Il sistema giuridico vigente in tutta l’Europa continentale, pur con mille diverse sfumature, tra medioevo ed età moderna, è comunemente definito come un diritto di tipo ‘giurisprudenziale’, per il ruolo centrale rivestito dai giuristi (sia doctores, docenti universitari, sia pratici del diritto: avvocati, giudici, notai, funzionari delle cancellerie statali) nella sua creazione, interpretazione e funzionamento concreto. Alla ricerca di punti di riferimento, il mondo giuridico, attraverso alcuni criteri, come il numero dei giuristi e la loro autorevolezza, elabora il concetto di communis opinio (interpretazione comune), indicandola come quella da seguire in caso di contrasto con altre tesi minoritarie. Si tratta però di una soluzione molto parziale ad un problema che si fa sempre più pressante con il passare del tempo e che deve essere integrata e in qualche modo superata, da altri meccanismi più sicuri ed affidabili. Ecco allora emergere, come un pilastro centrale nel processo graduale di costruzione delle istituzioni statali e come una guida preziosa nell’attività di interpretazione creativa delle norme, il ruolo dell’apparato giudiziario. Nel complesso e variegato contesto così descritto, si registra come fenomeno assai rilevante, analogamente a quanto avvenuto per i consilia dei singoli giuristi, il diffondersi – sull’esempio della Sacra Rota – di numerose raccolte a stampa di decisioni attribuite ad un Grande Tribunale
Il valore delle raccolte di giurisprudenza e la loro tradizione editoriale
Chiara Valsecchi
2025
Abstract
Il sistema giuridico vigente in tutta l’Europa continentale, pur con mille diverse sfumature, tra medioevo ed età moderna, è comunemente definito come un diritto di tipo ‘giurisprudenziale’, per il ruolo centrale rivestito dai giuristi (sia doctores, docenti universitari, sia pratici del diritto: avvocati, giudici, notai, funzionari delle cancellerie statali) nella sua creazione, interpretazione e funzionamento concreto. Alla ricerca di punti di riferimento, il mondo giuridico, attraverso alcuni criteri, come il numero dei giuristi e la loro autorevolezza, elabora il concetto di communis opinio (interpretazione comune), indicandola come quella da seguire in caso di contrasto con altre tesi minoritarie. Si tratta però di una soluzione molto parziale ad un problema che si fa sempre più pressante con il passare del tempo e che deve essere integrata e in qualche modo superata, da altri meccanismi più sicuri ed affidabili. Ecco allora emergere, come un pilastro centrale nel processo graduale di costruzione delle istituzioni statali e come una guida preziosa nell’attività di interpretazione creativa delle norme, il ruolo dell’apparato giudiziario. Nel complesso e variegato contesto così descritto, si registra come fenomeno assai rilevante, analogamente a quanto avvenuto per i consilia dei singoli giuristi, il diffondersi – sull’esempio della Sacra Rota – di numerose raccolte a stampa di decisioni attribuite ad un Grande TribunalePubblicazioni consigliate
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