Il contributo indaga la persistenza e la trasformazione del motivo della carole magique tra Medioevo e Rinascimento, a partire dalla tradizione narrativa francese del XIII secolo fino alla sua rielaborazione umanistica nell’Hypnerotomachia Poliphili. Dopo aver ricostruito il quadro storico e lessicografico della carole come danza circolare accompagnata dal canto, l’articolo analizza le principali occorrenze del motivo in Meraugis de Portlesguez, nel Lancelot en prose, nel Roman de Cassidorus e nella Suite-Vulgate du Merlin. In questi testi la danza incantata appare come un dispositivo narrativo e simbolico fondato sulla circolarità, sulla cattività e sulla sospensione del tempo: il cavaliere che vi entra perde memoria di sé, del proprio compito e del mondo esterno, rimanendo prigioniero di una temporalità altra, affine a quella del meraviglioso celtico e dell’Altro Mondo. L’ultima parte dello studio mostra come, nell’Hypnerotomachia Poliphili, la carole riemerga in forma allegorica e figurativa, trasformandosi in una danza scolpita che condensa il tema del tempo, della perdita e dell’ambigua sopravvivenza della lingua antica. La carole magique si configura così come figura privilegiata della creazione letteraria: cerchio incantato in cui il racconto sospende il tempo, imprigiona il personaggio e riflette la propria potenza generativa.

La carole magique. Résurgence d’un motif du Moyen Âge à la Renaissance

Elena Muzzolon
2018

Abstract

Il contributo indaga la persistenza e la trasformazione del motivo della carole magique tra Medioevo e Rinascimento, a partire dalla tradizione narrativa francese del XIII secolo fino alla sua rielaborazione umanistica nell’Hypnerotomachia Poliphili. Dopo aver ricostruito il quadro storico e lessicografico della carole come danza circolare accompagnata dal canto, l’articolo analizza le principali occorrenze del motivo in Meraugis de Portlesguez, nel Lancelot en prose, nel Roman de Cassidorus e nella Suite-Vulgate du Merlin. In questi testi la danza incantata appare come un dispositivo narrativo e simbolico fondato sulla circolarità, sulla cattività e sulla sospensione del tempo: il cavaliere che vi entra perde memoria di sé, del proprio compito e del mondo esterno, rimanendo prigioniero di una temporalità altra, affine a quella del meraviglioso celtico e dell’Altro Mondo. L’ultima parte dello studio mostra come, nell’Hypnerotomachia Poliphili, la carole riemerga in forma allegorica e figurativa, trasformandosi in una danza scolpita che condensa il tema del tempo, della perdita e dell’ambigua sopravvivenza della lingua antica. La carole magique si configura così come figura privilegiata della creazione letteraria: cerchio incantato in cui il racconto sospende il tempo, imprigiona il personaggio e riflette la propria potenza generativa.
2018
Seminari di Storia della lettura e ricezione, tra Italia e Francia, nel Cinquecento
9788867878680
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