Il contributo analizza le diverse conseguenze che l’adesione a movimenti di “razionalizzazione e riordino” ebbe sul patrimonio manoscritto dei Vallombrosani e dei benedettini della Badia Fiorentina, portando a confronto le fasi di crescita e gestione delle biblioteche. Se la produzione manoscritta vallombrosana si concentrò nei primi secoli dalla fondazione e nel XIII secolo era già decisamente ridotta, per i benedettini della Badia Fiorentina l’acquisizione di libri fu oggetto di uno sforzo economico e culturale di fatto solo nel XV secolo. Solo dopo l’ingresso nella Congregazione di Santa Giustina, infatti, il monastero ricevette oltre un centinaio di codici greci e latini per lascito testamentario; per tutta la seconda metà del Quattrocento si dedicò poi all'implemento e alla gestione di questa raccolta. A Vallombrosa (o piuttosto, per Vallombrosa) l'attività di copia coordinata dal monaco Geremia risaliva, invece, ai decenni conclusivi dell’XI secolo. Per tutto il XII fu accompagnata da uno sforzo produttivo i cui risultati ricaddero probabilmente a beneficio di altre fondazioni vallombrosane. Non ci sono però tracce consistenti di produzione interna per i secoli successivi; né si registrano iniziative strutturate di amministrazione del patrimonio librario. I manoscritti dei Vallombrosani appartenevano in primo luogo alla congregazione e raramente attestano l'appartenenza ai singoli monasteri, diversamente da ciò che avvenne, secoli dopo, per i monasteri che aderirono alla Congregazione di Santa Giustina.

Manoscritti e biblioteche nell’osservanza benedettina. Sviluppo delle raccolte librarie e conservazione dei codici alla Badia Fiorentina e a Vallombrosa

Orsino, Sofia
2026

Abstract

Il contributo analizza le diverse conseguenze che l’adesione a movimenti di “razionalizzazione e riordino” ebbe sul patrimonio manoscritto dei Vallombrosani e dei benedettini della Badia Fiorentina, portando a confronto le fasi di crescita e gestione delle biblioteche. Se la produzione manoscritta vallombrosana si concentrò nei primi secoli dalla fondazione e nel XIII secolo era già decisamente ridotta, per i benedettini della Badia Fiorentina l’acquisizione di libri fu oggetto di uno sforzo economico e culturale di fatto solo nel XV secolo. Solo dopo l’ingresso nella Congregazione di Santa Giustina, infatti, il monastero ricevette oltre un centinaio di codici greci e latini per lascito testamentario; per tutta la seconda metà del Quattrocento si dedicò poi all'implemento e alla gestione di questa raccolta. A Vallombrosa (o piuttosto, per Vallombrosa) l'attività di copia coordinata dal monaco Geremia risaliva, invece, ai decenni conclusivi dell’XI secolo. Per tutto il XII fu accompagnata da uno sforzo produttivo i cui risultati ricaddero probabilmente a beneficio di altre fondazioni vallombrosane. Non ci sono però tracce consistenti di produzione interna per i secoli successivi; né si registrano iniziative strutturate di amministrazione del patrimonio librario. I manoscritti dei Vallombrosani appartenevano in primo luogo alla congregazione e raramente attestano l'appartenenza ai singoli monasteri, diversamente da ciò che avvenne, secoli dopo, per i monasteri che aderirono alla Congregazione di Santa Giustina.
2026
Amministrare la Chiesa per moralizzare la società. Organizzazione religiosa, istituzionale e patrimoniale del clero e dei regolari alla fine del Medioevo
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