambino l’opportunità di uscire il prima possibile dal circolo dello svantaggio sociale (REC. EU 2013/778), rafforzando le capacità cognitive, emotive e sociali (obiettivo primario), le capacità dei genitori (obiettivo secondario) e le capacità dei servizi sociali di garantire un progetto di “accompagnamento” specifico per ogni famiglia (obiettivo terziario), introducendo, per la prima volta in Italia, pratiche di sostegno e partecipazione genitoriale diffuse sul territorio nazionale. L’acronimo P.I.P.P.I. evoca la resilienza di Pippi Calzelunghe, l’arcinota storia di una bambina che vive senza genitori in una casa in rovina e che è, ciononostante, straordinariamente forte. È questa un’immagine che ben rappresenta i bambini e le famiglie in situazione di vulnerabilità destinatarie del Programma. Il target è costituito cioè da genitori con figli, conviventi o meno, di età compresa tra 0 e 17 anni, con particolare attenzione alla fascia 0-6 anni, che mantengono la responsabilità genitoriale, anche se limitata, e che sperimentano difficoltà a stabilire e/o mantenere tutte le condizioni (interne ed esterne) che consentono loro di esercitare positivamente e autonomamente la funzione genitoriale. Per vulnerabilità si intende una situazione socialmente determinata che può dare origine alla negligenza, in forme e intensità diverse, la quale identifica la difficoltà delle figure genitoriali a rispondere positivamente ai bisogni evolutivi dei figli (Lacharité, 2014). Nel capitolo si rende conto delle condizioni che hanno portato il Programma a essere riconosciuto nella Legge di Bilancio 2022 come uno dei Primi 6 LEPS italiani.
Il viaggio di P.I.P.P.I. da Programma a public policy
Milani P.
2025
Abstract
P.I.P.P.I., Programma di Intervento per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione, ideato dall’Università di Padova e adottato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali dal 2011, è un’ampia azione pubblica di giustizia sociale volta a garantire a ogni bambino l’opportunità di uscire il prima possibile dal circolo dello svantaggio sociale (REC. EU 2013/778), rafforzando le capacità cognitive, emotive e sociali (obiettivo primario), le capacità dei genitori (obiettivo secondario) e le capacità dei servizi sociali di garantire un progetto di “accompagnamento” specifico per ogni famiglia (obiettivo terziario), introducendo, per la prima volta in Italia, pratiche di sostegno e partecipazione genitoriale diffuse sul territorio nazionale. L’acronimo P.I.P.P.I. evoca la resilienza di Pippi Calzelunghe, l’arcinota storia di una bambina che vive senza genitori in una casa in rovina e che è, ciononostante, straordinariamente forte. È questa un’immagine che ben rappresenta i bambini e le famiglie in situazione di vulnerabilità destinatarie del Programma. Il target è costituito cioè da genitori con figli, conviventi o meno, di età compresa tra 0 e 17 anni, con particolare attenzione alla fascia 0-6 anni, che mantengono la responsabilità genitoriale, anche se limitata, e che sperimentano difficoltà a stabilire e/o mantenere tutte le condizioni (interne ed esterne) che consentono loro di esercitare positivamente e autonomamente la funzione genitoriale. Per vulnerabilità si intende una situazione socialmente determinata che può dare origine alla negligenza, in forme e intensità diverse, la quale identifica la difficoltà delle figure genitoriali a rispondere positivamente ai bisogni evolutivi dei figli (Lacharité, 2014). Nel capitolo si rende conto delle condizioni che hanno portato il Programma a essere riconosciuto nella Legge di Bilancio 2022 come uno dei Primi 6 LEPS italiani.Pubblicazioni consigliate
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