La raccolta di documenti appartenenti all'Archivio storico del Ministero degli affari esteri illustra il primo periodo in cui l’Italia rivestì quello che per tutti i paesi, a esclusione dei cinque membri permanenti che ne fanno parte di diritto, è il ruolo politicamente più prestigioso, ruolo poi rivestito in altre sei occasioni. Si tratta di una «cerniera» del dopoguerra in cui la crisi del sistema coloniale in Africa sub-sahariana e la convergenza fra i paesi di nuova indipendenza e il blocco orientale sull’opposizione al primato occidentale determinavano una trasformazione profonda degli equilibri dell’organizzazione, il moltiplicarsi dei temi delle discussioni e l’ampliamento dell’attività, che ebbe il suo culmine simbolico nell’adozione della Risoluzione 1514 alla XV Assemblea Generale. Nella colonia belga del Congo l’indipendenza fu seguita dall’immediato scoppio di una grave crisi interna, per la quale il nuovo Governo congolese chiese l’intervento delle Nazioni Unite. Ne seguì la prima missione di mantenimento della pace dotata di significative capacità militari, la United Nations Operation in the Congo (ONUC), divenuta rapidamente materia di acceso scontro entro l’organizzazione, con conseguenze politiche, militari e finanziarie importanti. Il biennio 1959-1960 segnò anche un tornante delle relazioni Est-Ovest, che nel clima di distensione competitiva ventilavano possibili aperture, nei negoziati sul controllo del nucleare e nella questione di Berlino, ma vedevano emergere le tensioni che avrebbero caratterizzato la fase globale della guerra fredda, i futuri allineamenti dell’Africa indipendente, le crisi in Laos e in Congo, la competizione spaziale. L’Italia vedeva inoltre portati all’esame degli organi societari due aspetti della politica nazionale di forte rilievo, la fine dell’Amministrazione fiduciaria della Somalia e la questione dell’Alto Adige. La raccolta documenta l’ingresso dell’Italia repubblicana in uno scenario che diventava globale nel senso contemporaneo del termine e lo sviluppo di una diplomazia multilaterale

L’Italia all'ONU nel primo mandato in Consiglio di sicurezza (1° gennaio 1959 - 31 dicembre 1960)

Elena Calandri
2025

Abstract

La raccolta di documenti appartenenti all'Archivio storico del Ministero degli affari esteri illustra il primo periodo in cui l’Italia rivestì quello che per tutti i paesi, a esclusione dei cinque membri permanenti che ne fanno parte di diritto, è il ruolo politicamente più prestigioso, ruolo poi rivestito in altre sei occasioni. Si tratta di una «cerniera» del dopoguerra in cui la crisi del sistema coloniale in Africa sub-sahariana e la convergenza fra i paesi di nuova indipendenza e il blocco orientale sull’opposizione al primato occidentale determinavano una trasformazione profonda degli equilibri dell’organizzazione, il moltiplicarsi dei temi delle discussioni e l’ampliamento dell’attività, che ebbe il suo culmine simbolico nell’adozione della Risoluzione 1514 alla XV Assemblea Generale. Nella colonia belga del Congo l’indipendenza fu seguita dall’immediato scoppio di una grave crisi interna, per la quale il nuovo Governo congolese chiese l’intervento delle Nazioni Unite. Ne seguì la prima missione di mantenimento della pace dotata di significative capacità militari, la United Nations Operation in the Congo (ONUC), divenuta rapidamente materia di acceso scontro entro l’organizzazione, con conseguenze politiche, militari e finanziarie importanti. Il biennio 1959-1960 segnò anche un tornante delle relazioni Est-Ovest, che nel clima di distensione competitiva ventilavano possibili aperture, nei negoziati sul controllo del nucleare e nella questione di Berlino, ma vedevano emergere le tensioni che avrebbero caratterizzato la fase globale della guerra fredda, i futuri allineamenti dell’Africa indipendente, le crisi in Laos e in Congo, la competizione spaziale. L’Italia vedeva inoltre portati all’esame degli organi societari due aspetti della politica nazionale di forte rilievo, la fine dell’Amministrazione fiduciaria della Somalia e la questione dell’Alto Adige. La raccolta documenta l’ingresso dell’Italia repubblicana in uno scenario che diventava globale nel senso contemporaneo del termine e lo sviluppo di una diplomazia multilaterale
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