L’articolo analizza l’evoluzione e il ruolo dei meccanismi di screening degli investimenti diretti esteri (IDE) nel contesto della crescente corsa alla sovranità tecnologica degli Stati. Se in passato gli IDE erano considerati prevalentemente come un fattore positivo per lo sviluppo economico, oggi sono sempre più percepiti anche come potenziali strumenti di acquisizione o sottrazione di tecnologie strategiche, con implicazioni per la sicurezza nazionale. Per far fronte a tali rischi, molti Stati hanno introdotto o rafforzato sistemi di controllo degli investimenti esteri, che consentono di autorizzare, condizionare o vietare operazioni ritenute pericolose. L’articolo esamina la struttura e il funzionamento di questi meccanismi, evidenziandone elementi comuni, ampia discrezionalità decisionale e frequenti criticità in termini di trasparenza e controllo giurisdizionale. Sul piano del diritto internazionale, lo studio valuta la compatibilità dei meccanismi di screening con gli obblighi derivanti sia dai trattati commerciali e trattati di investimento sia dal diritto internazionale consuetudinario. In conclusione, l’articolo mette in luce il delicato equilibrio tra tutela della sicurezza e apertura agli investimenti, mostrando come lo screening degli IDE rappresenti oggi uno snodo centrale nel rapporto tra sovranità statale, competizione tecnologica e diritto internazionale.
Meccanismi di screening degli investimenti esteri fra sovranità tecnologica e diritto internazionale
Marco Dimetto
2026
Abstract
L’articolo analizza l’evoluzione e il ruolo dei meccanismi di screening degli investimenti diretti esteri (IDE) nel contesto della crescente corsa alla sovranità tecnologica degli Stati. Se in passato gli IDE erano considerati prevalentemente come un fattore positivo per lo sviluppo economico, oggi sono sempre più percepiti anche come potenziali strumenti di acquisizione o sottrazione di tecnologie strategiche, con implicazioni per la sicurezza nazionale. Per far fronte a tali rischi, molti Stati hanno introdotto o rafforzato sistemi di controllo degli investimenti esteri, che consentono di autorizzare, condizionare o vietare operazioni ritenute pericolose. L’articolo esamina la struttura e il funzionamento di questi meccanismi, evidenziandone elementi comuni, ampia discrezionalità decisionale e frequenti criticità in termini di trasparenza e controllo giurisdizionale. Sul piano del diritto internazionale, lo studio valuta la compatibilità dei meccanismi di screening con gli obblighi derivanti sia dai trattati commerciali e trattati di investimento sia dal diritto internazionale consuetudinario. In conclusione, l’articolo mette in luce il delicato equilibrio tra tutela della sicurezza e apertura agli investimenti, mostrando come lo screening degli IDE rappresenti oggi uno snodo centrale nel rapporto tra sovranità statale, competizione tecnologica e diritto internazionale.Pubblicazioni consigliate
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