Come si colloca l’associazionismo migrante nel contesto del Terzo Settore piemontese? Quali e quante sono le associazioni di stranieri attive in Piemonte sui temi dell’integrazione? Quali sono i bisogni insoddisfatti o parzialmente soddisfatti dell’associazionismo straniero, che ne limitano l’efficacia e l’incisività di azione all’interno delle comunità locali? Nel tentativo di rispondere alle domande di ricerca si è fatto ricorso a dati secondari. In particolare si è attinto a fonti istituzionali e del privato sociale, all’interno delle quali fosse possibile rintracciare le associazioni di stranieri. Accanto alla ricognizione dell’associazionismo attraverso fonti secondarie, la ricerca ha predisposto una rilevazione di dati primari, effettuata, mediante questionario. Si sono inoltre realizzati workshop di confronto con le associazioni per far emergere bisogni formativi ed informativi. In base alla mappatura realizzata attraverso le fonti secondarie, sono state individuate, ad aprile 2018, 380 associazioni di migranti, che rappresentano l’1,3 % delle organizzazioni non profit in Piemonte. Oltre il 75% delle associazioni ha sede nella provincia di Torino e (il 90% di esse opera su Torino città). Il questionario è stato somministrato attraverso una piattaforma online a tutte le associazioni della provincia di Torino; hanno risposto, ad aprile 2018, 60 organizzazioni su 282 (pari al 21%). Circa il 60% sono associazioni riconosciute, il 36% associazioni non riconosciute. 25 sono organizzazioni di volontariato (OdV), 17 associazioni di promozione sociale (APS), 7 associazioni culturali e 5 associazioni sportive dilettantistiche (ASD). Il 70% delle associazioni rispondenti al questionario è iscritta a uno o più dei registri e albi del terzo settore. Il 41% delle associazioni ha fino a 50 soci. Tra le principali finalità per le quali le associazioni si sono costituite al primo posto si colloca l’integrazione sociale dei migranti e delle persone di origine straniera, seguita dalla valorizzazione della cultura di origine e la cooperazione con i paesi d’origine. Tra le finalità rilevanti sono indicate anche l’istruzione, l’educazione permanente e la promozione della cultura. I bisogni formativi ed informativi emersi nei workshop possono essere ricondotti a quattro aree principali: 1. modalità, forme e costi per l’avvio, il mantenimento e l’implementazione di una struttura associativa e conseguente riconoscimento istituzionale; 2. attrazione, fidelizzazione e partecipazione attiva e costante dei soci; 3. programmazione e realizzazione di attività ed eventi, creazione di momenti di confronto e incontro tra associazioni; 4. accesso ai servizi e informazioni di supporto. Sono inoltre emersi fattori di criticità nelle relazioni con le istituzioni, con le altre realtà del territorio e tra associazioni di etnie diverse. Il lavoro di mappatura dell’associazionismo migrante è un work in progress e produrrà, una volta portato a compimento, un quadro aggiornato delle organizzazioni di stranieri sul territorio piemontese. Tale strumento consentirà di incrementare la conoscenza dell’associazionismo straniero dal punto di vista della sua rilevanza quantitativa e delle sue caratteristiche operative. Un profilo siffatto si rivelerà utile in primo luogo alle politiche pubbliche per pianificare azioni ed interventi efficaci e che tengano conto delle potenzialità, ancora in larga parte inespresse, che in tali forme associative sono custodite. Analogamente il censimento dei bisogni e delle richieste dell’associazionismo straniero condurrà a evidenziare le aree opache e gli spazi di inefficacia dell’intervento pubblico. A fronte di un ricco apparato normativo che, in modo crescente, va in direzione di politiche di integrazione e inclusione, il passaggio alle pratiche e alle azioni concrete stenta ancora a decollare o si scontra con le inerzie organizzative del sistema pubblico. Le associazioni di stranieri si stanno preparando ad essere in grado di competere con le altre realtà del terzo settore affermando le competenze di cui sono portatori e vedremo anche come si collocheranno nel nuovo panorama previsto dalla riforma del terzo settore in atto.
l'ASSOCIAZIONISMO MIGRANTE NEL CONTESTO DEL TERZO SETTORE PIEMONTESE
CAVALETTO G M
;
2018
Abstract
Come si colloca l’associazionismo migrante nel contesto del Terzo Settore piemontese? Quali e quante sono le associazioni di stranieri attive in Piemonte sui temi dell’integrazione? Quali sono i bisogni insoddisfatti o parzialmente soddisfatti dell’associazionismo straniero, che ne limitano l’efficacia e l’incisività di azione all’interno delle comunità locali? Nel tentativo di rispondere alle domande di ricerca si è fatto ricorso a dati secondari. In particolare si è attinto a fonti istituzionali e del privato sociale, all’interno delle quali fosse possibile rintracciare le associazioni di stranieri. Accanto alla ricognizione dell’associazionismo attraverso fonti secondarie, la ricerca ha predisposto una rilevazione di dati primari, effettuata, mediante questionario. Si sono inoltre realizzati workshop di confronto con le associazioni per far emergere bisogni formativi ed informativi. In base alla mappatura realizzata attraverso le fonti secondarie, sono state individuate, ad aprile 2018, 380 associazioni di migranti, che rappresentano l’1,3 % delle organizzazioni non profit in Piemonte. Oltre il 75% delle associazioni ha sede nella provincia di Torino e (il 90% di esse opera su Torino città). Il questionario è stato somministrato attraverso una piattaforma online a tutte le associazioni della provincia di Torino; hanno risposto, ad aprile 2018, 60 organizzazioni su 282 (pari al 21%). Circa il 60% sono associazioni riconosciute, il 36% associazioni non riconosciute. 25 sono organizzazioni di volontariato (OdV), 17 associazioni di promozione sociale (APS), 7 associazioni culturali e 5 associazioni sportive dilettantistiche (ASD). Il 70% delle associazioni rispondenti al questionario è iscritta a uno o più dei registri e albi del terzo settore. Il 41% delle associazioni ha fino a 50 soci. Tra le principali finalità per le quali le associazioni si sono costituite al primo posto si colloca l’integrazione sociale dei migranti e delle persone di origine straniera, seguita dalla valorizzazione della cultura di origine e la cooperazione con i paesi d’origine. Tra le finalità rilevanti sono indicate anche l’istruzione, l’educazione permanente e la promozione della cultura. I bisogni formativi ed informativi emersi nei workshop possono essere ricondotti a quattro aree principali: 1. modalità, forme e costi per l’avvio, il mantenimento e l’implementazione di una struttura associativa e conseguente riconoscimento istituzionale; 2. attrazione, fidelizzazione e partecipazione attiva e costante dei soci; 3. programmazione e realizzazione di attività ed eventi, creazione di momenti di confronto e incontro tra associazioni; 4. accesso ai servizi e informazioni di supporto. Sono inoltre emersi fattori di criticità nelle relazioni con le istituzioni, con le altre realtà del territorio e tra associazioni di etnie diverse. Il lavoro di mappatura dell’associazionismo migrante è un work in progress e produrrà, una volta portato a compimento, un quadro aggiornato delle organizzazioni di stranieri sul territorio piemontese. Tale strumento consentirà di incrementare la conoscenza dell’associazionismo straniero dal punto di vista della sua rilevanza quantitativa e delle sue caratteristiche operative. Un profilo siffatto si rivelerà utile in primo luogo alle politiche pubbliche per pianificare azioni ed interventi efficaci e che tengano conto delle potenzialità, ancora in larga parte inespresse, che in tali forme associative sono custodite. Analogamente il censimento dei bisogni e delle richieste dell’associazionismo straniero condurrà a evidenziare le aree opache e gli spazi di inefficacia dell’intervento pubblico. A fronte di un ricco apparato normativo che, in modo crescente, va in direzione di politiche di integrazione e inclusione, il passaggio alle pratiche e alle azioni concrete stenta ancora a decollare o si scontra con le inerzie organizzative del sistema pubblico. Le associazioni di stranieri si stanno preparando ad essere in grado di competere con le altre realtà del terzo settore affermando le competenze di cui sono portatori e vedremo anche come si collocheranno nel nuovo panorama previsto dalla riforma del terzo settore in atto.Pubblicazioni consigliate
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